sabato 17 ottobre 2009

Due anni dopo

"Visioni e frasi spezzettate si affacciano di nuovo alla mia mente, l'inverno e il freddo le han portate, o son cattivi sogni solamente (...) Lo specchio vede un viso noto, ma hai sempre quella solita paura che un giorno ti rifletta il vuoto oppure che svanisca la figura. (...)E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un' esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai due anni dopo al punto di partenza... "

E così sono passati due anni, stento a crederci, da quella sera di ottobre che quasi per gioco cominciai a scrivere parole a caso..."Faccio un blog anche io", mi dissi all'epoca, che di blog e computer ci azzeccavo poco, non che ora sia un genio...Mi era sembrata un'idea divertente, (all'epoca non mi prendevo ancora così maledettamente sul serio) poco impegnativa...e invece chi l'avrebbe detto? Queste mie pagine, i miei deliri, i miei sfoghi, hanno cambiato la mia vita, questo blog è stato il punto di partenza, (nonchè la fine) della maggior parte delle relazioni sociali che mi hanno accompagnato durante tutto questo tempo...grazie o per colpa di questa "scatola-contieni-emozioni" ho fatto scelte decisive, da non credere, il potere del www.
Oggi non mi sento molto in vena letteraria, ma siccome sono quella delle date, che se le ricorda tutte, mi sembrava doveroso spendere due parole, anche se ho la testa che mi scoppia e lo spleen autunnale di default.
In fondo ci sono affezionata a queste pagine, sono la cosa più simile ad un diario che possa esistere, sono la testimonianza di quello che ho vissuto, provato, pensato...scrivere è stata diverse volte una salvezza per me, ora lo faccio molto meno, perchè la rassegnazione ha preso il posto del bisogno di comunicare, l'introspezione e la chiusura me le sono cucite addosso...ma tutti i miei post, anche quelli che non ho mai pubblicato, sono la parte di me più vera, schizzata, depressa, disperata, innamorata, entusiasta, delusa...questo blog è quello che ho dentro e non riesco a separarmene, anche se ne sono stata tentata numerose volte.
Magari quella sera avrei fatto meglio a fare altro, magari no, ai posteri l'ardua sentenza...però come dice il Guccio, ho l'impressione di essere "due anni dopo al punto di partenza".

venerdì 16 ottobre 2009

Dreams...are my reality (ma NON è il tempo delle mele!)

Questa notte, mentre mi stavo addormentando, ben oltre il mio consueto orario, mi è implosa nella testa l'immagine di un castello diroccato, con la luce morente, sulla superstrada per Waterford.
Prendere sonno non è mai stato così difficile.
Il sonno, beato, la mia via di fuga, non voleva saperne di giungere a me...
Pensavo di impazzire, forse è presunzione usare il condizionale...
Non riuscivo a capire il perchè, ero letteralmente bombardata dalle immagini, dai ricordi...
Glastonbury e il Thor, i negozietti esoterici dove ho comprato pietre, cristalli e collanine new age....
I vicoli di Kilkenny, con l'I-Pod allora in modalità U2 random, magari una cuffia sola e l'altro orecchio libero a captare i suoni che mi circondavano, il senso di urgenza, la camminata veloce...
un Fish&Chips alle Slieve League e il Rusty Pub dove c'erano dei piccoli fari in miniatura e uno di quei cani caratteristici che stanno sempre nei pub...(volevo rubarne uno di quei fari, però poi il posto era troppo carino e non ne ho avuto coraggio!)
La strada ghiacciata a Prato allo Stelvio...(meno non so quanti gradi) con le montagne che incombevano e la Yaris che è sempre stata una signor macchina...Lo Yak & Yeti, pòta che posto (e che nostalgia)...
Certi letti irlandesi, come erano calde quelle coperte...
Poi ho capito...avevo messo su, dopo quasi un anno, il mio profumo speciale, quello che avevo in tutte quelle situazioni, quello che mi faceva auto-atmosfera, era colpa di quello.
Memoria olfattiva, si chiama.
Quel profumo è meglio che lo sigilli.

domenica 4 ottobre 2009

Autumn of my life

"But in the autumn of my years
I noticed the tears
And I knew that our life was in the past
Though I tried to pretend,
I knew it was the end
For the autumn of my life had come at last"

Ogni giorno che la sera si porta via un po’ di luce, si prende a forza anche una parte di me, cerco di ricordare che profumo avessero certi momenti, che profumo avevano certe stanze…e mi vengono le vertigini, perché il concetto “mai più”, fa troppa paura, è troppo insindacabile, il mai più non ha opzioni, ha ucciso ogni speranza, e non si può neanche più sognare.

E ogni sera che avanza è solo tempo gettato via, qualcuno direbbe, sprecato, ma non si può sprecare qualcosa che non ha nessun valore, il tempo è solo tempo, un giorno sgranato a seguire l’altro, come le settimane o i mesi, come le la distanza, come la rassegnazione.

E non ci sono le carezzine sulla testa, no eh, sei troppo grande bimba, e sei troppo lontana.

