Sono ai minimi storici. Il magone mi chiude la gola e mi fa solo venire voglia di infilarmi a letto, con il mio lenzuolino di Hello Kitty addosso a farmi da corazza, da protezione verso tutto quello che mi circonda e mi opprime. Ieri è ripartito il mio amico, che è stato qua cinque giorni a trovarmi...e nel momento in cui se ne è andato ho sentito calarmi addosso una cappa di vuoto e angoscia di proporzioni cosmiche. Sono stata bene in quei giorni, ho fatto cose, magari non mi sarò sempre comportata bene nei suoi confronti, ma la sua presenza tangibile, umana, i suoi occhi limpidi, la sua risata mi hanno tenuto una compagnia immensa...le chiacchiere prima di dormire, le cenette improvvisate e le nostre birrette assieme, la sua infinita pazienza, la dolcezza e la bontà che ne fanno una persona splendida...mi sono venute a mancare, mi sono sentita aprire un baratro sotto ai piedi, un buco senza fondo fatto di giornate vuote e solitarie, sempre da sola ad aspettare che arrivi la sera e con essa l'oblìo del sonno.
Mi manca da morire la sua presenza, mi mancano le nostre cazzate, mi manca una sua carezza quando mi vede giù, o i suoi tentativi di riportarmi il sorriso quando anche lui di sorrisi non ne ha da spendere...mi manca avere qualcuno vicino, qualcuno di speciale, di cui potermi fidare.
E l'estate è quasi finita, che me ne accorgo da queste giornate che per fortuna o per disgrazia si accorciano sempre più e mi rendo conto di non avere concluso un cazzo anche quest'anno, qualche concerto e per il resto una serie infinita di giornate replica di serie B, che dire di serie B è essere magnanimi.
E' che sono un limbo, sono in una difficolta estrema, perchè semplicemente non so cosa fare della mia vita e non riesco a trovare le forze per affrontare il cambiamento...perchè io questo cambiamento eventuale lo vedo come una strada senza ritorno che mi spaventa da morire e cerco in ogni modo di posticiparlo il più possibile, di non cambiare, di restare aggrappata ai rimasugli di quello che chiamo vita e che in realtà sono solo gli strascichi di un bel sogno con una fine triste, amara...
Dove lo trovo il coraggio????? Mi vengono in mente solo le difficoltà oggettive e passa in secondo piano la consapevolezza di avere ridotto la mia vita a pochi momenti di effimera pace, di non avere un fine, di non avere uno scopo degno di essere chiamato tale...
E non è vero che non ho bisogno di aiuto e che non riesco a riconoscere una mano protesa quando mi viene offerta, è solo che la scelta che dovrei fare è troppo dura e non credo di farcela...
E allora mi prende lo sconforto e l'assenza di persone care vicino è lancinante, vorrei essere sotto il sole della Presolana con Jackie che mi fa le foto mentre dormo su un prato, vorrei Marco com'era una volta, prima che la situazione diventasse quella che è ora, vorrei la mia mamma che mi fa i cappelletti in brodo anche in agosto, vorrei fumare una sigaretta col mio babbo...
Vorrei cose diametralmente opposte, l'unica cosa che non vorrei è sentirmi così fottutamente sola e non sapere che cosa, di grazia, io abbia fatto di male, in questa vita o in una mia precedente per meritare tutta questa angoscia...
The neverendig why...
giovedì 19 agosto 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Time
Penso che il tempo sia una medaglia con due facce, un tiranno inclemente più che un galantuomo.
E' cos' difficile fare passare minuti e ore, ogni giorno, nella sola attesa di arrivare a sera, ma poi mi soffermo un attimo a pensare e mi accorgo che sono volati anni.
Ripenso magari ad un film visto, appena uscito, e realizzo che sono passati undici anni, così come niente fosse, come l'acqua che scorre su un greto ed erode i sassi sul fondo.
La mia memoria, purtroppo o per fortuna, è vividissima e ricordo con estrema chiarezza tantissimi episodi di quand'ero piccola.
Ci pensavo proprio ieri sera, mi ci sono trovata, senza volerlo, perchè di solito cerco di allontanare questi ragionamenti come fossero demoniache presenze...
Pensavo che ho ricordi di mia mamma all'età che ho io adesso, la cosa mi fa sorgere un brivido, fatico a crederlo, eppure mi ricordo della mia mamma quando avevo cinque anni, lei alla mia età attuale era già mia mamma, io invece sono sospesa in un limbo, senza neanche più aspettative...
Quando andavamo in montagna, in Alto Adige, l'estate si congelava, prendeva quei contorni definiti a forza, come quelle foto in cui si esagera con la saturazione. Troppo verde. Troppo azzurro. Strade che salivano, la Tipo-Topo che faceva fatica a salir la Via Crucis o a rampar su per Klopair Hof.
Guarda che robe che mi ricordo, nomi di posti che non vedo da almeno quindici anni...
Dove c'erano i larici era persa in partenza per andare a funghi, ad ovest del lago c'erano solo i porcinelli rossi.
San Valentino alla Muta, pare che il mio nome venga da lì, i miei con una 500 scassata ci andarono in viaggio di nozze...avrei voglia di vedere quelle foto...di scrutare i loro volti di ragazzi e provare ad immaginare il futuro attraverso quelle espressioni datate, che ormai gli anni hanno velato...
Per non so quanti anni li ho ritenuti ottusi e limitati, perchè volevano sempre andare in montagna nel medesimo posto, senza cambiare, non riuscivo a capire cosa potessero trovarci in quel paesino di duecento anime, con due negozi in croce e gli autoctoni pure inospitali, proprio non lo concepivo...poi mi viene in mente la parola Irlanda e allora capisco che devo solo tacere...e poi di quei posti lì, ora ne ho una nostalgia lancinante.
Me li ricordo tutti i nomi tedeschi dei posti, dei Garni, degli alimentari...
Una volta, a sedici anni ho fatto il bagno nel lago, con l'unico costume che ho mai posseduto, e che devo avere ancora, in fondo a qualche cassetto, un olimpionico della O'Neill, e faceva un freddo bestiale al tramonto, e subito di fianco c'era una schiera di cipressi e il piccolo cimitero di stampo teutonico.
Mi ricordo come se fosse ieri quando trovai un "cerchio delle streghe" di funghi porcini, mi fecero pure una foto, chissà che fine ha fatto, avevano messo il cartello "86", per il numero, fatto col retro di una confezione delle Rasagnole Barilla...io non credo di avere mai più mangiato delle tagliatelle ai funghi così buone.
Lo sento come se fosse ieri il profumo del cucinotto di quell'appartamento, l'aroma dei funghi che rosolavano e l'aria gelida, tersa e limpidissima che veniva dalla porta-finestra della sala, e al crepuscolo arrivavano pure i cervi, sul limitare del bosco, a mangiare il pane che gli lasciavamo...
A pensare a tutti quei momenti, a quelle estati passate, a sensazioni che non torneranno mai più, mi viene il magone, che non vorrei avere 33 anni e di fronte il vuoto, ma vorrei averne 10, i miei genitori a fianco e il futuro un'incognita, magari con qualche speranza...
E' cos' difficile fare passare minuti e ore, ogni giorno, nella sola attesa di arrivare a sera, ma poi mi soffermo un attimo a pensare e mi accorgo che sono volati anni.
Ripenso magari ad un film visto, appena uscito, e realizzo che sono passati undici anni, così come niente fosse, come l'acqua che scorre su un greto ed erode i sassi sul fondo.
La mia memoria, purtroppo o per fortuna, è vividissima e ricordo con estrema chiarezza tantissimi episodi di quand'ero piccola.
Ci pensavo proprio ieri sera, mi ci sono trovata, senza volerlo, perchè di solito cerco di allontanare questi ragionamenti come fossero demoniache presenze...
Pensavo che ho ricordi di mia mamma all'età che ho io adesso, la cosa mi fa sorgere un brivido, fatico a crederlo, eppure mi ricordo della mia mamma quando avevo cinque anni, lei alla mia età attuale era già mia mamma, io invece sono sospesa in un limbo, senza neanche più aspettative...
Quando andavamo in montagna, in Alto Adige, l'estate si congelava, prendeva quei contorni definiti a forza, come quelle foto in cui si esagera con la saturazione. Troppo verde. Troppo azzurro. Strade che salivano, la Tipo-Topo che faceva fatica a salir la Via Crucis o a rampar su per Klopair Hof.
Guarda che robe che mi ricordo, nomi di posti che non vedo da almeno quindici anni...
Dove c'erano i larici era persa in partenza per andare a funghi, ad ovest del lago c'erano solo i porcinelli rossi.
San Valentino alla Muta, pare che il mio nome venga da lì, i miei con una 500 scassata ci andarono in viaggio di nozze...avrei voglia di vedere quelle foto...di scrutare i loro volti di ragazzi e provare ad immaginare il futuro attraverso quelle espressioni datate, che ormai gli anni hanno velato...
Per non so quanti anni li ho ritenuti ottusi e limitati, perchè volevano sempre andare in montagna nel medesimo posto, senza cambiare, non riuscivo a capire cosa potessero trovarci in quel paesino di duecento anime, con due negozi in croce e gli autoctoni pure inospitali, proprio non lo concepivo...poi mi viene in mente la parola Irlanda e allora capisco che devo solo tacere...e poi di quei posti lì, ora ne ho una nostalgia lancinante.
Me li ricordo tutti i nomi tedeschi dei posti, dei Garni, degli alimentari...
