lunedì 25 febbraio 2008

Ai suonatori un po' sballati ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuta a chi non ho incontrato chissà mai perchè
ai dimenticati ai playboy finiti e anche per me
A chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio e comunque non per questo non ce la fa più
a chi a ha lavorato a chi è stato troppo solo e va sempre più giù
A chi ha cercato la maniera e non l'ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola e poi non ti cerca più
dedicato a che capisce quando il gioco finisce e non si butta giù
ai miei pensieri a come ero ieri
e anche per me
E questo schifo di canzone non può mica finire qui
ai miei pensieri a com'ero ieri e anche per me

domenica 24 febbraio 2008

Sabato fuori casa, una volta tanto

Sabato pomeriggio consueto appuntamento annuale con la fiera di Rimini, quella dedicata alle birre e all'alimentazione, che se da una parte ogni pretesto è buono per farsi qualche lager, dall'altro è un modo per scoprire un sacco di nuove cose curiose e conoscere gente diversa; che oltre alla fiera della birra, c'era pure "Oro Giallo", che è un'esposizione delle aziende agricole che producono olii e pure di un sacco di cantine o fattorie da tutta Italia, e quando ti trovi a parlare con i gestori dei microbirrifici che producono 800 bottiglie di birra in tutto, magari la birra fatte con le castagne del Monte Amiata, oppure conosci un nonnetto che fa il liquore con le arance di Siracusa e vedi quanta passione ci mette nel raccontarti come prepara il suo prodotto, o assaggi un olio di quelli buoni davvero che il contadino ti racconta della terra speciale che è a Trani, o quello che ha 100 bufale in tutto nell'Agro Pontino, e assaggi la sua burrata che porca miseria, non c'ha mica niente a che fare con la Vallelata Galbani..., o ascolti per venti minuti una coppia che ti racconta con quale impegno tira fuori la sua microproduzione di Nero in quel di Avola, curando con amore parentale le proprie vigne, il processo della vinificazione, tutti i passaggi che portano un tondo chicco d'uva a diventare un vino d'eccezione...beh, ti senti proprio orgogliosa di essere Italiana, e sei proprio contenta un mucchio di fare parte di questo patrimonio enogastronomico...che poi la birra è buona sempre, e la Guinness, L'Heineken o la Saint Miguel, prevarranno sempre e avranno il monopolio della grande distribuzione, ma non avranno mai il cuore e il sentito dentro di tutti questi piccoli operosi....

And now qualche foto un po' ignorante, perchè oltre a carta e penna, proprio non posso mai fare a meno della mia digitale ad immortalare le immagini che i miei occhi (che mi s'è detto hanno espressione assassina) si trovano ad osservare...

Augh!

Natura morta alcolica... Che c'entra poco con birra e vino, anche se c'entra, ma c'entra di più con le Navi...Perchè metterle in gabbia??? No agli zoo!!!
Il rame è un gran bel metallo....
Uhm, forse non proprio sobrio, ma io per un salotto del genere ci metterei la firma... Però, se la devo dire tutta, io preferisco quello di Monaco, con gli alberi veri...

E preferisco anche quello che c'è a Foresta (Lagundo)...
Questi Tedeschi...(e scuoto la testa!)

Il lavoro nobilita l'uomo

Un'altra delle mie salvezze è il lavoro, non perchè io sia una povera masochista (cioè, non è che non lo sono, ma non è per quello, insomma il concetto era questo), ma perchè a parte quello che faccio e mi piace, che io alle mie navi gli voglio bene per davvero, il mio ufficio è davvero una gabbia di matti, a posteriori, mi chiedo se mi abbiano assunto perchè hanno visto in me subito una potenziale vena di follìa, e non certo il mio ottimo English o l'esperienza export, che sembra proprio essere requisito necessario per lavorare lì...passo la maggior parte delle giornate in uno stato di allucinazione, cioè a me non mi sembra di stare in un ufficio serissimo, quale invece è, ma mi sento tipo, come se fossi dentro ad un telefilm, di quelli che mi piacciono da matti a me, Dr. House o Grey's Anatomy...un po' di episodi/deliri a random in merito:

- Da qualche settimana, la domanda che mi faccio sempre, quella che mi toglie il sonno è: "cosa accidenti se ne fanno a Poti, in Georgia, tutte le settimane, di 100 tonnellate minimo (ovvero 100.000 kgs) di Frozen Pork Backfat...in parole povere, grasso di culo di porco surgelato????