E quegli aerei che senti ogni sera, prima di rifugiarti nel tuo benzodiazepinico sonno, non ti porteranno più in posti belli, quelli che provi ancora a sognare…perché poi, quei posti là, lo sai che non li devi pensare neanche di lontano.

La terza persona è quella maledetta vocina interiore…ok, lasciare la parola alle vocine che stanno dentro alla propria testa e farle interagire non è proprio indice di equilibrio mentale, però non avendo mai affermato di averne uno, sono al riparo da ogni attacco.

Se guardo indietro, il quadro generale, senza fronzoli o abbellimenti, è sempre lo stesso: stasi.

Da anni. Ora forse è cambiato lo sfondo, ma la luce è la medesima, quella dell’autunno che pian piano si fa strada, con gli ultimi soli e l’ultimo tepore, le domeniche maledette, addosso sempre la mia giacchetta Adidas anni ’70 che ho da più di quindici anni, di fronte a me uno schermo e un bicchiere di vino o di birra, qualcosa da riscaldare nel microonde, il cellulare che non suona mai, e intorno e dentro me, il vuoto.

giovedì 24 settembre 2009

Numb

Mi devo imporre,
devo sforzarmi
non pensare,
non ricordare.


Certi luoghi,
certi suoni,
certi profumi.
Pagine che non posso rileggere.


L’assenza di attimi
Brucia.

Attese,
cose che facevano parte di me,
speranze appassite.

Vuoto, cerco il vuoto,
solo il vuoto può coprire l’eco.

Il sole ha asciugato tutto.


mercoledì 16 settembre 2009

Nessuna connessione disponibile

Decisamente sconnessa da ogni rete.
Queste giornate qua mi fan capire che è decisamente arrivato l'autunno...questo clima Irish non mi va giù, proprio no, che qui non siamo nella Verde Isola e dopo questa pioggia scrosciante non ci saranno nè scogliere nè arcobaleni...
Solo un villaggio fantasma e il fantasma di me stessa, che prova a venire fuori dal display difettoso del'I-Pod, tra la voce di Cobain e quella del Mick..."you can't alwas get what you want"... Ok, che "sempre" è una parola grossa, ma giusto un "sometimes" andrebbe bene.
Poi stanotte lo so che farò dei sogni ancora più assurdi del solito...
Chi mi nasconderà ancora i libri sotto al piumone per farmi gli scherzi?
Qualcosa di quello che ho lasciato behind mi manca ...il mio compagno di marachelle e di avventure, quello che mi fa dannare e incazzare a volte, quella che mi conosce per come sono davvero, senza filtri...quella persona che non sopporta le mie sigarette e i miei cd, la persona davanti alla quale posso scoppiare a piangere di punto in bianco e non batte ciglio...perchè è come me...
Ecco, ci mancavano solo i Modena, In un giorno di pioggia, proprio ci voleva...
Oggi il buco nero è più profondo che mai...
Io ci provo eh, a restare a galla, ci provo, ma ci riesco di rado...passa solo per poco...e allora tipo mi ci devo aggrappare, a quelle cose che mi fanno un minimo sopravvivere.
Però, in fondo, più passa il tempo più mi sembra che non ci sia il mio posto nel mondo...

giovedì 10 settembre 2009

Un nuovo canale...Fox Mine: Delirio!