Una volta, a sedici anni ho fatto il bagno nel lago, con l'unico costume che ho mai posseduto, e che devo avere ancora, in fondo a qualche cassetto, un olimpionico della O'Neill, e faceva un freddo bestiale al tramonto, e subito di fianco c'era una schiera di cipressi e il piccolo cimitero di stampo teutonico.
Mi ricordo come se fosse ieri quando trovai un "cerchio delle streghe" di funghi porcini, mi fecero pure una foto, chissà che fine ha fatto, avevano messo il cartello "86", per il numero, fatto col retro di una confezione delle Rasagnole Barilla...io non credo di avere mai più mangiato delle tagliatelle ai funghi così buone.
Lo sento come se fosse ieri il profumo del cucinotto di quell'appartamento, l'aroma dei funghi che rosolavano e l'aria gelida, tersa e limpidissima che veniva dalla porta-finestra della sala, e al crepuscolo arrivavano pure i cervi, sul limitare del bosco, a mangiare il pane che gli lasciavamo...
A pensare a tutti quei momenti, a quelle estati passate, a sensazioni che non torneranno mai più, mi viene il magone, che non vorrei avere 33 anni e di fronte il vuoto, ma vorrei averne 10, i miei genitori a fianco e il futuro un'incognita, magari con qualche speranza...
mercoledì 30 dicembre 2009
Time is running out
Ho la sensazione che la mia vita stia scivolandomi via, tra le dita, senza che io possa farci nulla...giorni, settimane, mesi e oggi un anno.
E' passato un anno da quando in una gelida mattina nebbiosa come solo la Romagna sa regalare, mi sono chiusa dietro la porta di casa, con l'intenzione di cambiare vita, di andare incontro ad un futuro che speravo roseo e pieno di novità...
L'autostrada che si lasciava dietro anni di frustrazione e solitudine, andare incontro ad una terra nuova, ero così pronta, così decisa, così illusa...
Dicono che il tempo è galantuomo, che sfuma i contorni dei ricordi e che lenisce le ferite...personalmente non ci credo affatto.
Non riesco a dimenticare l'emozione che mi vibrava dentro, la felicità impacciata di quando ho aperto la porta di questo appartamento, che solo il fatto di averne le chiavi mi commuoveva, la curiosità per tutto quello che non conoscevo, le speranze, gli attimi vissuti con il cuore in gola, il senso di attesa, la voglia che arrivasse ogni giorno nuovo, la certezza che finalmente le cose si sarebbero sistemate, che la ruota del destino potesse, per una volta girare anche a mio favore...
Ero diversa, credevo, credevo che fosse possibile, credevo con tutta me stessa che avrei potuto costruire qualcosa, ed ora, dopo un anno, posso solo constatare che erano sogni effimeri.
La nostalgia mi assale con la forza di uno tsunami nei momenti più improbabili, mi toglie il sonno nel cuore della notte, mi rende apatica, come una marionetta a cui abbiano reciso i fili...
La mia maledetta ostinazione ha dovuto fare i conti con la rassegnazione, vivere o sopravvivere...ed è fottutamente dura accettare che ci sono troppe cose che non si possono controllare, quello che ho sono solo le tracce del tempo passato, di giorni che non ritorneranno mai, un rumore di fondo che mi dice che questo tempo sta per finire, che la bolla di sapone sta per esplodere...vertigine...
Pentita? Mai.
Cito il Guccio, tanto per cambiare, che questo pezzo mi sembra scritto a doc per come mi sento:
Un anno è andato via della mia vita, già vedo danzar l'altro che passerà.
Cantare il tempo andato sarà il mio tema perchè negli anni uguale è sempre il problema:
e dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi,
cercherò i minuti , le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi,
canterò soltanto il tempo...
Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso?
La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso...
E' passato un anno da quando in una gelida mattina nebbiosa come solo la Romagna sa regalare, mi sono chiusa dietro la porta di casa, con l'intenzione di cambiare vita, di andare incontro ad un futuro che speravo roseo e pieno di novità...
L'autostrada che si lasciava dietro anni di frustrazione e solitudine, andare incontro ad una terra nuova, ero così pronta, così decisa, così illusa...
Dicono che il tempo è galantuomo, che sfuma i contorni dei ricordi e che lenisce le ferite...personalmente non ci credo affatto.
Non riesco a dimenticare l'emozione che mi vibrava dentro, la felicità impacciata di quando ho aperto la porta di questo appartamento, che solo il fatto di averne le chiavi mi commuoveva, la curiosità per tutto quello che non conoscevo, le speranze, gli attimi vissuti con il cuore in gola, il senso di attesa, la voglia che arrivasse ogni giorno nuovo, la certezza che finalmente le cose si sarebbero sistemate, che la ruota del destino potesse, per una volta girare anche a mio favore...
Ero diversa, credevo, credevo che fosse possibile, credevo con tutta me stessa che avrei potuto costruire qualcosa, ed ora, dopo un anno, posso solo constatare che erano sogni effimeri.
La nostalgia mi assale con la forza di uno tsunami nei momenti più improbabili, mi toglie il sonno nel cuore della notte, mi rende apatica, come una marionetta a cui abbiano reciso i fili...
La mia maledetta ostinazione ha dovuto fare i conti con la rassegnazione, vivere o sopravvivere...ed è fottutamente dura accettare che ci sono troppe cose che non si possono controllare, quello che ho sono solo le tracce del tempo passato, di giorni che non ritorneranno mai, un rumore di fondo che mi dice che questo tempo sta per finire, che la bolla di sapone sta per esplodere...vertigine...
Pentita? Mai.
Cito il Guccio, tanto per cambiare, che questo pezzo mi sembra scritto a doc per come mi sento:
Un anno è andato via della mia vita, già vedo danzar l'altro che passerà.
Cantare il tempo andato sarà il mio tema perchè negli anni uguale è sempre il problema:
e dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi,
cercherò i minuti , le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi,
canterò soltanto il tempo...
Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso?
La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso...
domenica 27 dicembre 2009
Oppure allora si era solo noi...
(Fedelmente trascritto dal mio quadernino...quello su cui scrivo ovvero deliro...in treno perlopiù...)
C'è un sole splendido oggi, una di quelle giornate che non ricordo da mesi, quella luce invernale che a volte riesce ad essere così vivida, intatta...e il cielo è azzurro per davvero...che almeno a sto giro gli occhiali da sole sono giustificati...
E son sempre qua con i miei quattro stracci, lo zaino reduce da mille viaggi e concerti e una borsa piena di regali di Natale, che mia mamma, nella sua eterna apprensione mi ha intimato di montargli la guardia, che se uno ha fame e me la volesse portare via ci farebbe giù un festino...
E ascolto i Baustelle perchè l'I-pod è in modalità display morto (e io vorrei ascoltare il Bepi o al limite la sequenza casuale...
"Amore fra cinque anni dove andrò? E Tu chi sarai e chi saremo noi?"
Il Natale è andato, meno male...il mese scorso mentre andavo a sentire il Guccio ho incontrato un barbone che mi ha rivolto parola dicendomi "Signora, se ci pensa tra un mese almeno il Natale sarà già passato". Sagge parole...La guerra è finita????
Mordicchio la penna e ho una gran voglia di fumare.
Mi sento alienata a casa dai miei, quando scendo, però mi sento anche in un certo senso protetta, perchè so che ho vicino persone che non mi farebbero mai male, e vivo una sorta di oblìo dove sono come un'oca all'ingrasso...se non fosse che mi viene di piangere..."è bello e brutto solo questo"...Cappelletti in brodo fino a dire basta, stomaco quasi chiuso...mix alcoolico Prosecco-Sangiovese-Amaro alla Liquerizia...e poi a disquisire su Muse-Radiohead-Placebo con mia mamma...surreale come pomeriggio natalizio...e Charlie continua a fare surf mentre il sole si nasconde dietro le colline di Bologna...(non è mica facile...)
Senza forze, stremata...il 24 superato a malapena, il 25 al limite e il 26, gli strascichi, per me è stato il giorno più duro...che certe cose te le dimentichi, o meglio, le metti lì in un angolo della tua testa, a sopire, e poi le rivivi e allora ti accorgi di quanto di mancano...
Ti manca un Beagle pestifero a cui allungare bocconcini ghiotti e rotolartici nel letto, ti manca la persona che forse meglio al mondo ti conosci e ti ritrovi a fare una mano di conti e ti accorgi che la disillusione ha preso il sopravvento...
E nella sfera del vuoto quotidiano stringi un mano per mezz'ora cercando di sputare via i fantasmi, perchè quel contatto è così reale e vicino e non c'è neanche bisogno di troppe parole, che poi si fa anche fatica a trovarne e quel groppo in gola non le fa uscire...però basta esserci, in quel momento, mentre la pioggia scroscia e lava via quella sorta di estate indiana e le incertezze e le paure si fondono...
"Diciamolo per dire ma davvero, si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno, o avere tutto per possibilità"
Perchè a vent'anni è tutto ancora intero, perchè a vent'anni e tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età,
oppure allora si era solo noi, non c'entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi...quel che è rimasto, dimmelo un po' tu."
C'è un sole splendido oggi, una di quelle giornate che non ricordo da mesi, quella luce invernale che a volte riesce ad essere così vivida, intatta...e il cielo è azzurro per davvero...che almeno a sto giro gli occhiali da sole sono giustificati...
E son sempre qua con i miei quattro stracci, lo zaino reduce da mille viaggi e concerti e una borsa piena di regali di Natale, che mia mamma, nella sua eterna apprensione mi ha intimato di montargli la guardia, che se uno ha fame e me la volesse portare via ci farebbe giù un festino...
E ascolto i Baustelle perchè l'I-pod è in modalità display morto (e io vorrei ascoltare il Bepi o al limite la sequenza casuale...