- Ultimamente, il nostro ups, ovvero il gruppo di continuità, sbacchettava da paura, perchè siamo in troppi ad attaccarci, emetteva continuamente un sibilo acutissimo, cioà uno di quei suoni che ti entrano diretti nel cervello e ti trapanano le orecchie...un mio collega ha sclerato e ha cominciato a prenderlo a cartoni, sperando di romperlo perchè così lo cambiano...Niente, sto maledetto mica si è rotto, però abbiamo provato a chiamare la responsabile delle attrezzature e il collega, ha preso la parola con: "No, perchè a parte che fischia sempre, adesso ha cominciato a dare un messaggio di errore: sto ricevendo calci!"

- In seguito all'episodio, il sopracitato collega si è autoproclamato Olindo (n.d.b. ovvero nota della blogger, dalla strage di Erba) per cui, quando gli piglia male e sbrocca dice che è Olindo!

- Abbiamo un archivio, la faldoneria dove sono conservate le navi degli anni passati, che è in uno scantinato in un altro palazzo, dove si impiccò un macellaio pazzo, questa cosa alimenta innumerevoli leggende metropolitane...io non vedo l'ora di poterci posar piede...

- La Brucellosi & I Vasi Canopi...deliri così deliranti che non è plausibile nè renderebbe bene scriverne...ma sappiate che ci sono

- Dopo un "Figlio di nome Elvis"... una delle mie colleghe, cioè l'ennesima delle mie colleghe (che c'è un'epidemia di spermatozoi attivissimi lì dove lavoro io) , è incinta...allora si disquisiva su un plausibile nome per la bimba se fosse una lei, io pratica, ho optato per la soluzione meno cervellotica: "ueh, se è una bambina, sei già arrivata, che non devi mica fare fatica, chiudi gli occhi, punti il dito e peschi a caso il nome tra il parco navi Msc, vai sul sicuro...certo che però se hai sfiga, e punti male ti capita l'unica abnorme...e se ti viene fuori Pioneer son cazzi!"

- La mia collega Angela: "Io più ti conosco, più mi convinco che te Vale, sei fuori di testa...è meglio che ti trovi un moroso, solo che con le tue fisse, non so mica, cosa fai: lo inviti a veder partire l'Anastasia, poi lo prendi per la gola e lo conquisti con i Salti in Padella, dopo cena gli racconti l'ultima puntata di Cento Vetrine (un'altra delle mie piccole perversioni inconfessabili), per digerire lo inviti a fare una corsetta assieme e per concludere in bellezza, gli fai vedere il tuo blog?"....uhm, in effetti mi sa che ha centrato il punto! eh eh eh!

Ci ho provato

e la promessa l'ho almeno virtualmente mantenuta, che non ci sono post a parte questo, dopo l'ora delle Streghe...ma il Demone è proprio in queste ore qua che si fa più esigente...quindi spero nel perdono se mi scappa qualche delirio a tarda ora...non dipende da me...

sabato 23 febbraio 2008

Uno dei miei "pizzini" (When I look to the World)


Che non è mica possibile questa cosa, che io se non ho della carta a mano, mi debba trovare nelle situazioni più improbabili ad elemosinarne in giro...beh...finchè trovo chi me ne dà...questo sta scritto su un sacchettino di una piccola azienda che produce olio a Trani...che poi vi chiederete perchè io sia in possesso di un simile supporto...spiegazione semplicissima, ma non è la sera, per cui riporto testuale, uno dei miei pensieri stonati, di quelli che dovevo proprio...che se avessi una vena particolarmente creativa gli darei pure un titolo, tipo "Through My Eyes", e che magari non è neanche particolarmene illuminato:
Che c'era un sole bello, di quelli che aprono le nuvole quando sono pesanti, quelle che sono dei monoliti, ma che quando la luce le riesce a superare, è come se si vedesse per un microseondo il Paradiso, in uno di quei microsecondi mi è venuto un pensiero. Come diceva Fabrizio, "mi innamoravo di tutto". La mia utopia è trovare lo stesso specchio, quella luce che sento che si accende nei miei occhi a volte, non tanto per qualcuno, ma per qualcosa, per un pensiero o un'idea. Vorrei vedere la stessa limpida e indifesa e stupefatta luce nello sguardo di qualcun'altro, e già questo mi riempirebbe di gioia...se poi volessi sognare alto, sognerei uno sguardo così per me, che fosse solo mio, che qualcuno fosse così contento di vedermi perchè sono io, che per un momento potrei pure credere di essere anche solo lontanamente speciale.

