lunedì 28 luglio 2008

Se sei stanco della solita ospitalità...

"Se sei stanco della solita ospitalità, vieni in Liguria!"
Ecco a me piacciono le improvvisazioni, che poi spesso ad improvvisare riesco bene nelle mie cose. Allora quando mi è presa 'sta fissa che dovevo farmi il weekend sulle orme del Faber, recupero un po' di nr. tel e @ varie dal meraviglioso www. Piglio picche a destra e a manca (condizione ormai a me abituale), finchè faccio una chiamata e trovo un albergo in pieno centro storico, a 5 minuti dal Porto Antico, a 20 metri da Via del Campo, una singola con bagno alla modicissima cifra di 45 euri. Un affare proprio, visto i prezzi che corrono, allora subito dopo l'indolorosissimo tragitto Principe/Centro (che se con l'afa che c'era, me lo fossi dovuta fare a piedi col mio bombardino di pseudo bagaglio erano "volatili per diabetici", che io sono riuscita a trasformare una borsa porta pc portatile in una valigia da 10 kg, per dire quanto sono mutevole!) mi fiondo sicura verso la mia agognata meta, desiderosa solo di una doccetta e di sbolognare i miei fardelli. Suono il campanello ed entro con passo sicuro e trionfante : "Buonasera, io ho una singola prenotata a mio nome". Il receptionist, chiamiamolo così, una specie di mummia, mi risponde di rimando con tono quasi canzonatorio "No, signorina, qua non c'è nessuna singola prenotata a suo nome". Io insisto : "Ma no, guardi, ho qua la chiamata, ieri pomeriggio alle 15.40 ho parlato con Silvia, mi ha confermato la disponibilità e il prezzo per una singola". La mia nemesi, quasi sogghignando: "Ah, io non so dove lei abbia chiamato, ma qua non c'è nessuna Silvia che risponde al telefono". Bene, erano ormai le 16.15, unico mio desiderio doccia e cominciare il giro, e allora molto diplomaticamente : "Ah, va bene, allora anche se io mi sono immaginata di aver chiamato qua e fatto la prenotazione, potrei comunque avere una singola con bagno?" Il concierge (a questo punto giuro, credo che stesse veramente sogghignandomi malignamente contro, e non perchè io sono paranoica eh, intendiamoci) : "Le singole le abbiamo finite, le posso proporre una matrimoniale uso singola signorina?". A me il teatrino mi stava cominciando a non piacere più per niente, mi decido "Ok, va bene, vada la matrimoniale uso singola, posso avere la chiave?". "Certo signorina, preferirei però saldasse subito, così poi dopo è libera di andare a venire come meglio crede." Al dunque azzardo la domanda fatidica: "Quant'è per la camera?" Il vecchiacchio: " Guardi, sarebbero novanta euro, le posso fare ottanta euro signorina visto che è da sola". Deglutisco dignitosamente, non preparata all'esborso, e con un sorriso da donna di mondo esordisco: "La Visa va bene?" . "Guardi signorina, purtroppo oggi con le carte abbiamo dei problemi, solo contante". E così sia. Non faccio una piega, pago sull'unghia e salgo. Il portiere mi richiama all'ordine:"Sul letto trova il telecomando dell'aria condizionata, se usa qualcosa dal frigo bar lo deve pagare a parte". Il frigo bar era vuoto, deserto, fortuna che io sono attrezzata e il mio Gatorade e il Red Bull a rinfrescarsi ce li avevo. Per l'Heineken ho altrettanto prontamente provveduto, che un frigo vuoto senza una birra dentro è proprio un brutto spettacolo a vedersi.
Camera niente de chè, manco lo shampoo c'era, per dire. In compenso, per ripicca me ne sono uscita lasciando l'aria condizionata a busso, a 21° per dire, così poi mi mantengo fresca, come Michael Jackson. Io insomma mica ci volevo credere. Ma: "La torta di riso è sempre finita!!!!!!"

By train, moto a luogo (work in progress...)