"Amore fra cinque anni dove andrò? E Tu chi sarai e chi saremo noi?"
Il Natale è andato, meno male...il mese scorso mentre andavo a sentire il Guccio ho incontrato un barbone che mi ha rivolto parola dicendomi "Signora, se ci pensa tra un mese almeno il Natale sarà già passato". Sagge parole...La guerra è finita????
Mordicchio la penna e ho una gran voglia di fumare.
Mi sento alienata a casa dai miei, quando scendo, però mi sento anche in un certo senso protetta, perchè so che ho vicino persone che non mi farebbero mai male, e vivo una sorta di oblìo dove sono come un'oca all'ingrasso...se non fosse che mi viene di piangere..."è bello e brutto solo questo"...Cappelletti in brodo fino a dire basta, stomaco quasi chiuso...mix alcoolico Prosecco-Sangiovese-Amaro alla Liquerizia...e poi a disquisire su Muse-Radiohead-Placebo con mia mamma...surreale come pomeriggio natalizio...e Charlie continua a fare surf mentre il sole si nasconde dietro le colline di Bologna...(non è mica facile...)
Senza forze, stremata...il 24 superato a malapena, il 25 al limite e il 26, gli strascichi, per me è stato il giorno più duro...che certe cose te le dimentichi, o meglio, le metti lì in un angolo della tua testa, a sopire, e poi le rivivi e allora ti accorgi di quanto di mancano...
Ti manca un Beagle pestifero a cui allungare bocconcini ghiotti e rotolartici nel letto, ti manca la persona che forse meglio al mondo ti conosci e ti ritrovi a fare una mano di conti e ti accorgi che la disillusione ha preso il sopravvento...
E nella sfera del vuoto quotidiano stringi un mano per mezz'ora cercando di sputare via i fantasmi, perchè quel contatto è così reale e vicino e non c'è neanche bisogno di troppe parole, che poi si fa anche fatica a trovarne e quel groppo in gola non le fa uscire...però basta esserci, in quel momento, mentre la pioggia scroscia e lava via quella sorta di estate indiana e le incertezze e le paure si fondono...
"Diciamolo per dire ma davvero, si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno, o avere tutto per possibilità"
Perchè a vent'anni è tutto ancora intero, perchè a vent'anni e tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età,
oppure allora si era solo noi, non c'entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi...quel che è rimasto, dimmelo un po' tu."
mercoledì 2 dicembre 2009
Runaway Train
Un anno fa ho preso un treno, proprio un anno fa, a quest'ora c'ero ancora sopra, non Alta Velocità, un Eurostar normale, da Bologna a Milano Centrale. Col mio I-Pod, lo zaino storico compagno di viaggio e un trolley enorme. Ho preso un treno sull'onda dell'entusiasmo, dell'euforia, della voglia di viaggiare, della voglia di homecoming, beata incoscienza e menefreghismo di fronte ad un futuro incerto, ad un lavoro che di lì a venti giorni non ci sarebbe stato più, io ho preso quel treno, quel treno che moralmente aspettavo da giorni, con un sorriso buono per l'occasione e tanta emozione nelle tasche del mio parka col cappuccio di pelo.
L'inizio di un viaggio, tra il clangore dei binari e la ressa della folla in stazione, un incontro, parole che tremavano neanche tanto per il freddo, la paura e la voglia, la sorpresa, lo scoprire, quando ancora credevo che la mia vita fosse la mia, e non una serie di scelte fatte per contrarietà.
Ho molto "Eskimo" in testa, e anche "Ti ricordi quei giorni". L'amarezza di fondo, la disillusione, perchè il "Tempo andato non ritornerà" e io sono sempre uguale a me stessa, mai diversa, passano le stagioni e cambia la luce fuori dalla finestra, le ombre arrivano sempre prima.
A chi mi dice che è meglio soffrire un po' ma avere vissuto non sento di dare torto, ma vivere ogni giorno nel rimpianto e nella nostalgia di quello che è passato e non tornerà mai più è una prova ardua, purtroppo ho un ottima memoria, purtroppo.
L'inizio di un viaggio, tra il clangore dei binari e la ressa della folla in stazione, un incontro, parole che tremavano neanche tanto per il freddo, la paura e la voglia, la sorpresa, lo scoprire, quando ancora credevo che la mia vita fosse la mia, e non una serie di scelte fatte per contrarietà.
Ho molto "Eskimo" in testa, e anche "Ti ricordi quei giorni". L'amarezza di fondo, la disillusione, perchè il "Tempo andato non ritornerà" e io sono sempre uguale a me stessa, mai diversa, passano le stagioni e cambia la luce fuori dalla finestra, le ombre arrivano sempre prima.
A chi mi dice che è meglio soffrire un po' ma avere vissuto non sento di dare torto, ma vivere ogni giorno nel rimpianto e nella nostalgia di quello che è passato e non tornerà mai più è una prova ardua, purtroppo ho un ottima memoria, purtroppo.
giovedì 19 novembre 2009
Song to say goodbye
Sulle persone che se ne vanno.
Succede che le cose finiscono, tutto ha un inizio ed anche una fine...ma ogni storia ha la sua conclusione, stessa illusione, parafrasando sempre il Guccio.
E anche se le cose te le aspetti alla fine non sei preparato, quando tipo arriva una chiamata, in quel celllulare che suona così poco....vedi una chiamata col numero di casa....e capisci che è finita.
Speri che sia finita la sofferenza altrui, e poi cominciano le domande, quelle che non trovano risposta.
Cosa c'è dopo? C'è qualcosa????....ha senso pregare????
Forse il mio nonno tirerebbe una bestemmia di più, ma io mi aggrappo alla mia cattolica convinzione che non finisca tutto con un ultimo rantolo, un solo respiro che separa l'essere dal non essere.
Non posso pensare che siamo così poco.
Non sono una gran persona, ho mille difetti e vizi, quindi non è certo compito mio fare un'omelia funebre, poi tra i miei difetti penso di non annoverare l'ipocrisia, quindi non spargerò parole inutili e false sui i miei nonni che mi hanno cresciuto.
Pòta, non avevo un legame così intenso, ma io al mio nonno gli volevo bene.
Il mio nonno che l'ultima volta che l'ho visto speravo che non sarebbe stata l'ultima, anche se mia mamma me lo diceva (facevo le corna tra di me, fanculo, mi dicevo, camperà fino a 90 anni!), speravo che non fosse l'ultima che mi sarei specchiata in quegli occhi del mio stesso colore, quelli che ho ereditato da lui, da lui solo.
E non mi va neanche di ricordarlo così, sospeso, esile e indifeso.
Me lo voglio ricordare com'era, quando stava bene, con la sua Ape (perchè non ha mai voluto prendere la patente) o con la sua Vespa, quando passava a salutarci sotto casa d'estate e magari ci portava qualcosa dall'orto, voglio ricordare - e magari riderci sopra - il suo garage pieno di cianfrusaglie inutili che si ostinava a raccogliere "perche possono sempre servire", voglio ripensare ai suoi cartocci di carta di giornale con dentro i paganelli che mia mamma dava alla sera alla gatta Lilly.
Voglio ricordarlo seduto a tavola, che mangiava il pesce che si era pescato e cucinato, e magari un bicchiere di birra o di aranciata, con il TG o lo sport in sotofondo, che lui lo seguiva, pòta.
Voglio ricordarmi quando da piccola giocavamo a briscola, che c'era ancora mia nonna, o quando magari da "grande" mi raccontava che giocava a Mah Johng coi suoi amici quando andava al bar.
E anche se era una persona tirchia, quando ero piccola, si tastava sempre i pantaloni per darmi le mille lire di carta, quando lo andavamo a trovare, il sabato o la domenica, o le 10.000 quando era festa, perchè era una persona che metteva da parte e non spendeva nulla, era una persona che pensava al dopo.
Non voglio pensare alla camera ardente con quelle quattro anime a rendere omaggio, a quell'uomo che era sempre stato forte e indipendente, rannicchiato sul raso del suo ultimo riposo, non voglio ricordare la nebbiolina fitta, la cappa di semioscurità e l'odore dei cipressi; il triste elenco delle operazioni con cui è stato messo nella terra.
E' un pensiero stupido, ma mi è venuto subito in mente che sarebbe stato così freddo sottoterra, freddo e buio....io non ci voglio andare sottoterra.
E questa trasferta lampo mi ha lasciato completamente stordita, tutto all'ultimo, non preventivato; prendere-partire-tornare, il caos alienante di Milano, la pianura che va ncontro all'Emilia, con la sua caligine e luci velate dal buio di un finestrino, lacrime, oblìo, l'impotenza di fronte all'ineluttabile, l'amara consapevolezza che il dolore non è un mio esclusivo copyright.
La paura. Le cose a cui non voglio pensare perchè fan troppo male.
Il vuoto, la sensazione che anche una parte di te se n'è andata, perche le cose finiscono senza che tu ci possa far nulla, e piccoli pezzetti di te, di storia, di vita...se ne vanno, scompaiono, svaniscono.
E puoi solo rimanere a guardare, assistere impotente, al pietoso film, a quella cosa che chiami Vita.
Mi chiedo sempre più spesso "If I ever feel better", sempre meno convinta, a cosa serva questo calvario che viene venduto per esistenza, se non a finire con dei vestiti migliori addosso (io non li vorrei, nel caso solo le mie cose nere semplici e i miei Claddagh presi in Irlanda), ma dato che mi vendo come cattolica, ci dovrei anche credere, e allora, scrivo la cosa che ha detto all'ultimo minuto la mia mamma: "Spero che ci siano tanti pesci da pescare, nel posto dove vai".