venerdì 22 febbraio 2008

Pagine

Che le pagine, prima di essere virtuali, erano di carta, e invece che cliccarci sopra per passare da una all'altra, le sfogliavi...Io ho sempre avuto un rapporto speciale con la carta, che è bella comunque da avere sottomano...che spesso e volentieri non c'è mica il pc a poprtata di click, ma grazie al cielo c'è la vecchia cellulosa, e quindi ovunque, sempre, basta una penna gel e un supporto di qualsiasi genere, per poter scrivere (pure in ufficio, quando mi vengono in mente delle cose che a me mi sembrano valide, uso post it, polizze riciclate, quel che c'è...dei pizzini peggio di Provenzano! per non parlare di quando sono a letto!). Dicevo, del mio rapporto con le pagine, che è quello che ho con i libri, probabilmente l'amore più immutabile della mia vita...Mai e poi mai, potrei immaginarmi senza avere almeno 4/5 libri intonsi a cui poter attingere...mi mancherebbe per davvero la terra sotto ai piedi...
Che il mio babbo, a cui devo l'avermi iniziato a questa passione, il mio babbo mi ha insegnato a leggere prima che andassi a scuola, e subito è stato love at first sight, anzi a first read. Che quando avevo 8/9 anni prendevo su e avevo il permesso di andare in biblio da sola e mi avevano fatto la tessera "da grande", che potevo leggere di tutto, non solo quelli sella sezione bambini, che a me mica mi facevano voglia, le favole me le sono inventata da grande, da piccola per me le "favole" erano i racconti di Stephen King (eh lo so, qualcuno potrebbe dire: "ecco perchè sei così, adesso, che sei rimasta traumatizzata da piccola!")...Ho sempre avuto diversi interessi, o monorotaie o chiamateli come vi piace, ma se c'è sempre stata una cosa costante, nella mia vita, è sempre stata questa cosa dei libri e della biblioteca, che è un posto dove proprio mi sento a casa, un porto sicuro. Poi a Ravenna, c'abbiamo questa cosa bella, che è l'Istituzione Biblioteca Classense, che è una cosa mica da ridere...ricordo che il mio periodo liceale, i momenti più belli, erano quelli lì, che andavo in biblio a far finta di studiare, che poi ci mettevo un attimo ad andarci, che il liceo era attaccato, e insomma, sotto quei chiostri io ci vivevo; poi alla fine, non studiavo mezza, prendevo, andavo nella sala letteratura contemporanea e mi prendevo su i libri che poi andavo a leggere all'ultimo piano, che per chi non lo sa, è un posto fantastico (già la Classense è fantastica, è ricavata da un antico convento, la location è davvero suggestiva, c'è un portico e nel centro un cortile con un pozzo, e se c'è un ricordo che mi porta alla mente, subito il periodo della mia adolescenza, è il tubare dei piccioni, che ce n'eran tanti), dicevo, l'ultimo piano, la sala di lettura, con i tavoloni antichi di legno, il profumo dei libri vecchi, il sussurro dei ricordi andati...e poi il fondo storico...un universo parallelo, dove ci sono i codici miniati, dei tomi meravigliosi, che non c'è mica bisogno di andare al Trinity a vedere il Book Of Kells, per vedere delle belle miniature...l'unica volta che ho potuto visitare quella sezione lì (che è tipo per gli addetti ai lavori, che ci vuole un permesso speciale per andarci) sono ammutolita, mura altissime, penombra, mille cul dè sac, questo profumo davvero particolare che hanno solo i libri antichi per davvero, non so se avete presente "Il Nome Della Rosa", beh ci si avvicina molto...
I libri, lo dicevo ad un amico ieri sera, sono davvero una delle mie salvezze più grandi (che poi di salvezze ce ne sarebbe da elencare, che non sono salva per niente, ma le pseudo tali avranno modo di essere comunque sviscerate, basta che se no divago troppo...uff, sempre la coesione che mi manca!), mia mamma, che purtroppo lei queste cose non le capisce, dice che sto con la testa in un universo che non c'è, e forse è vero, ma io in quell'universo lì ci sto proprio bene, che è un universo migliore di quello che ti obbliga al "vivi/lavora/crepa", beh, io preferisco il "sogna".