Ecco già, lavori in corso, perchè qua il restyling di tutto il meraviglioso materiale fotografico che ho prodotto, richiede tempo e certosina pazienza, quindi tanto per cominciare, un po' di scatti (anche assurdi se la vogliamo dire tutta, ma il meglio deve ancora venire, così diventa tipo una soap opera e mantengo alta la curiosità dei miei fedeli lettori) dal treno, che come ho già detto, adoro i treni. C'è gente al mondo che ha passioni ben più perverse...

Appena scesa alla stazione (inedito-anteprima)

...del paesino di S. Ilario, tutti s'accorsero con uno sguardo, che non si trattava di un missionario. Uhm potrei farmi pubblicità migliori.
.In realtà S. Ilario è un luogo della mente. C'è .a nessun treno ci si ferma più.
Io adoro i treni, ho sempre viaggiato in treno, sempre da sola, verso le mie mete mentali più che fisiche. La sola idea che qualcuno potesse aspettarmi dopo aver posato il mio piedino infraditato giù dalla pensilina, mi destabilizza. Giuro nella mia totale insicurezza ero certa che come sempre, non ci sarebbe stato nessuno. Troppo abituata a star sola, troppe paranoie, comunque convinta che le persone da m,e possono solo scappare, che lo capiscono subito che sono pazza. Però non ha mica importanza, io alla fine della mia follìa non me ne vergogno e alla fine l'incoscienza è la strada della virtù. Di fatto concludo d'aver fatto solo bene a dar retta alle mie ideucce malate. A parte Trenitalia, il meraviglioso Eurostar, gloria delle FS, che mi ha regalato 2.5 ore a Milano centrale tra afa a oltranza, scout (ce n'era un gruppo viola, di Firenze, col Giglio,io li guardavo come fossero bestioline rare), pazzi e piccioni, che come inizio non era proprio promettente. Poi però la Lanterna l'ho raggiunta. E alla fine anche se adesso devo proprio dormire che non sto più in piedi, mi dico brava da sola e sono tipo anche contenta. (.....to be continued...)"Si sà che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio...si sà che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio."
P.S. Grazie grazie grazie Andre, che proprio non me l'aspettavo, ma sei stato la miglior guida potessi immaginare, un abbraccio a te, una carezza a Felicia sperando che non mi soffi troppo...

sabato 26 luglio 2008

Ciak, cambio di inquadratura. (leave it behind)

Troppi piano sequenza. Troppa staticità. Che così non è una gran bel film, così le giornate si trascinano e basta, si aspetta sera solo per dire di averla raggiunta, ci si sveglia sperando di arrivare a sera. Si arriva a sera cercando di colmare il vuoto in qualche modo. Si cerca di dormire, di proprio non ci si riesce, fortuna che esistono quelle cose che iniziano per V. e X., lascia andare che io all'omeopatia non ci credo. L'MSC per questa settimana mi ha avuto, neuroni, ore, lacrime, angoscia, gliene ho date fin troppe e allora stop. Continuerò a coltivare le mie idee bacate, non faccio altro del resto. Se la pazzia prende il sopravvento, non bisogna mica respingerla, bisogna assecondarla, se la tua testa ti dice che devi fare delle cose che non stanno in piedi, basta farle, agire e reagire. Ci sono persone che si imbarcano ripetutamente in viaggi fisici alla ricerca di qualcosa che non riescono a trovare, che finchè uno l'equilibrio non lo trova dentro di sè, non ha importanza quanti chilometri percorrerà o miglia lo separeranno da quella che chiaman casa, altre che nel concetto di viaggio ci voglion trovare la salvezza, ma alla fine come diceva Bono (che non è poi mica vero che non ascolto più gli U2!) "Casa, Non so dire dove sia, Ma so che ci sto andando...Casa: Ecco dove è il dolore... E lo so che fa male... E il tuo cuore si spezza... E tu puoi solo farcela...Vai avanti
E quindi, al fin della fiera, a me, a J. a F. a B. a A. a P. e alle persone che ho vicino e non sanno che fare della propria vita e sono alla ricerca di qualcosa o di qualcuno, dedico uno dei miei pezzi mantra (mamma mia con tutti questi mantra dovrei essere una maestra spirituale!). Walk On!! Ovvero tutto quello che non ti puoi lasciare alle spalle...