Voglio ricordare il mio nonno sulle note di Bandiera Rossa o di Bella Ciao, il mio nonno: comunista, muratore e pescatore, un uomo onesto, un brav'uomo.
Amen e Porco Dio.
Succede che le cose finiscono, tutto ha un inizio ed anche una fine...ma ogni storia ha la sua conclusione, stessa illusione, parafrasando sempre il Guccio.
E anche se le cose te le aspetti alla fine non sei preparato, quando tipo arriva una chiamata, in quel celllulare che suona così poco....vedi una chiamata col numero di casa....e capisci che è finita.
Speri che sia finita la sofferenza altrui, e poi cominciano le domande, quelle che non trovano risposta.
Cosa c'è dopo? C'è qualcosa????....ha senso pregare????
Forse il mio nonno tirerebbe una bestemmia di più, ma io mi aggrappo alla mia cattolica convinzione che non finisca tutto con un ultimo rantolo, un solo respiro che separa l'essere dal non essere.
Non posso pensare che siamo così poco.
Non sono una gran persona, ho mille difetti e vizi, quindi non è certo compito mio fare un'omelia funebre, poi tra i miei difetti penso di non annoverare l'ipocrisia, quindi non spargerò parole inutili e false sui i miei nonni che mi hanno cresciuto.
Pòta, non avevo un legame così intenso, ma io al mio nonno gli volevo bene.
Il mio nonno che l'ultima volta che l'ho visto speravo che non sarebbe stata l'ultima, anche se mia mamma me lo diceva (facevo le corna tra di me, fanculo, mi dicevo, camperà fino a 90 anni!), speravo che non fosse l'ultima che mi sarei specchiata in quegli occhi del mio stesso colore, quelli che ho ereditato da lui, da lui solo.
E non mi va neanche di ricordarlo così, sospeso, esile e indifeso.
Me lo voglio ricordare com'era, quando stava bene, con la sua Ape (perchè non ha mai voluto prendere la patente) o con la sua Vespa, quando passava a salutarci sotto casa d'estate e magari ci portava qualcosa dall'orto, voglio ricordare - e magari riderci sopra - il suo garage pieno di cianfrusaglie inutili che si ostinava a raccogliere "perche possono sempre servire", voglio ripensare ai suoi cartocci di carta di giornale con dentro i paganelli che mia mamma dava alla sera alla gatta Lilly.
Voglio ricordarlo seduto a tavola, che mangiava il pesce che si era pescato e cucinato, e magari un bicchiere di birra o di aranciata, con il TG o lo sport in sotofondo, che lui lo seguiva, pòta.
Voglio ricordarmi quando da piccola giocavamo a briscola, che c'era ancora mia nonna, o quando magari da "grande" mi raccontava che giocava a Mah Johng coi suoi amici quando andava al bar.
E anche se era una persona tirchia, quando ero piccola, si tastava sempre i pantaloni per darmi le mille lire di carta, quando lo andavamo a trovare, il sabato o la domenica, o le 10.000 quando era festa, perchè era una persona che metteva da parte e non spendeva nulla, era una persona che pensava al dopo.
Non voglio pensare alla camera ardente con quelle quattro anime a rendere omaggio, a quell'uomo che era sempre stato forte e indipendente, rannicchiato sul raso del suo ultimo riposo, non voglio ricordare la nebbiolina fitta, la cappa di semioscurità e l'odore dei cipressi; il triste elenco delle operazioni con cui è stato messo nella terra.
E' un pensiero stupido, ma mi è venuto subito in mente che sarebbe stato così freddo sottoterra, freddo e buio....io non ci voglio andare sottoterra.
E questa trasferta lampo mi ha lasciato completamente stordita, tutto all'ultimo, non preventivato; prendere-partire-tornare, il caos alienante di Milano, la pianura che va ncontro all'Emilia, con la sua caligine e luci velate dal buio di un finestrino, lacrime, oblìo, l'impotenza di fronte all'ineluttabile, l'amara consapevolezza che il dolore non è un mio esclusivo copyright.
La paura. Le cose a cui non voglio pensare perchè fan troppo male.
Il vuoto, la sensazione che anche una parte di te se n'è andata, perche le cose finiscono senza che tu ci possa far nulla, e piccoli pezzetti di te, di storia, di vita...se ne vanno, scompaiono, svaniscono.
E puoi solo rimanere a guardare, assistere impotente, al pietoso film, a quella cosa che chiami Vita.
Mi chiedo sempre più spesso "If I ever feel better", sempre meno convinta, a cosa serva questo calvario che viene venduto per esistenza, se non a finire con dei vestiti migliori addosso (io non li vorrei, nel caso solo le mie cose nere semplici e i miei Claddagh presi in Irlanda), ma dato che mi vendo come cattolica, ci dovrei anche credere, e allora, scrivo la cosa che ha detto all'ultimo minuto la mia mamma: "Spero che ci siano tanti pesci da pescare, nel posto dove vai".
Voglio ricordare il mio nonno sulle note di Bandiera Rossa o di Bella Ciao, il mio nonno: comunista, muratore e pescatore, un uomo onesto, un brav'uomo.
Amen e Porco Dio.
mercoledì 4 novembre 2009
33
Ho scelto la seconda opzione.
L'ultima cosa che ho messo come stato FB era particolarmente ispirata.
I compleanni sono l'home page degli spettri.
Mi chiedo da tempo cosa ci sia da festeggiare nel giorno della propria nascita, che già a mio avviso non è una cosa troppo felice (e qui immagino già chi mi dà dietro con la mia visione dark-pessimista....) , poi più passa il tempo, meno la data in oggetto sarebbe evento da festeggiare, dopo i 30 la gioventù è andata, e non è un modo di dire, perchè anche se si vuole esserlo, e lo si fa, o lo si prova a fare...beh insomma si scopre, con sgomento, che ti danno del "lei", anche se hai una birra in mano e canti ai concerti, si scopre ecco, che non lo sei più giovane.
E sei lì, il nulla, il punto zero.
Sei un cellulare che squilla più volte solo quel giorno, solo perchè qualche dispositivo elettronico ha ricordato a parenti e conoscenti che quel giorno è dovuto fare gli auguri.
Quel giorno sei una pagina Facebook in cui devi trovare cinquanta modi diversi per dire grazie, e non apparire, banale, superficiale o scostante, anche se sai benissimo che tutti quei grazie sono di default, e che la maggior parte delle persone che ti esprime tutti quegli auguri lo fa secondo Pavloviano comando.
E questa non è considerazione sprezzante o cinica, perchè ci sono persone che lo sanno solo in quel tramite che quel giorno è la tua, molto tra virgolette festa, e quindi non sono minimamente a dispregiare chi mi ha fatto un sorriso o un augurio.
Perchè ci sono persone che ti fanno commuovere, che a mezzanotte o poco dopo, in Romagna, tipo, ti scrivono gli auguri sul telefonino, e lo sai che tipo quella persona lì è magari sul letto, coi suoi gatti, ma ti ha proprio pensato, proprio a te, e ti scende una lacrima...poi te ne scende anche un'altra quando ti svegli la mattina e trovi un altro messaggio, da una persona con cui non sei più magari troppo in contatto, (colpa tua eh, mica è sempre degli altri la colpa!) o un'altra ti chiama quando proprio meno te lo aspetti...e allora per un attimo ti illudi di non essere così maledettamente sola...
Poi passa mezzanotte, si esauriscono gli auguri e il tuo cellulare torna ad essere muto...
Ti guardi indietro e realizzi che in 33 anni non hai concluso nulla, a guardare avanti solo paure, ansie e punti di domanda, ti chiedi per cosa dovresti continuare a lottare, ti chiedi cosa dovrebbe essere uno stimolo, intorno solo il silenzio, dentro la testa il rombo del sangue che circola e la consapevolezza che ti aspetta l'ennesima notte a combattere contro l'insonnia e l'angoscia...c'è proprio di che festeggiare...
"And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
Racing around, to come up behind you again.
The sun is the same in a relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death"
L'ultima cosa che ho messo come stato FB era particolarmente ispirata.
I compleanni sono l'home page degli spettri.
Mi chiedo da tempo cosa ci sia da festeggiare nel giorno della propria nascita, che già a mio avviso non è una cosa troppo felice (e qui immagino già chi mi dà dietro con la mia visione dark-pessimista....) , poi più passa il tempo, meno la data in oggetto sarebbe evento da festeggiare, dopo i 30 la gioventù è andata, e non è un modo di dire, perchè anche se si vuole esserlo, e lo si fa, o lo si prova a fare...beh insomma si scopre, con sgomento, che ti danno del "lei", anche se hai una birra in mano e canti ai concerti, si scopre ecco, che non lo sei più giovane.
E sei lì, il nulla, il punto zero.
Sei un cellulare che squilla più volte solo quel giorno, solo perchè qualche dispositivo elettronico ha ricordato a parenti e conoscenti che quel giorno è dovuto fare gli auguri.
Quel giorno sei una pagina Facebook in cui devi trovare cinquanta modi diversi per dire grazie, e non apparire, banale, superficiale o scostante, anche se sai benissimo che tutti quei grazie sono di default, e che la maggior parte delle persone che ti esprime tutti quegli auguri lo fa secondo Pavloviano comando.
E questa non è considerazione sprezzante o cinica, perchè ci sono persone che lo sanno solo in quel tramite che quel giorno è la tua, molto tra virgolette festa, e quindi non sono minimamente a dispregiare chi mi ha fatto un sorriso o un augurio.