Questa dimensione onirica...
Mi lascia spiazzata. Ultimamente, durante la notte, lavora senza il mio controllo...con esiti improbabili.
Pare che sia in atto una sorta di "recovery system", solo che invece che andare a cercare i file perduti di un hard disk, il sonno recupera cose assurde dal mio cervello.
Una mia compagna di liceo, quando avevo sedici anni, io non mi ricordavo neanche più il suo nome...stanotte mi sono ricordata di lei, del suo fidanzato morto la notte di Natale, nome e cognome, e ogni dettaglio della casa dei suoi, dove magari ho bevuto per la prima volta qualche cosa che fosse più di una birra e fatto un tiro a qualcosa che non era una sigaretta, ma non è mai stata una mia cara amica....eppure mi ricordo il suo divano che avrò visto sì e no due volte...
Quando ero piccola piccola i miei andavano in ferie in dei posti tra il Veneto e l'Alto Adige...in questi giorni mi ricordo un affare tipo un gatto, di quelli che gli metti la monetina dentro e ci fai una cavalcata e lui suona la musichetta, non so perchè sono convinta che si chiamasse Gatto Mammone, e ho quella musichetta in testa...e in seguito al Gatto Mammone c'era una stanzetta provvisoria, non so quanto sia durata, io credo che fosse a Dobbiaco o San Candido, e poi delle pastigline Falqui, perchè insomma, già da piccola avevo dei problemi...
Poi fanno dei discreti salti temporali questi sogni...
(Se continuano ad essere così veri mi viene pure qualche preoccupazione, perchè ogni tanto, tra un episodio e l'altro, ci sono dentro pure le persone attuali, con cui sempre mentre dormo, faccio discorsi, quasi normali...e poi mi capita di farli anche per davvero, da sveglia...o di non farli perchè convinta che certe conversazioni siano già avvenute!).
Ho rivisto i miei animaletti che non ci sono più.
La mia prima gatta, che si chiamava Lilly, che andava di sotto alla macchina da cucire di mia mamma, che non era all'inizio proprio la nostra gatta, ma veniva in casa, perchè c'era la porta aperta, oppure saliva dall'albicocco...e c'erano le piastrelle di quel bagno che erano nere coi disegni rosa, tipo degli schizzi di colore (non so cosa darei per avere piastrelle nere così,ovunque)...
E in quella casa avevamo un garage-cantina, dove davanti c'era la macchina e dietro il laboratorio dove il mio babbo faceva i suoi lavoretti, e c'era pure una scaletta per andare giù, ahh le case vecchie, così funzionali...e insomma una mattina ci sono scesa, da quella scaletta giù ad andare in garage, non so se a prendere l'acqua o per tirare fuori lo scooter, e ho trovato la micia in coma diabetico.
Seguono due giorni che non auguro a nessuno, solo chi ha un animale in casa, che vive come un parente, può comprendere la sofferenza.
Poi è andata, anche lei, e l'abbiamo sepolta sotto al pino.
In effetti le abbiamo quasi fatto un funerale, con una cassa, perchè io e mia mamma non volevamo che stesse fredda nella terra, e dei ricordini, e qualche fiore.
Beh dài, eravamo avanti, era prima che uscisse Six Feet Under...
C'era questo pino altissimo, e sotto ad esso c'era il cimitero di tutte le creaturine che io e i miei avevamo provato a salvare...
Però ecco, adesso mi rendo conto di una cosa, gli animali ci sono in questi sogni, io ci sono ed è come se fossi una spettatrice, ci sono i miei genitori...però perchè in tutti questi sogni così veri, che sento ancora il profumo dell'abete e del tasso...e vedo la siepe...perchè non ci sono mai anche i miei amici? Perchè loro no? Loro quelli che non ci sono più, perchè non c'è l'Elisa, perchè non c'è Marcone, perchè non c'è Max?
Non volevo pensare alla morte, non volevo scrivere cose tristi, in effetti oggi ero anche in buona, ma la morte è dentro di me, da sempre, già nel fiorire vedo l'appassimento, che sia un oggetto, che sia un sentimento, che sia qualcosa a prescindere...ne vedo già la fine.
Mi sembra di essere come una di quelle figurine essenziali animate, quelle che fanno in certi video, io mi sento in bianco e nero e vedo la maggior parte delle cose come sagome animate e colorate, con cui per qualche motivo non riesco ad interagire...
Il "resto", è colorato e si muove, io sono la figurina grigia con i movimenti standard, che non riesce a passare al livello successivo.

martedì 8 settembre 2009

L'è sa' l'estat...

Per l'ennesima volta sono una specialista ad arrivare coi treni della ghiaia.
Mi perdo sempre delle cose...ci arrivo dopo...
Ecco adesso l'estate è tipo finita, e per me è iniziata il 5 agosto.
E non ci sono proprio davvero più le rondini e tutte quelle sigarette che fumavo in terrazzo in quelle serate che non finivano più, sfuman via sempre prima.
La provinciale in scooter, mi piace. Dalmine - Lallio - Berghèm.
Sono contenta di non avere il mare vicino, il mare che piace a me è da contemplazione.
Preferisco le montagne, pòta la Val Seriana (la cràpa la sfìama!).
Ecco però al fin della fiera rimane sempre una costante, la mia solitudine.
E non ha importanza se sono una mezza zia, non vale poi molto quando si riapre quel buco maledetto che ho dentro, vale ancor meno quando ho davanti quello che vorrei che lo riempisse, quella rughetta, quell'entusiasmo contagioso, quella passione che mi commuove, che mi fa ridere, che mi fa sentire viva: quello che non avrò mai.
E questi sonni assurdi, che non so perchè, rivivo spesso e volentieri pezzi della mia vita passata, ma non di quella passata recente...
Mi trovo con dettagli vividi come se ci fossi dentro per davvero, nella casa dove abitavo quando avevo quindici anni...o a fare il lavoro che facevo quando ne avevo venti...rivedo di continuo persone che ho perso di vista da una vita, alle quali magari lucidamente non penso mai e giuro, da sveglia, non ricordo quelle cose, ma mentre dormo mi sembra di essere dentro ad un film....certi particolari, certi dettagli...
Una cosa inquietante è che in quei sogni sento persino gli odori...e puntuale, mi sveglio ogni notte alle 4,22-4,33 e mi manca il fiato.
Per fortuna che c'è la musica, per fortuna che c'è il Bepi!

giovedì 20 agosto 2009

It's all over now (Baby Blue)