And love is not the easy thing
The only baggage you can bring...
And love is not the easy thing...
The only baggage you can bring
Is all that you can't leave behind

And if the darkness is to keep us apart
And if the daylight feels like it's a long way off
And if your glass heart should crack
And for a second you turn back
Oh no, be strong

Walk on, walk on
What you got, they can't steal it
No they can't even feel it
Walk on, walk on
Stay safe tonight...

You're packing a suitcase for a place none of us has been
A place that has to be believed to be seen
You could have flown away
A singing bird in an open cage
Who will only fly, only fly for freedom

Walk on, walk on
What you got they can't deny it
Can't sell it or buy it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

And I know it aches
And your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Home...hard to know what it is if you never had one
Home...I can't say where it is but I know I'm going home
That's where the heart is
I know it aches
How your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Leave it behind
You've got to leave it behind
All that you fashion
All that you make
All that you build
All that you break
All that you measure
All that you steal
All this you can leave behind
All that you reason
All that you sense
All that you speak
All you dress up
All that you scheme...

giovedì 24 luglio 2008

Noia e formalità e paranoie

Cito sempre di più, quasi non avessi più pensieri miei, che così non è, è che sono troppi e allora mi affido al leit motiv della serata, che ovviamente cerco di adeguare all'estro del momento, che chiaramente è sempre un estro malsano, stasera è"Affinità-Divergenze....."
Ero indecisa se postare il testo di Noia, che ben si adatta al mio stato semivegetativo serale estivo, ma ho deciso anche no, che alla noia ci sto lavorando per porci rimedio, che ho bisogno di stimoli e allora alacremente progetto come un'apetta operosa; allora ci poteva stare Io sto bene, ma al fin della fiera sport lo faccio e di eliminare caffè e sigarette non ho fatto fioretto, quindi bocciata, Curami sa troppo da richiesta d'aiuto, allora anche no, che di me mi devo prendere cura da sola, Morire andrebbe sempre bene con il suo/mio mantra produci-consuma-crepa, Valium & C. è troppo ovvia, in effetti adoro quest'album, in effetti mi calza a pennello ogni singola traccia, ma visto che il confine geografico è molto labile e sono pur sempre rock, ho scelto:

Un freddo più pungente
accordi secchi e tesi
segnalano il tuo ingresso
nella mia memoria
consumami distruggimi
è un pò che non mi annoio
aspetto un’emozione
sempre più indefinibile
teatri vuoti e inutili
potrebbero affollarsi
se tu ti proponessi di recitare te
Emilia Paranoica
brucia Tiro, Sidone il roipnol fa un casino
se mescolato all’alcool
bombardieri su Beirut
due tre quattro plegine
chiedi a settantasette
se non sai come si fa
E. MI. LI A. PA. RA. NO. oi.oi.oi.oi. CA.
posso essere uno stupido felice
un prepolitico un tossicomane
quello che se ne va nelle storie d’amore
camminare leggero soddisfatto di me
da Reggio a Parma, da Parma a Reggio,
a Modena, a Carpi, a Carpi al Tuwat
Emilia di notti dissolversi stupide
sparire una ad una impotenti
in un posto nuovo dell’A.R.C.I.
Emilia di notti agitate per salvare la vita
Emilia di notti tranquille
in cui seduzione è dormire
Emilia di notti ricordo
senza che torni la felicità
Emilia di notti d'attesa di non so più
quale amor mio che non muore
e non sei tu e non sei tu
EMILIA PARANOICA
EMILIA PARANOICA
PA.RA.NOI.CA. PA.RA.NOI.CA.
aspetto un’emozione
sempre più indefinibile
sempre più indefinibile

Cavolo e pensare che Lindo era un operatore psichiatrico. Insomma io da un operatore del genere mi ci sarei fiondata di corsa, che la cura adatta a me la trovava sicuro, altro che la "raccolta delle follìe della Vale" che mi han dedicato in ufficio. Datemi dei containerssssss cazzzoooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 23 luglio 2008

Run

Run everyday like it could be your last one on earth....