Perchè ci sono persone che ti fanno commuovere, che a mezzanotte o poco dopo, in Romagna, tipo, ti scrivono gli auguri sul telefonino, e lo sai che tipo quella persona lì è magari sul letto, coi suoi gatti, ma ti ha proprio pensato, proprio a te, e ti scende una lacrima...poi te ne scende anche un'altra quando ti svegli la mattina e trovi un altro messaggio, da una persona con cui non sei più magari troppo in contatto, (colpa tua eh, mica è sempre degli altri la colpa!) o un'altra ti chiama quando proprio meno te lo aspetti...e allora per un attimo ti illudi di non essere così maledettamente sola...
Poi passa mezzanotte, si esauriscono gli auguri e il tuo cellulare torna ad essere muto...
Ti guardi indietro e realizzi che in 33 anni non hai concluso nulla, a guardare avanti solo paure, ansie e punti di domanda, ti chiedi per cosa dovresti continuare a lottare, ti chiedi cosa dovrebbe essere uno stimolo, intorno solo il silenzio, dentro la testa il rombo del sangue che circola e la consapevolezza che ti aspetta l'ennesima notte a combattere contro l'insonnia e l'angoscia...c'è proprio di che festeggiare...
"And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
Racing around, to come up behind you again.
The sun is the same in a relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death"
sabato 24 ottobre 2009
October
"October
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care
October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on
And on..."
Già da tempo mi interrogo, peraltro senza risposta, su cosa le persone trovino di piacevole in questo mese, in qusta stagione... "eh i colori" - "eh le caldarroste! - "eh il calore di un camino" - "eh le ultime giornate col sole".
Dissento. Dalla fine all'inizio, stanotte indietro la lancetta (mio malgrado l'ho scoperto!), quindi ne consegue che il buio incombe, sempre prima, pòta non è che posso-voglio cambiare le stagioni, ma già questo è un ottimo motivo per mettere giù il muso, o la "faccia spiritata", che dir si voglia.
Di camini e caldarroste in compagnia...devo controllare l'agenda, ma non mi sembra me ne si prospettino...rimarrebbero i colori, ma non ho un boschetto sotto al terrazzo, quindi bocciati tutti i pro.
Mi ero dimenticata il buon vino e la grappa, ma quelli ci sono di default, quindi non fanno testo.
Mi appello alla matematica che mi difetta, per tirare le somme, o meglio per non tirarle.
E oggi c'era pure il sole e faceva miracolosamente caldo e alle 11,00 del nuovo orario, ho pensato che magari avrei potuto pranzare...se avessi avuto dei 4 Salti in Padella nel freezer...non ne avevo.
Una persona normale, visto che il frigo è guarnito, avrebbe improvvisato una pasta come niente, ma no, l'idea di tirare giù dal pensile alto, quello che devo montare sulla sedia, per tirare giù la pentola della pasta, proprio non mi sorrideva...allora via, si esce...vuoi che non si trovi un'Iper o un alimentari aperto? Pòta in Padania....qua siamo avanti, i posti aperti di domenica ci sono...
Su la giacca di pelle vintage, gli occhiali da sole e l'I-Pod...via che qualcosa si trova...prendo lo scooter, direzione Dalmine...serrata totale, c'è aperta giusto la farmacia, ma a sto giro non mi serve, disdetta...allora si torna verso casa...poi però ci sono i cartelli quelli dei vari Iper, Standa, Auchan, aperti, che mi attraggono come le sirene di Ulisse...via via si prova...il Famila a Verdello, chiuso, l'Iper a Brembate idem (ma lo sapevo già)...l'Onda a Capriate me lo sono persa...e allora sprovinciamo...via di bassa milanese.
A Trezzo le uniche anime vive sono extracomunitari o gente che porta i fiori al cimitero, all'angolo delle strade spuntano come funghi i venditori di borole (però quelle me le ero già fatte, tappa fortuita alla Borolada di Osio Sopra, gentilmente offerta dallo stand della Lega).
Follow the road...l'I-Pod col suo display sbarluccicante è comunque ancora degno compare...oltre Trezzo le "Colonne d'Ercole", ma pòta fa cusè....e allora macino chilometri, allettata dai cartelli Iper e Auchan....quando mi ritrovo ad ARCORE! capisco che c'è qualcosa che non va...(in effetti ad Arcore c'è moooooltoooo che non va!) imbocco per disgrazia la tangenziale, salvo comprendere dopo 100 metri che non ho modo di uscirne col mio Ovetto 50....segue retromarcia in controsenso....i numeri del circo Findus, alè!
Rientro non so dove e mi diletto a passar paesi sentiti nominare, Robbiate, Paderno, Verderio....rimpiango un navigatore o le Google Maps, anche se l'assurdità della situazione mi fa sogghignare...
Nel delirio trovo un'Auchan aperto, Merate...realizzo che sono in provincia di Lecco...non male....entro in questo girone apocalittico e ci metto tipo mezz'ora per trovare il reparto surgelati...(Bepi & Radiohead a random in cuffia) intanto che ci sono ne prendo tre, di buste di 4 Salti, sia mìa che devo fare un laùr del genere anche il prossimo weekend!
Il rientro su basi indicativamente solari, mi trovo più volte a fermarmi e fare due conti, che ormai destra e sinistra non valgono più come coordinate, sono più vicina a Milano che a Bergamo, però di default ho la bussola mentale, (mi chiamavano Tom Tom....)...improvviso un Cornate-Sulbiate-Mezzago e più o meno mi ritrovo indirizzata verso casa.
Giungo a Trezzo "liscia come l'olio" e poi lo scooter ha il navigatore impostata.
Arrivo a casa che comincia a far frècc, e ho tutti i 4 salti che volevo...però non ho più fame!
Mi rendo conto dall'angolazione del sole che con quella cosa dell'ora solare le cose son cambiate, e me ciàpa màl!
4 Salti in Padella, 100 km di scooter (50) e comunque ancora qua, a delirare nell'etere...Hi ho...Let's go, Avanti Savoia!
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care
October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on
And on..."
Già da tempo mi interrogo, peraltro senza risposta, su cosa le persone trovino di piacevole in questo mese, in qusta stagione... "eh i colori" - "eh le caldarroste! - "eh il calore di un camino" - "eh le ultime giornate col sole".
Dissento. Dalla fine all'inizio, stanotte indietro la lancetta (mio malgrado l'ho scoperto!), quindi ne consegue che il buio incombe, sempre prima, pòta non è che posso-voglio cambiare le stagioni, ma già questo è un ottimo motivo per mettere giù il muso, o la "faccia spiritata", che dir si voglia.
Di camini e caldarroste in compagnia...devo controllare l'agenda, ma non mi sembra me ne si prospettino...rimarrebbero i colori, ma non ho un boschetto sotto al terrazzo, quindi bocciati tutti i pro.
Mi ero dimenticata il buon vino e la grappa, ma quelli ci sono di default, quindi non fanno testo.
Mi appello alla matematica che mi difetta, per tirare le somme, o meglio per non tirarle.
E oggi c'era pure il sole e faceva miracolosamente caldo e alle 11,00 del nuovo orario, ho pensato che magari avrei potuto pranzare...se avessi avuto dei 4 Salti in Padella nel freezer...non ne avevo.
Una persona normale, visto che il frigo è guarnito, avrebbe improvvisato una pasta come niente, ma no, l'idea di tirare giù dal pensile alto, quello che devo montare sulla sedia, per tirare giù la pentola della pasta, proprio non mi sorrideva...allora via, si esce...vuoi che non si trovi un'Iper o un alimentari aperto? Pòta in Padania....qua siamo avanti, i posti aperti di domenica ci sono...
Su la giacca di pelle vintage, gli occhiali da sole e l'I-Pod...via che qualcosa si trova...prendo lo scooter, direzione Dalmine...serrata totale, c'è aperta giusto la farmacia, ma a sto giro non mi serve, disdetta...allora si torna verso casa...poi però ci sono i cartelli quelli dei vari Iper, Standa, Auchan, aperti, che mi attraggono come le sirene di Ulisse...via via si prova...il Famila a Verdello, chiuso, l'Iper a Brembate idem (ma lo sapevo già)...l'Onda a Capriate me lo sono persa...e allora sprovinciamo...via di bassa milanese.
A Trezzo le uniche anime vive sono extracomunitari o gente che porta i fiori al cimitero, all'angolo delle strade spuntano come funghi i venditori di borole (però quelle me le ero già fatte, tappa fortuita alla Borolada di Osio Sopra, gentilmente offerta dallo stand della Lega).
Follow the road...l'I-Pod col suo display sbarluccicante è comunque ancora degno compare...oltre Trezzo le "Colonne d'Ercole", ma pòta fa cusè....e allora macino chilometri, allettata dai cartelli Iper e Auchan....quando mi ritrovo ad ARCORE! capisco che c'è qualcosa che non va...(in effetti ad Arcore c'è moooooltoooo che non va!) imbocco per disgrazia la tangenziale, salvo comprendere dopo 100 metri che non ho modo di uscirne col mio Ovetto 50....segue retromarcia in controsenso....i numeri del circo Findus, alè!
Rientro non so dove e mi diletto a passar paesi sentiti nominare, Robbiate, Paderno, Verderio....rimpiango un navigatore o le Google Maps, anche se l'assurdità della situazione mi fa sogghignare...
Nel delirio trovo un'Auchan aperto, Merate...realizzo che sono in provincia di Lecco...non male....entro in questo girone apocalittico e ci metto tipo mezz'ora per trovare il reparto surgelati...(Bepi & Radiohead a random in cuffia) intanto che ci sono ne prendo tre, di buste di 4 Salti, sia mìa che devo fare un laùr del genere anche il prossimo weekend!