Ah, comunque l'idea di questo post era partita che volevo dire due cose veloci, è che poi, come sempre, l'entusiasmo mi ha preso, diciamo una delle faccette migliori del Demone, è che volevo solo dire, che, anche se ho una testaccia dura, qualche volta, non spesso, quando mi si danno dei consigli, se son buoni li seguo, e quindi volevo ufficialmente ringraziare:
- Jackie per: Tokio Blues, che ne ho letto solo qualche pagina, ma d'amore e disperazione e del sentire qualcosa che credi che lo senti solo tu, è sempre una cosa buona leggerne...
- Fabio per: Sulla Felicità Ad Oltranza, che secondo me l'ha scritto lui sotto mentite spoglie, che poi glielo dico, ma è davvero una rivelazione...me lo dovrò proprio centellinare...
- Dressel1981 per: Le Parole Non Le Portano Le Cicogne, che mi ha suggerito bene, perchè io le parole le amo...
e quando parlo di libri mi viene in mente questa cosa qua, che spiega in modo sicuramento più comprensibile dei miei deliri, cosa vuol dire amarli:

"i libri che da tanto tempo hai in programma di leggere,
i libri che da anni cercavi senza trovarli,
i libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento,
i libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza,
i libri che potresti mettere da parte per leggerli magari quest'estate,
i libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri nel tuo scaffale,
i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile."

(I. Calvino - Se una notte d'inverno un viaggiatore)

giovedì 21 febbraio 2008

Ho ricevuto un regalo...

Questa sera non ne ho. Non che non ne abbia di cose da scrivere, ma che "a sò sciantèda", e che invece di mettermi ad alimentare il mio demone ho passato il tempo che avrei dedicato al mio post a fare altro, che però se non sto attenta a frenare l'entusiasmo, anche se sono esausta, il demone si risveglia come con il Red Bull...è che poi ci sono persone che nutri e ti nutrono, della serie tu alimenti l'altrui ego (che dico così perchè son sottile, eh!) , l'altra persona alimenta il tuo demone, che e vederla dal di fuori può sembrare una cosa malata...ma invece, beh, io ci vedo della poesìa...e comunque, avrò poca fantasia, ma visto che i miei post sono la diretta conseguenza di quello che sento, dico faccio, beh, stasera ho ricevuto un regalo, di quelli che io apprezzo di più, che per me le canzoni belle sono perle per davvero (poi diventano monorotaie), che a me per farmi felice, in fondo non ci vogliono mica gesti eclatanti...anzi, più che i gesti, per me sono le parole...e quindi uno dei due regali che ho ricevuto è questo...grazie!

Che cosa resta di noi che scopiamo nel parcheggio
Cosa resta di noi: un rottame di Volksvagen
Il ricordo, si sa, trasfigura la realtà
La verità se ne sta sulle stelle più lontane
Ci rimane una città, un lavoro sempre uguale
Una canzone che fa sottofondo all’Indecifrabile.

Cosa rimane di noi, ragazzini e ragazzine
La domenica dentro le chiese ad ascoltare la parola di Dio.
Il futuro era una nave tutta d’oro che noi pregavamo ci portasse via lontano
Cosa rimane di noi
Ora che ci siamo amati ed odiati e traditi
E non c’è più limite

Sfreccia in cielo un aeroplano
Io ti amo e non ti penso mai
Penso a quello che ci resta
Vola l’aeroplano, Va lontano
Vola su Baghdad
Noi voliamo invano

Che cosa resta degli anni passati ad adorarti
Cosa resta di me
delle bocche che ho baciato in discoteca
Che cosa ne è della nostra relazione
Stupidi noi che piangiamo disperati
Che cosa resta dei sogni che avevamo nella testa
La nostra esperienza a che cosa servirà

Sfreccia in cielo un aeroplano
Io ti amo e non ti penso mai
Penso a quello che ci resta

Vola l’aeroplano, Va lontano
Vola su Baghdad
Noi voliamo invano

mercoledì 20 febbraio 2008

Di demoni...(neanche fossi Dylan Dog)...e Di Dediche (che ci si prova)...