Bluvertigo - Crisi

(che a parlar di crisi non ci si sbaglia mica mai)


Sto vivendo una crisi
e una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va
sto vivendo una crisi
e una crisi è nell'aria ogni volta che mi sento solo

so che rimarrò distratto per un po'
quindi rimarrò altrettanto distante

quando inizia una crisi è un po' tutto concesso
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare

so che rimarrò un po' assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro

quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perchè

ho il sospetto che non sia un buon esempio
camminare a un metro e mezzo da terra

molto spesso una crisi è tutt'altro che folle
è un eccesso di lucidità sta finendo la crisi
e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia

infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare

domenica 20 luglio 2008

Saturday Night Fever

Ecco io son qua che c'ho la febbre del sabato sera, che mi dovrei andar a letto e lo so, e tra un po' ci vado anche, però c'ho questa smania: che cavolo che mi mancano i pantaloni a zampa e la zeppa da 10 e la camicia fiorata, quindi non posso mica andare a ballare, allora mi pare una buona idea di quelle mie solite malate, prima di andare a nanna, di scrivere qualcosa,
Pausa di circa un'ora.
Si è materializzata al portone la mia genitrice.
"Te sei esaurita" ha detto.
Grazie per avermi svelato questa realtà.
"Ah ma quando uno è esaurito si mette sotto mutua."
"Poi ti danno delle medicine che stai bene."
Ma grazie mille, che da sola a queste conclusioni spicciole mica ci arrivavo da sola, io che conosco per filo e per segno ogni pilloletta la cui composizione chimica finisce per "ina".
"Stai a casa un po' di settimane, dormi, prendi le pastigline e poi dopo sei a posto, non c'è mica niente di strano."
Sì sì. E li lascio nella merda i miei colleghi, che se la smazzino loro la mia nave d 12 ore al giorno, Vince che è il mio babbo adottivo anche se ha solo quattro anni più di me, la Nanà, la mia amica che ha il Nilo nelle vene e dodici anni meno e una testa il doppio, la maestrina Simo che ne ha undici in più e dieci in meno ne dimostra, disgraziata ad oltranza ma delle mie colpe/paturnie/esaurimenti me ne piglio la responsabilità.

Al fin della fiera di persone vere vicine due sole ne ho.

Da una posso avanzar pretese di contingente presenza e vicinanza, perchè altrettanto io faccio, se non ci hanno allontanato otto anni, di tormenti e di tutto quel che c'è stato nel bene e male, io lo so che ormai siamo al di sopra ogni prova e sospetto (F5)

Dall'altra non posso neanche pretendere nulla, che nel torto ci sto io e basta, e il resto sono parole, il mio vajont interiore non è una giustificazione, non sono la mia debolezza/disperazione che mi portano a quel che tu sai. Sei solo tu, quello che sei. Io altrettanto. Di giustizia ne pontifichi chi c'ha studiato. Di dubbi e paure e incertezze, penso non si possa esserne immuni. Mancanze, ok? Ci possono stare. Nel mio estremismo vedo che esistono le vie di mezzo.
Mea Culpa Mea Culpa Mea Maxima Culpa (ci mettiamo pure un penitenziagite e un po' di cilicio per farla più drammatica?)

Al mondo ho poche certezze, ho l'Irlanda, l'MSC, ho TE, ho Faber, ho Jackie, ho Bono e sembrerebbero un sacco 'ste cose...

venerdì 18 luglio 2008

Ave Cesare! Morituri Te Salutant!