Non c'è che dire, la mia rimpatriata in Romagna altro non lascia se non la domanda di come io abbia fatto a trascorrerci oltre trent'anni di vita.
Se la mezzaluna fertile è una culla di civiltà, il piattume romagnolo della bassa, è una culla di infelicità.
Non per niente mica l'avevo detto a nessuno, non sìa mìa che ci siano aspettative nei miei confronti, che io le aspettative so far solo a deluderle, e quindi meglio muoversi in sordina.
Capito a sorpresa alle 7 del mattino o alle 3 del pomeriggio, poi mi si può sempre dare qualche calcio nel sedere se la mia inaspettata presenza dà noia.
Oggi è stata una giornata peggiore, se male è lo standard, oggi male all'ennesima.
Mia mamma mi ha convinto ad andare a trovare mio nonno, che non vedevo da oltre un anno.
E non è per la scusa che mò sto a Berghèm, è che io le cose non le voglio vedere.
Sarò insensibile dicono, io dico che siccome c'ho già il Demone e il famoso buco nero, dentro, cerco di evitarne altri....ebbene sarò una codarda, ma io già fatico a gestire la mia piccola e personale infelicità, che a buttarci sopra altro dolore è come buttare l'alcool sulla carbonella fatta male.
Io sono la brace fatta male.
Come e perchè la vita fa questi scherzi?
Io non ce la facevo. Io sono scoppiata a piangere subito, del resto pare non sia un evento rilevante...Ma insomma...le persone così? Io non ho questo gran legame, ma la vista di questa creatura, che peserà si e no 50 kg, consumata, immobile, intrappolata nel suo corpo...che non riesce a parlare....questo mi ha colpito, a vedere quelle labbra che si muovevano, e quegli occhi che parevano avere avuto un singulto di riconoscimento....
Quella pelle così sottile e macchiata, che ho chiesto perchè era così fragile, che la risposta "perchè è vecchio, poverino" non mi è piaciuta.
Mia mamma mi ha detto che dovevo essere contenta perchè sono stata riconosciuta, perchè ha flebilmente pronunciato il mio nome, beh non ero contenta.
Mio nonno fino a due anni fa "dava della paga", come si dice qua, a tutti, autonomo e indipendente, in motorino (perchè non ha mai preso la patente, lui!) e la sua canna da pesca...un uomo gentile e pacato, quando non bestemmiava...comunista nel cuore, giocatore di Briscola e Mah Johng, tirchio e assolutamente restìo alla tecnologia....
Imboccato a cucchiaiate di gelato perchè non riesce a masticare nulla.
Così fragile e impotente su quel lettino, inghiottito dalle lenzuola di carta velina che spacciano come cotone sterile ospedaliero.
Mia mamma ci si è abituata, io non ho la fòrsa (scritto così eh).
C'era un letto a fianco e sopra delle foto di nipoti e cagnolini.
Aldo si chiama, il suo compagno di stanza, i nipoti e i cagnolini erano di quell'altro.
Io pare che teoricamente diventerò zia, preferisco chiamarmene fuori a priori.
Essere vivi così?
Io non ce la faccio a vedere queste cose.
Io convivo con la morte da sempre, io e la Mietitrice abbiamo un rapporto contorto (come tutti i miei rapporti, del resto), ma non riesco a vederla così "vivida", così capace di tenere le redini, di giocare, di tenere appesi i suoi fili maledetti...la coscienza del suo potere mi destabilizza...del resto è come la scoperta dell'acqua calda.
Piazza di Russi ore 17 di un pomeriggio che torrido è un aggettivo scontato.
Winston Blue & Beck's.
(la part II ora non posso, non ci riesco mica....too much pain....)

venerdì 14 agosto 2009

Ashes to ashes

Sono
la brace divorata, consumata,
sono quella brace che ha ancora il tepore
il profumo del legno
che ha consumato anello dopo anello.
Sono
respiri sottovoce
umidi e nascosti,
respiri che hanno paura,
respiri che esalano se stessi per potersi fondere.
Sono
quella cenere
a cui basta un soffio
per disperdersi
senza scintille.
Sono
un ciocco di torba:
il grido di un gabbiano può risvegliare l'oceano,
la sferzata di un alare assopire tutto.