Che, aperta parentesi, su Dylan bisogna che prima o poi un post ce lo scrivo, anche solo per il fatto che tipo a quindici anni mi ero fatta la passione di vestirmi come lui, che avevo tipo cinque camice rosse da abbinare alla jacca nera col collettone, i jeans e le Clark's...chiusa parentesi. Anche se oggi era stata una buona giornata, senza particolari paturnie o batoste psicologiche....il demone è venuto a chiedere conto. Che questo demone bisogna davvero che trovi il modo di mettergli un collare o qualcosa che lo costringa nelle sue stanze un po' più spesso, che se vado avanti così, il demone mi divora per davvero. E' che stasera ho passato l'ultima ora e mezza a cercare di scrivere una mail fiume al mio migliore amico, che non sta molto bene in questo periodo e che ce l'ha anche lui il suo serraglio di demoni, e che io lo capisco che ce li ha, però a forza di pensare ai suoi e dare delle bastonate al mio (che il mio per il momento è uno solo), ho esaurito la mia sfera autoprotettiva e quello che mi viene di positivo quando mi viene, l'ho finito e quindi il mio maledetto, quand'è scoccata la Mezzanotte, è tornato più forte che mai. E che poi mi dispiacco ancora, che tipo ieri sera stavo male, fisicamente, che c'avevo una botta di influenza o qualcosa di simile o un lunedì malato, che non sono riuscita a fare quello che avrei voluto, cioè essere vicina, ascoltare un amico che si sentiva solo, cercare di esserci...cioè essere quella che sono...C'ho dentro una cosa brutta, che è tipo una malattia da cui non riesco a guarire, che mi fa affezionare alle persone che meritano o che credo che lo meritino, una cosa che si potrebbe dire tipo empatìa....che è sempre quella cosa che ogni tanto mi fa sbottare che non ne posso più di capire e che sono la migliore amica, e che delle volte la mia empatìa si espande e che mi scopro ad affezionarmi e sentirmi vicina magari ad una persona che non ho mai visto. Che sulla Socialità e Signorilità ci si può scherzare finchè si vuole, ma vengono a chiedere conto sempre pure loro (ah già che non bastassero mica la Visa, L'Enel, l'Hera, la Toro Assicurazioni, la Cheapnet, il Monster's Game e quella cosa che non so se c'è più , che la chiamo Coscienza), che i deliri notturni della Vale non sono mica così easy. E quando mi si dice che sono una bella persona un po' mi vergogno, che mica me lo merito. al massimo una brava dee jay. E che mi accorgo poi, se rileggo i miei post notturni, che anche se dico sempre che le parole sono importanti, la punteggiatura che uso fa un po' accapponare la pelle, però non è colpa mia, è colpa del demone...cavolo un'idea geniale, bisognerebbe che qualcuno prima o poi si prendesse il pacchetto "Vale Delirio + Demone", che così se magari uno il demone mio se lo allisciasse un attimo magari poi mi lascerebbe un po' di tregua pure a me!
Malata di testa sempre. che domattina che in ufficio suonava tipo tranquillo, mi son presa un'ora di permesso apposta per andare in biblioteca in cerca di tre libri...e che adesso il mio personale shuffle ha deciso per "where is my mind?"...che è la soundtrack di "una di Quelle Scene"..x eccellenza...
Un bacio e un abbraccio a quelle poche persone che lo sanno o hanno quel che ci vuole per capire le mie dediche e i miei deliri....