Ecco. Io ho la sempre più evidente/contingente certezza di essere pazza.
Stamattina mi sono svegliata da pazza felice, che io non so neanche dove abita di casa la felicità, e dopo 12 ore di ufficio di felicità e serenità non ce ne dovrebbe essere mezza, però oggi invece sono fuori controllo, mi sono svegliata (che stavo sognando container mandati per sbaglio a Poti invece che a Istanbul, per dire) e nonostante ciò, mi sono ritrovata permeata da uno strato di sclero e lietitudine immotivata che dire patologica sarebbe poco.
Che tipo credo che a volte anche le menti bacate abbiano un minimo di pietà verso i loro ospiti e quindi oggi a gratis, un'iniezione di dopamina, serotonina, noradrelina e tutte quelle sostanze lì che stanno dentro alle teste e le fanno stare bene ogni tanto.
I-pod come sempre in shuffle tragitto casa/MSC e cosa mi ha regalato: "Mi son alzata, mi son vestita e sono uscita sola sola per la strada....Eppure ieri morivo di dolore ed oggi canta di nuovo il mio cuor oggi canta di nuovo il mio cuor!!!!!!!"
Così a gratis, belle queste cose qua, e poi mentre stavo per varcare la soglia di quel cadente palazzo che ha un piano che è la sede della seconda compagnia portacontainer al mondo, mi è venuto in mente prepotentemente Massimo Decimo Meridio, e ho spalancato la porta di vetro col gabbiano serigrafato come avessi un ariete in mano, con uno sguardo ancora più assassino del solito e nel contempo un ghigno che avrebbe fatto invidia allo Stregatto, e ci sono andata dietro e mi sono assecondata, che non è mica vero che se uno è pazzo gli altri lo devono assecondare, l'importante è il proprio, di autoconvincimento.
E' semplice, più semplice di quello che si può credere, quando uno dentro di sè sa che deve lottare sempre e comunque e la contemplazione del cedimento è solo arrendersi alla sconfitta, si fa che si reagisce, che anche se sono sideralmente distante anche solo dall'idea dell'equilibrio e chilometri di solitudine e distrazioni mi separano da quello che vorrei fare e vorrei essere, insomma io utilizzo questa metafora dell'I-Pod, che se trovo un pezzo che magari adoro e mi fa male, non lo devo assecondare, skip, e se non basta lo skip vada di reset, che tanto dopo un po', la melina di errore poi si ripiglia, e quando si ripiglia si passa oltre a certi pezzi che li senti fin troppo dentro alla pelle e al cuore, e allora via libera alla rabbia, che bisogna solo imparare a gestirla in funzione costruttiva o distruttiva all'esterno, poi le lacrime stanno sempre dietro l'angolo, che ci vuol niente a stanarle, però tipo stasera mi han detto una cosa che suonava tipo: "impara ad addomesticare il tuo pianto e a prenderlo per mano".
Mi ha colpito un mucchio questa frase.
E allora anche se ho costante ed eterno bisogno di rassicurazioni, capisco pure che non c'è necessario bisogno che me le diano gli altri, che se sto ancora qua, con tutto il caos esistenziale a cui cerco un disordine, beh, mi son già risposta da sola. Sto qua.
Mi assumerò sempre e comunque la responsabilità di ogni mio gesto e pensiero o sentimento, con me prima che con gli altri, continuerò ad amare od odiare in modo inscosciente ma assolutamente privo di calcolo, mi farò male da sola se la riterrò una scelta contingentemente necessaria, cercando almeno di imparare un po' da quello che ho che mi è stato servito su un piatto d'argento, che la mia cattiveria e il mio egoismo comunque, non finirò mai per regalarli a gratis in giro anche se mi converrebbe, e se anche ciò continuerà a rendermi una persona poco felice, almeno mai mi si potrà dell'ipocrita.
E se anche a volte penso che proprio avrei diritto al rancore, in fondo, la vedo meglio per me di prender su solo il buono, che comunque anche se è un attimo appena, è comunque qualcosa, che rimane.
Allora tipo adesso mi vengono in mente gli Oasis, la prima mia incursione nel brit pop, che non dimenticherò mai una mattina di gennaio di ormai otto anni or sono, e mentre gennaio incombeva con i suoi platani spogli per i viali della stazione mi è entrata dentro quella canzone lì, di quei fratelli rissosi, che però a scriver cose belle san fare, che tipo tradotta è così:

Scivola dentro l’occhio della tua mente,
non sai che potresti trovare un posto migliore per giocare,
hai detto che non sei mai stata
ma tutte le cose che hai visto spariscono lentamente.
Così comincio una rivoluzione dal mio letto,
perché mi hai detto che il cervello mi è andato alla testa,
esci, l’estate è esplosa, stai vicino al camino,
togliti quell’espressione dal viso, tu non farai mai fuori il mio cuore.
E così Sally può aspettare,
sa che è troppo tardi mentre noi andiamo avanti la sua anima scivola via,
ma non guardare al passato con rabbia,
ti ho sentito dire.
Portami nei posti in cui vai, dove nessuno sa se è notte o giorno,
ma per favore non mettere la tua vita nelle mani di una rock’n roll band,
che te la butterà via.