mercoledì 12 agosto 2009

New Born

Post breve. Solo perchè ho voglia di straparlare. Solo perchè si dice che non sorrido mai, in effetti la cosa non è lontana dal vero, non rido e non sorrido quasi mai, però ogni tanto sfuggo alla mia immagine funerea, e si riesce pure a portarmi fuori dalla cripta.
Cazzo che bella una birretta fresca sul lungolago da aperitivo, e passare per miracolo in Trentino A.A. e i Canederli....:)
AMO le montagne, amo subito quando capisco che sono in Trentino, e vedere Tione 18 km, penso alla mia nonna, si sottovaluta l'idea della montagna, non bastano due colline, la montagna ce ne vuole per essere tale.
Pbah, è una parola onomatopeica, riassume quello che esprimo di solito: scazzo-non convinzione-incertezza.
Oggi pochi pbah, proprio pochi.
Oggi ero entusiasta. Oggi sono stata bene.
Io non sono ancora defunta, io riesco ancora ad essere l'idiota che si fa gli fa autoscatti e minaccia di buttarsi nell'acqua melmosa a fare il bagno, (che però nel lago dopo era più bello!) quella che a fine pasto prende ancora la polenta e funghi, quella che nelle foto ha gli occhi spiritati, quella che ghigna e sogghigna e cancella le foto dove non viene bene (sono la maggior parte!) , quella Hiraeth è come la brace.
Quella Hiraeth, quella Vale, quella w.o.w.y. ringrazia di cuore chi non l'ha abbandonata, (mandata a culi, avrei detto quando ero romagnola) , chi le è stato vicino, chi la sopporta tutt'ora.
Forse è per i Placebo, non si può non amarli....io mi sono chiusa dentro a non vedere le stelle cadenti il 10 di agosto, le mie stelle non si avvereranno eppure le ho vicine.
Non saranno neanche i Muse....Starlight e Plug In, stanno solo dentro un'autoradio o in compagnia di cd persi.
Quello che amo davvero io lo so che non è perso.
Oggi, per un attimo, ho rivissuto qualcosa che non ci sarà mai più, i miei 14 anni, i Free, il mio giradischi improvvisato in camera, il mio babbo che gli rubavo i dischi belli: Guccini, Deep Purple, Beatles....
C'era quel mobiletto di legno, l'aveva fatto lui, il mio babbo all'epoca era bravo a fare i mobili, e io non vedevo l'ora che loro se ne andassero per "sentire i dischi a tutto volume come fanno i giovani d'oggi".
Non gli U2, non i Placebo, non i Muse, mi toglieranno mai dall'anima e dal cuore tre pezzi, che se dovessi morire li vorrei al mio funerale, e ringrazio di cuore per avermi indicato la strada: Stairway .... - Child in time - Eskimo
Sarà mica per il rock vecchio, quello evocativo...
Ah sono innamorata delle cose vecchie ed evocative...
Questa sera non ho la forza di impegnarmi per le foto...cliccare sul link per le foto....io sono.....STANCA!
http://www.facebook.com/album.php?aid=2029927&id=1496740239&l=aa252ce465

lunedì 10 agosto 2009

Good Riddance

It's something unpredictable, but in the end it's right...
Di quello che fa il tempo, di quello che fa la vita.
Non so davvero più che pesci prendere in questo periodo, le serrate di agosto mi levano il fiato, mi sento ostaggio, a 360°, non come il tour degli U2 che è assai più figo, a 360° dentro.
Mi sento sempre più incapace di reagire.
Mi vien da dire mi dispiace sempre, mi rendo conto che non sia facile rapportarsi con me, non ho la presunzione di pensare di essere una persona facile.
Ma quando mi vedo specchiata negli occhi altrui, mi sento mortificata, perchè non vorrei essere così, perchè esattamente così non lo ero, lo sono diventata.
E mi sento un peso, perchè lo sono, non vorrei che lo si avvertisse ma comprendo sia difficile non percepirlo.
Non è questione di dire o fare qualcosa di particolare, è che rivorrei la me stessa che ero, solo che non c'è più, è che rivorrei la persona che avevo di fronte 9 mesi fa, e sembra non ci sia nemmeno quella.
Dove sono finite quelle persone? Cosa ha inventato la vita di male, per toglierci quei tramonti, quelle lotte contro il crepuscolo, quelle pinte perfette, quei jeans sporchi, quella pioggia come solo quella può essere, quegli arcobaleni contesi tra il sole e la tempesta.
Quelle cose che vivi così tanto intensamente da non poter pensare che siano solo attimi.
Io non riesco, quella è la mia Terra Promessa, quello che è stato è stato, ma davvero non riesco a non rimpiangere quella pace, quelle ventate che non mi facevano stare in piedi, l'anima che ho scoperto, quel respiro.
Era troppo vivido per essere un sogno. Era troppo reale per poter durare,
Annuso la cenere dei miei sogni e cerco di trovarci un profumo, un colore, qualcosa che mi renda il tempo andato.
Certe volte mi sembra che sia una recita, tutto, coatto, io che recito una parte e ingoio, io che quando sono me, faccio paura.
Mi sembra di vivere come Desmond, premere un pulsante perchè non finisca tutto, qualcosa di molto simile a: 4, 8, 15, 16, 23, 42.
I numeri sono solo numeri, io sono solo io.