martedì 19 febbraio 2008

Questa mattina

Questa mattina, ero sul terrazzo del mio ufficio che fumavo una sigaretta, e ho visto una scena che mi ha colpito. C'era questo gatto, bianchissimo, completamente bianco dal corpo, alle zampine alla punta della coda, che aveva preso un merlo, (anzi era una merla femmina, perchè non aveva il becco arancio) e questo si divincolava con tutte le sue forze, cercando di sfuggire si suoi artigli...io, ero ipnotizzata dalla scena, non riuscivo a smettere di guardare, anche se provavo tanta pena per il merlo...ma quando ormai il suo destino sembrava deciso; con un frullo disperato è volato via, e il gatto bianco è rimasto a guardare in aria, una macchia rossa di sangue che gli sporcava il musetto candido...
Ecco, io ho pensato che è un mondo selvaggio e che tutti noi siamo feriti in qualche modo, però ho pensato anche che a volte, un paio di ali aiutano...

...Oh, baby, baby, it's a wild world, It's hard to get by just upon a smile...

domenica 17 febbraio 2008

A celebration


Un po' fetish come cosa, ma Fetish è una parola che mi piace. Sto pensando di farmi un libbriccino con le parole che mi piacciono, che le parole sono una gran bella cosa, a parte che le parole sono importanti, le parole sono proprio belle. Che amo gli U2 non è una novità, che amo le foto neanche, ma U2 + foto davvero belle secondo me è un gran connubio, e come diceva Wenders: "il bianco e nero è il colore della verità"











Le Cose Che Ho Imparato Nella Vita - Paulo Coelho

- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

M.C.R . - In Qualche Splendido Giorno

Il faro tagliava la notte, un filo d’acqua bagnava la strada
Camminavano insieme in direzione del ponte, da un portone una tromba suonava
Lei guardava in basso le scarpe, tra cicche spente, giornali e lattine
Lui fischiava un vecchio blues e pensava ad una cosa qualunque da dire

Ma non piangere per me, non piangere per me
Perché presto o tardi sai sarò di nuovo qui intorno
Ma non piangere per me, non piangere per me
Ci troveremo ancora sai, in qualche splendido giorno

Una vecchia indiana vestita di giallo li osservava seduta a un balcone
Lei sorrise appena e gettò una moneta al mendicante dal cappello marrone
Lui marcava i passi come Jimmy Dean, masticando una frase d’addio
"Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta, quando vedi che il racconto è finito."

Ma non piangere per me, non piangere per me
Perché presto o tardi sai sarò di nuovo qui intorno
Ma non piangere per me, non piangere per me
Ci troveremo ancora sai, in qualche splendido giorno

Il marciapiede era grigio e deserto, nella notte un lampione brillava
Lui la strinse forte al suo fianco, mentre lontano un cane abbaiava
"Era tutto scritto da sempre sai. Era racchiuso nel mazzo di carte
Che la donna rossa si incontra col fante, ma alla fine il giro riparte"

Ma non piangere per me, non piangere per me
Perché presto o tardi sai sarò di nuovo qui intornoMa non piangere per me, non piangere per me
Ci troveremo ancora sai, in qualche splendido giorno
Lei gli disse: "Che il viaggio sia buono"

Lui rispose soltanto: "Lo sarà"

Domenica di Classe

Ennesimo appuntamento con una Domenica di Classe. Ovvero, sveglia tardi, trascinarmi in sala, aprire gli scuri, scoprire che c'è un bellissimo sole, che se da una parte fa bene per l'umore, dall'altra restare in casa a delirare non fa bene. Chiamato in Capitaneria con tono molto professionale: "Buongiorno, avrei bisogno di un aggiornamento sulla situazione di due navi MSC, quando sono previste salpare la Caitlin e l'Anastasia?" e la risposta è stata: "MSC Caitlin domattina, alba, MSC Anastasia domani ore 20.00" e quindi si è andato a far friggere il mio progetto di andarle a vedere sfilare sul molo. E così tanto per cambiare, rimango a casa, a delirare, leggere e magari un po' di divano e film. Poi la domenica, mi metto sempre a leggere le poesie, o i testi delle canzone belle, che trovano terreno particolarmente fertile, e attecchiscono bene, che poi il demone la domenica ha particolarmente fame e ha bisogno di essere nutrtito. Quasi ora di pranzo...cosa prevederà mai il menù? 4 Salti in Padella, pomodoro e basilico che le cose semplici son sempre una garanzia (ecco, mi sa che un certo pranzo di Cinghiale sia una garanzia migliore, ma per mia sfortuna mio babbo non si diletta di cucina...)

sabato 16 febbraio 2008

Perchè vorrei essere un container? Di container, stanze d'albergo, di noia e di altre sciocchezze...