Questo pezzo qua è uno dei miei pezzi mantra e vorrò un bene viscerale ed eterno alla persona che me lo fece sentire per la prima volta, e che rimane una delle rarissime persone che non mi sono persa la strada, anche se sarebbe potuto succedere mille volte. Grazie eh (F5).

E se anche al fin della fiera rimango sempre da sola e purtroppo quel composto chimico fatto di H20 + Na proprio non ne vuol sapere di starsene rinchiuso dentro il suo becco bunsen, vedrò di "utilizzare gli strumenti che mi sono stato messi a disposizione" per gestirlo in maniera che non provochi danni irreparabili.

Che per fortuna TI ho dato retta. Anche se non lo come andrà a finire.

Allora ritorno come sempre scoerentemente a quello che mi dicevo questa mattina, sempre per non far mancare citazioni e perchè pure domani ne avrò bisogno.

"A 3 settimane da oggi, io mieterò il mio raccolto, immaginate dove vorrete essere perchè così sarà! serrate i ranghi! seguitemi! se vi ritroverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo perchè sarete nei campi elisi.... e sarete già morti."

P.S. How I wish you were here!

Where is my mind?


With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
But there's nothing in it
And you'll ask yourself
Where is my mind?

Che io proprio non lo so dov'è la mia mente in questo periodo, a parte tangenti e contingenti e containers. A volte ho delle idee ben precise, solo che mi rendo conto che non hanno fondamento, sono idee eteree, di quelle che solo a pensare a metterle in pratica scompaiono, come le bolle di sapone che tengo sul davanzale della mia finestra e spesso, in impeti di infantile reminescenza mi diverto a soffiar fuori per vederle dissolversi nel vento estivo. Che secondo me fare le bolle al tramonto è un passatempo che ha della poesia dentro, tu soffi piano, con delicatezza se vuoi che escano piccole e magari riescono a librarsi un po' di più, oppure soffi un po' più forte ed escono grandissime, ma durano niente, il tempo di un respiro, l'attimo della genesi di una lacrima che puoi scegliere di far scivolare o stringere gli occhi per tenertela stretta, che non si sa mai cosa puoi perdere o quanto potrà costarti quella particella di H2O + Na, che nel dubbio, se dovesse essere un tesoro va nascosto, e in fretta.
Cosa fare della propria mente quando non si sa dove collocarla? Quattro mura la recintano e le tolgono l'aria, l'infinito non basta, tentare l'oblìo e sue dissertazioni al momento l'unica automedicazione possibile, senza ricetta. Solo che, neanche l'oblìò ha mai la meglio, e le domande continue si incrociano e si rincorrono, mi viene in mente tipo lo snodo ferroviario di Bologma, che lì almeno le cose più o meno funzionano, a volte, solo che invece le coincidenze qua non si riescono ad incastrare mai. E continuo a pensare, e mi continua a venire la "faccetta buffa" e penso a dei fiori appassiti di un febbraio ormai lontano, dei tulipani erano, su un rivale di fiume e ad un abbraccio che mi aveva aperto un universo. E continuo a dispensare consigli e consulenze, dall'alto della mia eterna incomprensione dell'altrui animo, che proprio non mi riesco a spiegare come ne posso essere capace, se per principio non riesco a capire cosa diavolo frulli nella mia bionda testolina, nè in quella delle persone su cui inciampo per la strada o che inciampano sulla mia, che dir si voglia. Per stasera è tardi, troppo, non riesco più a star dietro a tutto quello che mi viene da pensare, nè alle eventuali conseguenze di cui mi voglio attribuire responsabilità che probabilmente non ho. In fondo, solo l'incoscienza è la mia colpa. E che forse c'ha sempre ragione pure l'amico mio, che pure a lui gli piace far le citazioni: "Solo gli stupidi non si fermano davanti all'apparenza!". F5.