giovedì 6 agosto 2009

Neverending why

L'anno scorso, di questi tempi, vagavo da sola per i carrugi, cercavo di far sera in qualche modo, chiusa in una stanzetta di tre metri per due, che più che una stanza pareva una cella, solo che pagavo per starci dentro.
C'era un ventolone a soffitto che dava parvenza d'aerazione, in realtà si soffocava. Quella stanzetta era così angusta e così chiusa che non prendeva neanche il cellulare, però ero a Genova.
A posteriori ho pensato che una me stessa così sola non l'avrei più vista, a posteriori mi facevo tristezza e pensavo che non sarebbe mai più stato così...mai sottovalutarsi.
Bisogna essere ottimisti a questo mondo, "l'ottimismo è il sale della vita", mi verrebbe voglia di tornarci.
E' che non ne ho più, another brick in the wall, giorno dopo giorno.
Evidentemente non sono così pazza come mi si vorrebbe far credere, perchè mi astengo dall'urlare.
Cosa bisognerebbe fare quando non ci sono soluzioni? Alla condanna della vita non hanno allegato un libretto delle istruzioni, fortunatamente cervelli laboriosi hanno isolato le molecole delle benzodiazepine & c., poi al mondo si è liberi di dissentire.
Tutto è relativo.
Ritengo che il paragone delle reciproche afflizioni non sia un metro di giudizio.
Egoista? Da vendere....
Fare a gara a chi ha più sfiga o più problemi mi pare l'equivalente delle contese nei telefilm americani a chi ce l'ha più lungo.
Io non sono per il buonismo, proprio per niente, con me non attacca "c'è chi sta peggio, dovresti ritenerti fortunata!".
Tutte queste potenzialità (già il termine potenziale...potrebbe...condizionale...) di cui a detta altrui sarei dotata, non mi riescono a dare neanche un'ombra di serenità.
Scrivo perchè ne ho bisogno.
Qualche volta mi dicono pure "brava!". Brava di cosa?????
Brava perchè non riesco a stare in questo mondo? Brava perchè riesco a dare una copertina interessante al mio malessere? Brava perchè ho padronanza del linguaggio?
The neverending why.
Perchè il mio cuscino è sempre bagnato?

martedì 4 agosto 2009

Post Blue

Portata via.
Alla deriva.
Incapace di volere.
Si srotolano i pomeriggi di agosto, nella cappa d’afa che ovatta le case, sui cortili dove ancora risuonano telefoni col suono vecchio.
Sale il calore dall’asfalto e impregna i muri.
E non so cosa pensare.
Questa sensazione di angoscia, di vuoto primordiale mi toglie il fiato.
Incertezza.
Ancora il vuoto, l’attesa di qualcosa che non so cos’è.
Un domani senza volto e senza forma.
Un presente svuotato del suo senso non appena si alza il sole.
L’oggi che sogna di diventare sera, anche se il crepuscolo ha lo spleen dentro.
Tremo.
Piangere non è abbastanza, a volte le lacrime non riescono ad uscire, perché il nodo alla gola è troppo stretto.
Paura.
L’inadeguatezza è una cortina impalpabile che mi circonda.
Come una bolla traslucida,
sul punto di scoppiare.

domenica 19 luglio 2009

For what is worth (Battle For The Sun)

Di quello che ne rimane della Vale, secondo sottotitolo, sono spellata come un tacchino il giorno del Ringraziamento, penso di aver perso una buona dose di udito causa decibel in eccesso, dormito ore 5 dopo 23 ore on the road, neuroni salvi: veramente pochi! For what is worth!?

Trascrivo un po', dal mio fedele quadernino rosa che mi accompagna da circa un anno, che ormai sta per finire le pagine, e che racchiude decine di mail, contatti, nick, sprazzi di vita, insomma la mia personale versione economica di una Moleskine, quello che non c'è scritto mi metto di impegno per infilare le parole una dietro l'altra con quel po' di raziocinio che mi rimane per non trasporre troppo delirio pure in questa sede, che di caos ce n'è già abbastanza dentro quel frullatore che mi ritrovo come testa, cercando di non fare troppo casino con i tempi e di non parlare di me in troppe persone differenti, che è un brutto segno, ma tanto mi sa che ai brutti segni dovrei esserci anche un po' abituata.

...