Il rientro su basi indicativamente solari, mi trovo più volte a fermarmi e fare due conti, che ormai destra e sinistra non valgono più come coordinate, sono più vicina a Milano che a Bergamo, però di default ho la bussola mentale, (mi chiamavano Tom Tom....)...improvviso un Cornate-Sulbiate-Mezzago e più o meno mi ritrovo indirizzata verso casa.
Giungo a Trezzo "liscia come l'olio" e poi lo scooter ha il navigatore impostata.
Arrivo a casa che comincia a far frècc, e ho tutti i 4 salti che volevo...però non ho più fame!
Mi rendo conto dall'angolazione del sole che con quella cosa dell'ora solare le cose son cambiate, e me ciàpa màl!
4 Salti in Padella, 100 km di scooter (50) e comunque ancora qua, a delirare nell'etere...Hi ho...Let's go, Avanti Savoia!
sabato 17 ottobre 2009
Due anni dopo
"Visioni e frasi spezzettate si affacciano di nuovo alla mia mente, l'inverno e il freddo le han portate, o son cattivi sogni solamente (...) Lo specchio vede un viso noto, ma hai sempre quella solita paura che un giorno ti rifletta il vuoto oppure che svanisca la figura. (...)E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un' esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai due anni dopo al punto di partenza... "
E così sono passati due anni, stento a crederci, da quella sera di ottobre che quasi per gioco cominciai a scrivere parole a caso..."Faccio un blog anche io", mi dissi all'epoca, che di blog e computer ci azzeccavo poco, non che ora sia un genio...Mi era sembrata un'idea divertente, (all'epoca non mi prendevo ancora così maledettamente sul serio) poco impegnativa...e invece chi l'avrebbe detto? Queste mie pagine, i miei deliri, i miei sfoghi, hanno cambiato la mia vita, questo blog è stato il punto di partenza, (nonchè la fine) della maggior parte delle relazioni sociali che mi hanno accompagnato durante tutto questo tempo...grazie o per colpa di questa "scatola-contieni-emozioni" ho fatto scelte decisive, da non credere, il potere del www.
Oggi non mi sento molto in vena letteraria, ma siccome sono quella delle date, che se le ricorda tutte, mi sembrava doveroso spendere due parole, anche se ho la testa che mi scoppia e lo spleen autunnale di default.
In fondo ci sono affezionata a queste pagine, sono la cosa più simile ad un diario che possa esistere, sono la testimonianza di quello che ho vissuto, provato, pensato...scrivere è stata diverse volte una salvezza per me, ora lo faccio molto meno, perchè la rassegnazione ha preso il posto del bisogno di comunicare, l'introspezione e la chiusura me le sono cucite addosso...ma tutti i miei post, anche quelli che non ho mai pubblicato, sono la parte di me più vera, schizzata, depressa, disperata, innamorata, entusiasta, delusa...questo blog è quello che ho dentro e non riesco a separarmene, anche se ne sono stata tentata numerose volte.
Magari quella sera avrei fatto meglio a fare altro, magari no, ai posteri l'ardua sentenza...però come dice il Guccio, ho l'impressione di essere "due anni dopo al punto di partenza".
E così sono passati due anni, stento a crederci, da quella sera di ottobre che quasi per gioco cominciai a scrivere parole a caso..."Faccio un blog anche io", mi dissi all'epoca, che di blog e computer ci azzeccavo poco, non che ora sia un genio...Mi era sembrata un'idea divertente, (all'epoca non mi prendevo ancora così maledettamente sul serio) poco impegnativa...e invece chi l'avrebbe detto? Queste mie pagine, i miei deliri, i miei sfoghi, hanno cambiato la mia vita, questo blog è stato il punto di partenza, (nonchè la fine) della maggior parte delle relazioni sociali che mi hanno accompagnato durante tutto questo tempo...grazie o per colpa di questa "scatola-contieni-emozioni" ho fatto scelte decisive, da non credere, il potere del www.
Oggi non mi sento molto in vena letteraria, ma siccome sono quella delle date, che se le ricorda tutte, mi sembrava doveroso spendere due parole, anche se ho la testa che mi scoppia e lo spleen autunnale di default.
In fondo ci sono affezionata a queste pagine, sono la cosa più simile ad un diario che possa esistere, sono la testimonianza di quello che ho vissuto, provato, pensato...scrivere è stata diverse volte una salvezza per me, ora lo faccio molto meno, perchè la rassegnazione ha preso il posto del bisogno di comunicare, l'introspezione e la chiusura me le sono cucite addosso...ma tutti i miei post, anche quelli che non ho mai pubblicato, sono la parte di me più vera, schizzata, depressa, disperata, innamorata, entusiasta, delusa...questo blog è quello che ho dentro e non riesco a separarmene, anche se ne sono stata tentata numerose volte.
Magari quella sera avrei fatto meglio a fare altro, magari no, ai posteri l'ardua sentenza...però come dice il Guccio, ho l'impressione di essere "due anni dopo al punto di partenza".
venerdì 16 ottobre 2009
Dreams...are my reality (ma NON è il tempo delle mele!)
Questa notte, mentre mi stavo addormentando, ben oltre il mio consueto orario, mi è implosa nella testa l'immagine di un castello diroccato, con la luce morente, sulla superstrada per Waterford.
Prendere sonno non è mai stato così difficile.
Il sonno, beato, la mia via di fuga, non voleva saperne di giungere a me...
Pensavo di impazzire, forse è presunzione usare il condizionale...
Non riuscivo a capire il perchè, ero letteralmente bombardata dalle immagini, dai ricordi...
Glastonbury e il Thor, i negozietti esoterici dove ho comprato pietre, cristalli e collanine new age....
I vicoli di Kilkenny, con l'I-Pod allora in modalità U2 random, magari una cuffia sola e l'altro orecchio libero a captare i suoni che mi circondavano, il senso di urgenza, la camminata veloce...
un Fish&Chips alle Slieve League e il Rusty Pub dove c'erano dei piccoli fari in miniatura e uno di quei cani caratteristici che stanno sempre nei pub...(volevo rubarne uno di quei fari, però poi il posto era troppo carino e non ne ho avuto coraggio!)
La strada ghiacciata a Prato allo Stelvio...(meno non so quanti gradi) con le montagne che incombevano e la Yaris che è sempre stata una signor macchina...Lo Yak & Yeti, pòta che posto (e che nostalgia)...
Certi letti irlandesi, come erano calde quelle coperte...
Poi ho capito...avevo messo su, dopo quasi un anno, il mio profumo speciale, quello che avevo in tutte quelle situazioni, quello che mi faceva auto-atmosfera, era colpa di quello.
Memoria olfattiva, si chiama.
Quel profumo è meglio che lo sigilli.
Prendere sonno non è mai stato così difficile.
Il sonno, beato, la mia via di fuga, non voleva saperne di giungere a me...
Pensavo di impazzire, forse è presunzione usare il condizionale...
Non riuscivo a capire il perchè, ero letteralmente bombardata dalle immagini, dai ricordi...
Glastonbury e il Thor, i negozietti esoterici dove ho comprato pietre, cristalli e collanine new age....
I vicoli di Kilkenny, con l'I-Pod allora in modalità U2 random, magari una cuffia sola e l'altro orecchio libero a captare i suoni che mi circondavano, il senso di urgenza, la camminata veloce...
un Fish&Chips alle Slieve League e il Rusty Pub dove c'erano dei piccoli fari in miniatura e uno di quei cani caratteristici che stanno sempre nei pub...(volevo rubarne uno di quei fari, però poi il posto era troppo carino e non ne ho avuto coraggio!)
La strada ghiacciata a Prato allo Stelvio...(meno non so quanti gradi) con le montagne che incombevano e la Yaris che è sempre stata una signor macchina...Lo Yak & Yeti, pòta che posto (e che nostalgia)...
Certi letti irlandesi, come erano calde quelle coperte...
Poi ho capito...avevo messo su, dopo quasi un anno, il mio profumo speciale, quello che avevo in tutte quelle situazioni, quello che mi faceva auto-atmosfera, era colpa di quello.
Memoria olfattiva, si chiama.
Quel profumo è meglio che lo sigilli.
domenica 4 ottobre 2009
Autumn of my life
"But in the autumn of my years
I noticed the tears
And I knew that our life was in the past
Though I tried to pretend,
I knew it was the end
For the autumn of my life had come at last"
Ogni giorno che la sera si porta via un po’ di luce, si prende a forza anche una parte di me, cerco di ricordare che profumo avessero certi momenti, che profumo avevano certe stanze…e mi vengono le vertigini, perché il concetto “mai più”, fa troppa paura, è troppo insindacabile, il mai più non ha opzioni, ha ucciso ogni speranza, e non si può neanche più sognare.
E ogni sera che avanza è solo tempo gettato via, qualcuno direbbe, sprecato, ma non si può sprecare qualcosa che non ha nessun valore, il tempo è solo tempo, un giorno sgranato a seguire l’altro, come le settimane o i mesi, come le la distanza, come la rassegnazione.
E non ci sono le carezzine sulla testa, no eh, sei troppo grande bimba, e sei troppo lontana.
E quegli aerei che senti ogni sera, prima di rifugiarti nel tuo benzodiazepinico sonno, non ti porteranno più in posti belli, quelli che provi ancora a sognare…perché poi, quei posti là, lo sai che non li devi pensare neanche di lontano.
La terza persona è quella maledetta vocina interiore…ok, lasciare la parola alle vocine che stanno dentro alla propria testa e farle interagire non è proprio indice di equilibrio mentale, però non avendo mai affermato di averne uno, sono al riparo da ogni attacco.