Ma gli uomini mai mi riuscì di capire perché si combinassero attraverso l'amore...
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore....
Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura,
ha le labbra di carne i capelli di grano,
che paura, che voglia che ti prenda per mano....
Che paura, che voglia che ti porti lontano....
.....
Soltanto la legge che io riesco a capire.
Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
Son morto in un esperimento sbagliato proprio come gli idioti che muoion d'amore.
E qualcuno dirà che c'è un modo migliore....

giovedì 17 luglio 2008

Che poi al fin della fiera c'ha sempre ragione da vendere....

io lo so che le cose poi
non sono mai come
come te le aspettavi te
io sono triste però
io sono triste un po'
dimmi pure dimmi subito
che fortuna che ho
io che mi sento un po'comico
proverò ar idere un po'
proverò a ridere un po'
io che credevo alle favole
e non capivo le logiche
e` una fortuna che sono
oh oh oh oh oh oh
ancora vivo
......
in questo mondo
in questo mondo di fenomeni
di gente pronta ad uccidersi
io un fucile ce l'ho
lo tengo sotto al letto
sei tu sei tu
che non ti vai bene
mai come sei
che ti preoccupi
sempre dei fatti miei
lasciami vivere oh
io ti capisco però
quando arrivano i conti sai
ognuno paga comunque i suoi
e stai tranquillo che io, io
oh oh oh oh oh oh
i soldi ce li ho
quando sono sulle nuvole
lo sai che a volte sì
mi sento un po' instabile
però è un gran bel film
un gran bel film
un gran bel film
Steve Mc Queene!
E' una fortuna lo so
che sono ancora vivo
....
Spegnimi!

Sulla fisicità delle persone

Questa sera, per l'ennesima volta mi sono intrattenuta in brillante ed allegrissima conversazione con il mio migliore amico, probabilmente la persona che conosco meglio al mondo, anche se non sono convinta che sia lo stesso per lui, nonostante non abbia dubbio alcuno sulla sincerità del suo affetto. E si parlava della fisicità delle persone, che come diceva Paolo Nori, "Noi Siam Gente Delicata" e se avessi ancora qualche neurone diversamente fruibile, in maniera autonoma lo finirei pure quel libro. Insomma la fisicità delle persone. Cosa è meglio cosa è peggio. Il bue che dà del cornuto all'asino, la parodia di me stessa son diventata, se io mi ritrovo a dire all'amico mio che è meglio per lui non averne avute troppe di persone fisiche vicine, che il distacco e il trauma dell'abbandono ostinatamente ripetuti, per anni, forse son pure peggio dell'assenza della fisicità contingente, anche se non posso che concordare con lui sull'esigenza umana e il disperato bisogno di andare a letto la sera e non stringere un orsetto o un'oca di peluche. Solo che la mia convinzione, certamente viziata da anni di illusioni e delusioni, mi ha insegnato che non basta una persona fisica pur che sia a colmare il proprio baratro interiore, nel darti l'illusione di un risveglio meno solitario, che un peluche non sostituirà mai una persona reale, se non hai bisogno solo di un involucro accanto, e che allo stesso modo non puoi usare una persona vera e sincera come un orsetto di peluche se dalla tua parte non sei in grado di dare nient'altro in cambio che il tuo stesso involucro, peraltro non troppo spesso gradevole. Dall'alto delle mie esperienza si esigeva una risposta, :"è meglio la solitudine??" : Mai, per quanto mi riguarda e se devo essere egoista come sono, direi: la solitudine è la cosa che più mi spaventa al mondo e con cui devo far i conti sera dopo sera; sempre: se la mia coscienza a volte ha la decenza di affacciarsi e farmi momentaneamente tornare sulla terra, perchè se è vero che si nasce e si muore soli, è questo è sempre maledettamente vero, bisogna avere anche la consapevolezza-decenza-umiltà di cercare di non coinvolgere chi non lo merita nel proprio buco nero. Che a dirlo sembra una frase da persona responsabile e con le palle, a metterlo in atto, come non mi stancherò mai di biblicamente citare, è solo "lacrime e stridore di denti".
P.S. Via, ma che ancora ci stiamo a credere alle favole??