Hi-ho.Let's Go! On the road again.
Sveglia di quelle che così antelucane non ne ricordo dai tempi in cui prendevo aerei.
Doppia dose di caffeina, la Moka da tre, io che ormai il caffè non lo bevo quasi più.
Restauro alla velocità della luce, il risultato non mi convince più di tanto, ma non si possono fare i miracoli, dopo notte semi insonne; constato con disappunto che di recente i miei quasi 33 anni comincio a dimostrarli tutti...Voglio una vita spericolata....
Apro le finestre, pare debba scatenarsi l'apocalisse...ripiego sulle sneakers Adidas "da concerto" a sfavore delle infradito, un conto è essere ottimisti, un altro essere cogliona!
Memore dell'acqua di San Siro mi munisco di pseudo cerata con cappuccio, hai visto mai che mi tocchi il bis?!
Fuori non c'è anima viva, vento infausto e cielo livido, ci vorrebbero aereocisterne di Lasonil per dargli un colorito meno plumbeo "chi ben comincia è a metà dell'opera!", eh.
Scopro con contrarietà (metafora per indicare arci-incazzatura + ansia incoming) che d'estate il mio bus delle 5.50 non passa.
A malincuore ripiego sul metodo adolescienzal-sfigato del pollice up, basta non pensare che fuori è un brutto mondo e che ci sono ancora i buoni cristiani in giro. Vengo scambiata per Ucraina, poco male.
Ad onor del vero direi che il mio benefattore magari cristiano non era, che però poi mi viene anche da vergognarmi un po', delle volte, a votare in un certo modo, quando un ragazzo di colore, dopo la notte in Tenaris mi accompagna per pura gentilezza in stazione.
Ore 7.00 on the train, negli ultimi dieci giorni tra treno e metro ho fatto la scorta per un bel pezzo.
L'I-pod è malamente partecipe, l'update è riuscito male, si sono caricate poco più di 200 songs a SUA discrezione e il display è definitivamente emigrato verso una dimensione sfarfallante, ma finchè suona vediamo di accontentarci.
A Brescia cambio astuto, Eurostar Vs. Regionale per risparmiar tempo; il controllore entra a pochi minuti dalla fermata Verona Porta Nuova, mi fiondo fra le porte, fa molto "Sosta" dei Punkreas.
A Verona la coincidenza per Villafranca ha 30 minuti di ritardo, bell'affare che ho fatto, e sti cazzi, recupero un bus e mi si accodano 6 reduci dal festival di Livorno della sera prima, ci vuol del coraggio, e ci vuole anche essere giovani, che io ormai tutto questo gran fisico mi sa che non ce l'ho più.
Al Castello Scaligero mi si disintegrano le cuffie dell'I-Pod; sbatto lo zaino a terra tra i primi trenta prodi, per marcare il territorio, e mi improvviso runner per cercarne un paio di scorta, comincio a ridere da sola, ma i polpaccetti a lungo trascurati e il fiato coltivato a Winston Blue rispondono comunque agli imput.
zzzzzzzzz......zzzzzz.......zzzzzzzz.....
Temporanea interruzione delle comunicazioni.
Sono alla sesta ora di attesa, in piedi, l'acqua paventata non ha raggiunto i livelli del santo milanese ma ci si è avvicinata, fortuna che avevo il materassino gonfiabile, anche se in versione baby a forma di giraffa...
Al di là dell'ascoltare resoconti che paiono bollettini di guerra e gossip sui pompini a Brian Molko il tempo non passa mai, le voci sull'orario apertura cancelli si susseguono...io e le altre eroine da prima fila garantita stressiamo la security con domande idiote, tanto non abbiamo un cazzo da fare, e nel frattempo il sole ha cominciato a picchiare feroce...che c'è da stare attenti, hai visto mai, il caldo dà alla testa...
I was alone, falling free, try my best not to forget...
Perdo colpi. Almeno ho da bere, un frigobar completo dentro lo zaino; e poi ho recuperato u poster dimensione lenzuolo dell'evento.
E ne ho le palle piene di aspettare in piedi schiacciata come una sardina.
E sono a digiuno da giorni, che forse è per quello che quando mi alzo in fretta vedo le stelline come nei cartoni animati.
E mi prende lo sconforto, che comincio a parlare e pensare di me in terza persona: la Vale ai concerti, la Vale in prima fila, la Vale che ce la fa, che in realtà no.
Fa un caldo infernale, cappa di afa atroce, andare in bagno ormai un'utopia, riflessi rallentati, mi sento sola between the crowd, fosse solo una sensazione svanirebbe...

E poi ho smesso di scrivere sul quadernino rosa, che non ce n'era proprio l'oggettiva possibilità, già riuscire a fumare una conquista, la dilatazione del tempo, la torre dell'orologio sembra inchiodata dalle 15.00 in poi, io e le compagne di sventura ci appelliamo alla Security per passarcela, memore del Gladiatore, incontrato terreno fertile, inneggio "Al mio segnale scatenate l'inferno", poi ciancio sui Campi Elisi, mi trattengo dall'urlare I-S-P-A-N-I-CO solo perchè realizzo che sarei la prima ad essere schiacciata dalla transenna.

Poi i fottuti cancelli aprono, e le mie gambe mi vengono in soccorso, e pure la mia non considerevole altezza, scatto da sprinter e mi infilo sotto a chi strappa i biglietti (memorabilia, biglietto Ticket One intonso!), corsa al palco, non me ne frega un cazzo di niente e di nessuno, ho promesso di tenere il posto se potevo, l'ho fatto.
Prima fila quella vera, seguono due ore dentro ad una bolla d'aria, riesco a fare due passi, riesco a parlare un po' con le mie due colonne portanti, prendo atto che oltre al sacrificio e al merito ho avuto del culo...poi comincia.

Musica.
Emozione-Adrenalina-Brividi-Lacrime.