Se guardo indietro, il quadro generale, senza fronzoli o abbellimenti, è sempre lo stesso: stasi.
Da anni. Ora forse è cambiato lo sfondo, ma la luce è la medesima, quella dell’autunno che pian piano si fa strada, con gli ultimi soli e l’ultimo tepore, le domeniche maledette, addosso sempre la mia giacchetta Adidas anni ’70 che ho da più di quindici anni, di fronte a me uno schermo e un bicchiere di vino o di birra, qualcosa da riscaldare nel microonde, il cellulare che non suona mai, e intorno e dentro me, il vuoto.
I noticed the tears
And I knew that our life was in the past
Though I tried to pretend,
I knew it was the end
For the autumn of my life had come at last"
Ogni giorno che la sera si porta via un po’ di luce, si prende a forza anche una parte di me, cerco di ricordare che profumo avessero certi momenti, che profumo avevano certe stanze…e mi vengono le vertigini, perché il concetto “mai più”, fa troppa paura, è troppo insindacabile, il mai più non ha opzioni, ha ucciso ogni speranza, e non si può neanche più sognare.
E ogni sera che avanza è solo tempo gettato via, qualcuno direbbe, sprecato, ma non si può sprecare qualcosa che non ha nessun valore, il tempo è solo tempo, un giorno sgranato a seguire l’altro, come le settimane o i mesi, come le la distanza, come la rassegnazione.
E non ci sono le carezzine sulla testa, no eh, sei troppo grande bimba, e sei troppo lontana.
E quegli aerei che senti ogni sera, prima di rifugiarti nel tuo benzodiazepinico sonno, non ti porteranno più in posti belli, quelli che provi ancora a sognare…perché poi, quei posti là, lo sai che non li devi pensare neanche di lontano.
La terza persona è quella maledetta vocina interiore…ok, lasciare la parola alle vocine che stanno dentro alla propria testa e farle interagire non è proprio indice di equilibrio mentale, però non avendo mai affermato di averne uno, sono al riparo da ogni attacco.
Se guardo indietro, il quadro generale, senza fronzoli o abbellimenti, è sempre lo stesso: stasi.
Da anni. Ora forse è cambiato lo sfondo, ma la luce è la medesima, quella dell’autunno che pian piano si fa strada, con gli ultimi soli e l’ultimo tepore, le domeniche maledette, addosso sempre la mia giacchetta Adidas anni ’70 che ho da più di quindici anni, di fronte a me uno schermo e un bicchiere di vino o di birra, qualcosa da riscaldare nel microonde, il cellulare che non suona mai, e intorno e dentro me, il vuoto.
giovedì 24 settembre 2009
Numb
Mi devo imporre,
devo sforzarmi
non pensare,
non ricordare.
Certi luoghi,
certi suoni,
certi profumi.
Pagine che non posso rileggere.
L’assenza di attimi
Brucia.
Attese,
cose che facevano parte di me,
speranze appassite.
Vuoto, cerco il vuoto,
solo il vuoto può coprire l’eco.
Il sole ha asciugato tutto.
devo sforzarmi
non pensare,
non ricordare.
Certi luoghi,
certi suoni,
certi profumi.
Pagine che non posso rileggere.
L’assenza di attimi
Brucia.
Attese,
cose che facevano parte di me,
speranze appassite.
Vuoto, cerco il vuoto,
solo il vuoto può coprire l’eco.
Il sole ha asciugato tutto.
mercoledì 16 settembre 2009
Nessuna connessione disponibile
Decisamente sconnessa da ogni rete.
Queste giornate qua mi fan capire che è decisamente arrivato l'autunno...questo clima Irish non mi va giù, proprio no, che qui non siamo nella Verde Isola e dopo questa pioggia scrosciante non ci saranno nè scogliere nè arcobaleni...
Solo un villaggio fantasma e il fantasma di me stessa, che prova a venire fuori dal display difettoso del'I-Pod, tra la voce di Cobain e quella del Mick..."you can't alwas get what you want"... Ok, che "sempre" è una parola grossa, ma giusto un "sometimes" andrebbe bene.
Poi stanotte lo so che farò dei sogni ancora più assurdi del solito...
Chi mi nasconderà ancora i libri sotto al piumone per farmi gli scherzi?
Qualcosa di quello che ho lasciato behind mi manca ...il mio compagno di marachelle e di avventure, quello che mi fa dannare e incazzare a volte, quella che mi conosce per come sono davvero, senza filtri...quella persona che non sopporta le mie sigarette e i miei cd, la persona davanti alla quale posso scoppiare a piangere di punto in bianco e non batte ciglio...perchè è come me...
Ecco, ci mancavano solo i Modena, In un giorno di pioggia, proprio ci voleva...
Oggi il buco nero è più profondo che mai...
Io ci provo eh, a restare a galla, ci provo, ma ci riesco di rado...passa solo per poco...e allora tipo mi ci devo aggrappare, a quelle cose che mi fanno un minimo sopravvivere.
Però, in fondo, più passa il tempo più mi sembra che non ci sia il mio posto nel mondo...
Queste giornate qua mi fan capire che è decisamente arrivato l'autunno...questo clima Irish non mi va giù, proprio no, che qui non siamo nella Verde Isola e dopo questa pioggia scrosciante non ci saranno nè scogliere nè arcobaleni...
Solo un villaggio fantasma e il fantasma di me stessa, che prova a venire fuori dal display difettoso del'I-Pod, tra la voce di Cobain e quella del Mick..."you can't alwas get what you want"... Ok, che "sempre" è una parola grossa, ma giusto un "sometimes" andrebbe bene.
Poi stanotte lo so che farò dei sogni ancora più assurdi del solito...
Chi mi nasconderà ancora i libri sotto al piumone per farmi gli scherzi?
Qualcosa di quello che ho lasciato behind mi manca ...il mio compagno di marachelle e di avventure, quello che mi fa dannare e incazzare a volte, quella che mi conosce per come sono davvero, senza filtri...quella persona che non sopporta le mie sigarette e i miei cd, la persona davanti alla quale posso scoppiare a piangere di punto in bianco e non batte ciglio...perchè è come me...
Ecco, ci mancavano solo i Modena, In un giorno di pioggia, proprio ci voleva...
Oggi il buco nero è più profondo che mai...
Io ci provo eh, a restare a galla, ci provo, ma ci riesco di rado...passa solo per poco...e allora tipo mi ci devo aggrappare, a quelle cose che mi fanno un minimo sopravvivere.
Però, in fondo, più passa il tempo più mi sembra che non ci sia il mio posto nel mondo...
giovedì 10 settembre 2009
Un nuovo canale...Fox Mine: Delirio!
Questa dimensione onirica...
Mi lascia spiazzata. Ultimamente, durante la notte, lavora senza il mio controllo...con esiti improbabili.
Pare che sia in atto una sorta di "recovery system", solo che invece che andare a cercare i file perduti di un hard disk, il sonno recupera cose assurde dal mio cervello.
Una mia compagna di liceo, quando avevo sedici anni, io non mi ricordavo neanche più il suo nome...stanotte mi sono ricordata di lei, del suo fidanzato morto la notte di Natale, nome e cognome, e ogni dettaglio della casa dei suoi, dove magari ho bevuto per la prima volta qualche cosa che fosse più di una birra e fatto un tiro a qualcosa che non era una sigaretta, ma non è mai stata una mia cara amica....eppure mi ricordo il suo divano che avrò visto sì e no due volte...
Quando ero piccola piccola i miei andavano in ferie in dei posti tra il Veneto e l'Alto Adige...in questi giorni mi ricordo un affare tipo un gatto, di quelli che gli metti la monetina dentro e ci fai una cavalcata e lui suona la musichetta, non so perchè sono convinta che si chiamasse Gatto Mammone, e ho quella musichetta in testa...e in seguito al Gatto Mammone c'era una stanzetta provvisoria, non so quanto sia durata, io credo che fosse a Dobbiaco o San Candido, e poi delle pastigline Falqui, perchè insomma, già da piccola avevo dei problemi...
Poi fanno dei discreti salti temporali questi sogni...
(Se continuano ad essere così veri mi viene pure qualche preoccupazione, perchè ogni tanto, tra un episodio e l'altro, ci sono dentro pure le persone attuali, con cui sempre mentre dormo, faccio discorsi, quasi normali...e poi mi capita di farli anche per davvero, da sveglia...o di non farli perchè convinta che certe conversazioni siano già avvenute!).
Ho rivisto i miei animaletti che non ci sono più.
La mia prima gatta, che si chiamava Lilly, che andava di sotto alla macchina da cucire di mia mamma, che non era all'inizio proprio la nostra gatta, ma veniva in casa, perchè c'era la porta aperta, oppure saliva dall'albicocco...e c'erano le piastrelle di quel bagno che erano nere coi disegni rosa, tipo degli schizzi di colore (non so cosa darei per avere piastrelle nere così,ovunque)...
E in quella casa avevamo un garage-cantina, dove davanti c'era la macchina e dietro il laboratorio dove il mio babbo faceva i suoi lavoretti, e c'era pure una scaletta per andare giù, ahh le case vecchie, così funzionali...e insomma una mattina ci sono scesa, da quella scaletta giù ad andare in garage, non so se a prendere l'acqua o per tirare fuori lo scooter, e ho trovato la micia in coma diabetico.
Seguono due giorni che non auguro a nessuno, solo chi ha un animale in casa, che vive come un parente, può comprendere la sofferenza.
Poi è andata, anche lei, e l'abbiamo sepolta sotto al pino.