P.P.S. Se una ragazza di vent'anni mi apostrofa quotidianamente con "Vale, sei un piombo!", dove potrò mai andare (in effetti un'ideuzza ce l'avrei, sasso e corda in diga!)

mercoledì 16 luglio 2008

Song of the day (Hiraeth Dj translater)

Vedo una porta rossa e la voglio pitturata di nero
Mai piu colori voglio che diventi tutto nero
Vedo le ragazze vestite con i loro vestiti estivi
Devo voltare la testa finché l’oscurità che ho dentro non se ne va
Vedo una fila di auto e sono tutte dipinte di nero
Come fiori e il mio amore, entrambi non torneranno
Vedo gente voltare la testa e guardare velocemente lontano
come un bambino appena nato,
questo succede ogni giorno
Guardo dentro di me e vedo il mio cuore nero
Vedo la mia porta rossa,
devo averla pitturata di nero
Magari dopo sparirò cosi non dovrò affrontare la realtà
Non è facile stare a testa alta quando tutto il tuo mondo é nero


Running (to stand still)

martedì 15 luglio 2008

Contingenze Essenziali

"Contingenza in filosofia indica ciò che non è necessario e quindi si contrappone a ciò che è essenziale. Il termine si riferisce alle caratteristiche mutevoli e sensibili delle cose."

E poi c'era chi diceva che "l'essenziale è invisibile agli occhi", che ci scrivevano pure dei libri sopra, dove un giovane Girardengo scollinava con la sue due ruote per le colline bolognesi, poi tipo i giovani Girardenghi hanno capito che si faceva meno fatica a girarli con una Vespa 50 i colli bolognesi, che le colline e le salite quelle non cambiano mica mai e non smettono di essere faticose, anzi, diventano più ripide con il passare degli anni, anche se hai il polpaccio allenato per dire, quasi che la morfologia di queste colline andasse contro quello che la geologia insegna, che il tempo dovrebbe smussare invece che inasprire.
Allora succede che si riesce più a vedere l'essenziale, neanche con gli occhi quelli che non vedono, non lo vedi più perchè poi tutto diventa contingente, arrivare alla fine della giornata, trovare il coraggio di dire cose che non si sa neanche se si vogliono dire, però ti tocca dirle perchè nella contingenza del momento diventano indispensabili e inevitabili. Poi ci si trovano pure degli accessori assolutamente contingenti che sostituiscono l'essenziale, perchè mangiare quando una birra e una congrua dose di Winston Blu possono sostituire un pasto in maniera più piacevole di una barretta slim fast? Perchè sprecare tempo a vedere le persone e guardarle in faccia quando un pc o un telefono possono benissimo essere il surrogato di una vita sociale? Perchè spendere una parola gentile quando un rifiuto categorico è assai meno dispendioso. A che prò lasciarsi distrarre e tentare dal bisogno di fare capire chi sei dentro, quando in fondo di quello che sei per davvero non gliene frega niente a nessuno, quando neanche tua madre o tuo padre vanno al di là del preoccuparsi che tu abbia qualcosa da mettere sotto i denti (contingente: pagare il dentista!). A volte ci filosofeggio pure, che non mi si dica mica "Vale, sei un piombo!", che un mio collega che ha passato la sua mezz'ora di pausa pranzo nel parchetto di fianco all'ufficio mi ha visto rientrare in ufficio grondante per i miei 4 km (altro ottimo contingente sostituto del pasto) e m'ha detto : "Ma come cazzo fai, dove le trovi le forze?" e io "Essere una runner richiede sacrificio". Manco fossi Maestro Miyagi. Dove le trovo le forze? Confesso un segreto, in realtà non le trovo mica io le forze, sono forze inventate, fatue e apparenti. L'importante è che gli altri ci credano.

Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è...
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me
tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove.......................................................