Perchè da una parte i container hanno lo stesso fascino che hanno le stanze d'albergo. che per me il loro fascino ce l'hanno, cioè sono scatole vuote, che vivono di momenti vissuti e diventano il contenitore di un sacco di emozioni, respirano per un attimo al tuo stesso ritmo, si fanno scenario muto ma necessario a quello che stai vivendo. Ne vedono tante le stanze d'albergo, se quei muri potessero parlare...e non a caso uno dei miei film preferiti è The Million Dollar Hotel, che io mi vedo un po' come Eloise (oddio se mi vedessi allo specchio ogni giorno come si vede Milla forse di paturnie ne avrei qualcuna in meno...), e un altro che mi è piaciuto molto è anche Four Rooms. Ah già, ma il post non era sulle stanze d'albergo, è che perdo sempre il filo del discorso. I container secondo me sono una cosa fantastica, container vuol dire appunto contenitore, che è una bella parola, che vuol dire racchiudere qualcosa, e lo stesso container nel suo continuo (che fa pure assonanza) avanti e indietro, racchiude davvero cose diverse, che hanno ognuna la sua storia dietro....da un trasloco in Georgia, ad una fornitura di mobili Ikea a Jeddah, da una batteria di frigoriferi Smeg a Cipro a 25 tonnellate di pasta Barilla a Dubai, solo per fare qualche esempio. E quante ne passano i container, quanti porti vedono...posso solo immaginare il loro viaggio, toccando ogni porto e annusando per qualche ora l'aria, l'odore, i suoni e i colori di una terra diversa....e tutti gli imprevisti che devono affrontare, dalle tempeste agli scioperi....le linee che seguo mi affascinano...Ravenna-Venezia-Koper-Gioia Tauro-Pireo e poi...da Pireo una serie incredibile di opportunità, Izmir, Istanbul, Mersin...o prendere la via della Grecia: Heraklion, Salonicco, Volos...o Cipro...che io sono innamorata da una vita dell'idea di Limassol...o il Medio Oriente, l'India, la Cina e un sacco di posti/porti che non sapevo neanche bene che esistessero...perchè anche se in Geografia non sono ferratissima, io ci sogno dietro a queste cose. E poi, io che ci lavoro dentro, so quante persone ci stanno dietro ad ogni singolo container, una cosa incredibile, perchè un container pieno di Ferrero Rochè & Kinder di ogni genere, arrivi in Libano...beh non scherzo a dire che almeno cento persone a dir poco, ci hanno messo lo zampino. E io che non sono normale, di essere parte di questo tragitto ne vado fiera, e nel mio piccolo sapere che quello che faccio ha un peso rilevante in questa Odissea mi dà soddisfazione. Uno dei tanti aneddoti che mi hanno colpito delle "mie" navi, siccome il fondatore della MSC è un napoletano, nessuna nave avrà mai un viaggio col numero 17....dal 16/a si passa in diretta al 18/a. E poi una cosa bella che mi piace da matti, è che le navi MSC hanno tutte (ed è un parco navi mica da ridere!!!) nomi di donna...tutte....io ci vedo della poesia in questa cosa...
Ed è per tutti questi motivi che domani mattina chiamerò in Capitaneria per sapere a che ora parte una delle "mie" Navi, e come se avessi un appuntamento galante Voglio con la V maiuscola, trovarmi sul molo di Marina e fare ciao ciao con un affetto che ha quel massimo di materno che ho dentro di me, alla Caitlin o all'Anastasia (spero nella seconda!)

MSC CAITLIN - Voy 62/A
Koper
Tieste
Venice
Ravenna 17.02
Izmir
Haifa
Ashdod


MSC ANASTASIA - Voy 265/A
Venice
Ravenna 17.02
Ancona
Piraeus
Limassol
Beirut
Lattakia
Izmir
Gioia Tauro