In effetti le abbiamo quasi fatto un funerale, con una cassa, perchè io e mia mamma non volevamo che stesse fredda nella terra, e dei ricordini, e qualche fiore.
Beh dài, eravamo avanti, era prima che uscisse Six Feet Under...
C'era questo pino altissimo, e sotto ad esso c'era il cimitero di tutte le creaturine che io e i miei avevamo provato a salvare...
Però ecco, adesso mi rendo conto di una cosa, gli animali ci sono in questi sogni, io ci sono ed è come se fossi una spettatrice, ci sono i miei genitori...però perchè in tutti questi sogni così veri, che sento ancora il profumo dell'abete e del tasso...e vedo la siepe...perchè non ci sono mai anche i miei amici? Perchè loro no? Loro quelli che non ci sono più, perchè non c'è l'Elisa, perchè non c'è Marcone, perchè non c'è Max?
Non volevo pensare alla morte, non volevo scrivere cose tristi, in effetti oggi ero anche in buona, ma la morte è dentro di me, da sempre, già nel fiorire vedo l'appassimento, che sia un oggetto, che sia un sentimento, che sia qualcosa a prescindere...ne vedo già la fine.
Mi sembra di essere come una di quelle figurine essenziali animate, quelle che fanno in certi video, io mi sento in bianco e nero e vedo la maggior parte delle cose come sagome animate e colorate, con cui per qualche motivo non riesco ad interagire...
Il "resto", è colorato e si muove, io sono la figurina grigia con i movimenti standard, che non riesce a passare al livello successivo.
Mi lascia spiazzata. Ultimamente, durante la notte, lavora senza il mio controllo...con esiti improbabili.
Pare che sia in atto una sorta di "recovery system", solo che invece che andare a cercare i file perduti di un hard disk, il sonno recupera cose assurde dal mio cervello.
Una mia compagna di liceo, quando avevo sedici anni, io non mi ricordavo neanche più il suo nome...stanotte mi sono ricordata di lei, del suo fidanzato morto la notte di Natale, nome e cognome, e ogni dettaglio della casa dei suoi, dove magari ho bevuto per la prima volta qualche cosa che fosse più di una birra e fatto un tiro a qualcosa che non era una sigaretta, ma non è mai stata una mia cara amica....eppure mi ricordo il suo divano che avrò visto sì e no due volte...
Quando ero piccola piccola i miei andavano in ferie in dei posti tra il Veneto e l'Alto Adige...in questi giorni mi ricordo un affare tipo un gatto, di quelli che gli metti la monetina dentro e ci fai una cavalcata e lui suona la musichetta, non so perchè sono convinta che si chiamasse Gatto Mammone, e ho quella musichetta in testa...e in seguito al Gatto Mammone c'era una stanzetta provvisoria, non so quanto sia durata, io credo che fosse a Dobbiaco o San Candido, e poi delle pastigline Falqui, perchè insomma, già da piccola avevo dei problemi...
Poi fanno dei discreti salti temporali questi sogni...
(Se continuano ad essere così veri mi viene pure qualche preoccupazione, perchè ogni tanto, tra un episodio e l'altro, ci sono dentro pure le persone attuali, con cui sempre mentre dormo, faccio discorsi, quasi normali...e poi mi capita di farli anche per davvero, da sveglia...o di non farli perchè convinta che certe conversazioni siano già avvenute!).
Ho rivisto i miei animaletti che non ci sono più.
La mia prima gatta, che si chiamava Lilly, che andava di sotto alla macchina da cucire di mia mamma, che non era all'inizio proprio la nostra gatta, ma veniva in casa, perchè c'era la porta aperta, oppure saliva dall'albicocco...e c'erano le piastrelle di quel bagno che erano nere coi disegni rosa, tipo degli schizzi di colore (non so cosa darei per avere piastrelle nere così,ovunque)...
E in quella casa avevamo un garage-cantina, dove davanti c'era la macchina e dietro il laboratorio dove il mio babbo faceva i suoi lavoretti, e c'era pure una scaletta per andare giù, ahh le case vecchie, così funzionali...e insomma una mattina ci sono scesa, da quella scaletta giù ad andare in garage, non so se a prendere l'acqua o per tirare fuori lo scooter, e ho trovato la micia in coma diabetico.
Seguono due giorni che non auguro a nessuno, solo chi ha un animale in casa, che vive come un parente, può comprendere la sofferenza.
Poi è andata, anche lei, e l'abbiamo sepolta sotto al pino.
In effetti le abbiamo quasi fatto un funerale, con una cassa, perchè io e mia mamma non volevamo che stesse fredda nella terra, e dei ricordini, e qualche fiore.
Beh dài, eravamo avanti, era prima che uscisse Six Feet Under...
C'era questo pino altissimo, e sotto ad esso c'era il cimitero di tutte le creaturine che io e i miei avevamo provato a salvare...
Però ecco, adesso mi rendo conto di una cosa, gli animali ci sono in questi sogni, io ci sono ed è come se fossi una spettatrice, ci sono i miei genitori...però perchè in tutti questi sogni così veri, che sento ancora il profumo dell'abete e del tasso...e vedo la siepe...perchè non ci sono mai anche i miei amici? Perchè loro no? Loro quelli che non ci sono più, perchè non c'è l'Elisa, perchè non c'è Marcone, perchè non c'è Max?
Non volevo pensare alla morte, non volevo scrivere cose tristi, in effetti oggi ero anche in buona, ma la morte è dentro di me, da sempre, già nel fiorire vedo l'appassimento, che sia un oggetto, che sia un sentimento, che sia qualcosa a prescindere...ne vedo già la fine.
Mi sembra di essere come una di quelle figurine essenziali animate, quelle che fanno in certi video, io mi sento in bianco e nero e vedo la maggior parte delle cose come sagome animate e colorate, con cui per qualche motivo non riesco ad interagire...
Il "resto", è colorato e si muove, io sono la figurina grigia con i movimenti standard, che non riesce a passare al livello successivo.
martedì 8 settembre 2009
L'è sa' l'estat...
Per l'ennesima volta sono una specialista ad arrivare coi treni della ghiaia.
Mi perdo sempre delle cose...ci arrivo dopo...
Ecco adesso l'estate è tipo finita, e per me è iniziata il 5 agosto.
E non ci sono proprio davvero più le rondini e tutte quelle sigarette che fumavo in terrazzo in quelle serate che non finivano più, sfuman via sempre prima.
La provinciale in scooter, mi piace. Dalmine - Lallio - Berghèm.
Sono contenta di non avere il mare vicino, il mare che piace a me è da contemplazione.
Preferisco le montagne, pòta la Val Seriana (la cràpa la sfìama!).
Ecco però al fin della fiera rimane sempre una costante, la mia solitudine.
E non ha importanza se sono una mezza zia, non vale poi molto quando si riapre quel buco maledetto che ho dentro, vale ancor meno quando ho davanti quello che vorrei che lo riempisse, quella rughetta, quell'entusiasmo contagioso, quella passione che mi commuove, che mi fa ridere, che mi fa sentire viva: quello che non avrò mai.
E questi sonni assurdi, che non so perchè, rivivo spesso e volentieri pezzi della mia vita passata, ma non di quella passata recente...
Mi trovo con dettagli vividi come se ci fossi dentro per davvero, nella casa dove abitavo quando avevo quindici anni...o a fare il lavoro che facevo quando ne avevo venti...rivedo di continuo persone che ho perso di vista da una vita, alle quali magari lucidamente non penso mai e giuro, da sveglia, non ricordo quelle cose, ma mentre dormo mi sembra di essere dentro ad un film....certi particolari, certi dettagli...
Una cosa inquietante è che in quei sogni sento persino gli odori...e puntuale, mi sveglio ogni notte alle 4,22-4,33 e mi manca il fiato.
Per fortuna che c'è la musica, per fortuna che c'è il Bepi!
Mi perdo sempre delle cose...ci arrivo dopo...
Ecco adesso l'estate è tipo finita, e per me è iniziata il 5 agosto.
E non ci sono proprio davvero più le rondini e tutte quelle sigarette che fumavo in terrazzo in quelle serate che non finivano più, sfuman via sempre prima.
La provinciale in scooter, mi piace. Dalmine - Lallio - Berghèm.
Sono contenta di non avere il mare vicino, il mare che piace a me è da contemplazione.
Preferisco le montagne, pòta la Val Seriana (la cràpa la sfìama!).
Ecco però al fin della fiera rimane sempre una costante, la mia solitudine.
E non ha importanza se sono una mezza zia, non vale poi molto quando si riapre quel buco maledetto che ho dentro, vale ancor meno quando ho davanti quello che vorrei che lo riempisse, quella rughetta, quell'entusiasmo contagioso, quella passione che mi commuove, che mi fa ridere, che mi fa sentire viva: quello che non avrò mai.
E questi sonni assurdi, che non so perchè, rivivo spesso e volentieri pezzi della mia vita passata, ma non di quella passata recente...
Mi trovo con dettagli vividi come se ci fossi dentro per davvero, nella casa dove abitavo quando avevo quindici anni...o a fare il lavoro che facevo quando ne avevo venti...rivedo di continuo persone che ho perso di vista da una vita, alle quali magari lucidamente non penso mai e giuro, da sveglia, non ricordo quelle cose, ma mentre dormo mi sembra di essere dentro ad un film....certi particolari, certi dettagli...
Una cosa inquietante è che in quei sogni sento persino gli odori...e puntuale, mi sveglio ogni notte alle 4,22-4,33 e mi manca il fiato.
Per fortuna che c'è la musica, per fortuna che c'è il Bepi!
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