Io non riesco a descrivere cos'è un concerto.
Io credo di aver visto il più bel concerto della mia vita, non per gli effetti, non per il sound incredibile del Castello a fare anfiteatro...per la Magia!
Battle in una dimensione parallela, For What is Worth non mi esce più dalla testa, Meds dal cuore, The Bitter End commozione totale.
Grandi. Superbi. Stupefacenti e tutti i sinonimi che ora non ho lucidità per trovare.
La Musica è forse la mia unica salvezza.
E poi dopo alla fine, con le gambe dolenti, le orecchie che fischiavano e l'orientamento andato a farsi benedire ho recuperato il senso pratico, no che non volevo andare a Verona Station ad aspettare il treno delle 6.00....no proprio che il fisico non ce l'ho più...e in mezzo al delirio vociante di canti e "magliette-birre-bibite" io ho cominciato a salmodiare "Bergamo", con poca convinzione e mezz'ora di infruttuosi risultati.
Poi qualcuno, ha raccolto il mio message in a bottle e mi ha risposto "Dalmine-Curno".
E ho capito che Dio Esiste!!!!
Tappa in pub irlandese, Dubliners, nome originale, non c'è che dire. la Vale aveva le allucinazioni, movimenti dettati dalle leggi della gravità, pensiero cosciente in stand-by.
Sempre la Vale si riporta a casa, sempre in maniera decorosa, a volte stupisce se stessa, che già non ha la patente, ma guidarsi a casa da Villafranca di Verona a Osio Sotto, intrattenendo i driver con escursus culturali sulla Tenaris Dalmine e l'accorpamento dei cinque paesi a diventar Comune, beh ha dell'incredibile.
Considerando che il soggetto in questione non dormiva da 23 ore e aveva addosso stanchenza, pioggia, concerto, alcool etc etc etc, direi che ha fatto la sua discreta figura.
E or ora preso coscienza di qualche scattuccio che la digitale mi ha concesso, nonostante la falsa proclamazione di "batterie esaurite" quando proprio non lo erano, proprio in the beginning e in virtù di tutti i ricordini carucci del concerto....I-I- I- I- I- WILL BATTLE FOR THE SUN!!!!!


sabato 11 luglio 2009

Dancing Barefoot

Sottotitolo, cittadina del mondo, cittadina del nulla.
Io una casa non ce l'ho più, o meglio, mi sento più tranquilla nella mia casa bergamasca dove non c'è nessuno.
Back to Romagna.
Quattro mesi che manco. Nostalgia? Anche no.
Sono contenta di rivedere i miei genitori, al di là di quello (e bastan poche ore) mi sento un pesce fuor d'acqua.

Risveglio prematuro ore 6,20, una volta erano meno angoscianti i risvegli prematuri, suppongo faccia parte dell'ineluttabile pacchetto "tutto cambia"; se poi il pacchetto in questione non è di mio gradimento, immagino siano solo cazzi miei.

Stazione Centrale a Milano è un delirio, ad aspettare il mio turno per fare il ticket a mano rischio di non arrivare più, quindi 'fanculo al mio assegno emesso da FS per 15,00 euro.
Tanto mica ne ho di problemi economici. "Sono una Signora - ho un sacco di paglie", come dicevo in tempi andati.

L'Alta Velocità però mi suscita rispetto, in 'sto cazzo di paese ogni tanto riescono a fare qualcosa di decente: Milano-Bologna in 1 ora e 05.

Se c'è una cosa che non capisco è come fa la gente ad avere così fame: tutti assiepati alla carrozza ristorante a litigarsi l'ultimo panino col crudo (scaldato bene eh!), in treno o hanno tutti una gran fame o han voglia di giocare a carte.
Per non parlare degli apparecchiamenti personali di insalate di riso, non me ne capacito!
Per quanto mi riguarda l'Heineken è un pasto liquido più che sufficiente...Non so da dove viene tutta questa fame in treno...io non solo non ho appetito, ho un big bang nello stomaco e sono pure diventata scalza, che le mie infradito preferite hanno ben deciso di defungere nell'attimo in cui dovevo salire. Mica prendermela, fortunella non è il mio soprannome.

Ci si mette pure l'I-pod "melato": non risponde ai comandi, eh no, e sti gran cazzi!!! A forza di pigiare compulsivamente la combinazione sblocco, recupero la playlist Muse, Time is running Out primo pezzo shuffle...Grazie Matt che me lo hai ricordato, che da sola mi era giusto sfuggito. Our hopes and expectations -> Black holes and revelations...Che gran cosa sono gli occhiali da sole, quelli scurissimi, che ho preso a Genova.

A Bologna mangiano più che sul Frecciarossa, mi verrebbe da urlare "Da dove cazzo venite? Dal Quarto Mondo?!", si assiepano alla cassa, per ordinare tigelle industriali e sottospecie di piadine da 5 euro cadauna...Bestia il genere umano!!

Nel frattempo fumo, nell'ultima settimana, dagli U2 in poi ho ricominciato a random, una via l'altra e non me ne accorgo neanche. E fuori il cielo è piuttosto limpido, e non c'è neanche troppa afa.

L'I-Pod si sblocca con una coppia di pezzi adeguatissimi a Bologna, Diggin' The Grave e La Locomotiva, e allora servono alla grande gli occhiali da sole...e comincio a farmi le domande, quelle solite, quelle retoriche, che poi sono quelle che sarebbe meglio non mi facessi.
E dovrei essere contenta di vedere i miei, ma non lo sono troppo, perchè mi sono resa conto che a forza di stare così sola faccio proprio fatica, a dir poco, ad avere ancora a che fare con le persone.