mercoledì 8 luglio 2009

All Because Of You - Part One

Via, una volta tanto non troppa angoscia, un po' sì, quella ci deve essere, ma almeno scrivo, ovvero ho scritto, qualcosa di quantomeno più interessante dei miei soliti sproloqui sul male di vivere.
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Provo a scrivere qualcosa di vagamente sensato, con amanuense e scordata volontà.
C'ho solo il quadernino famoso.
Il tempo non passa mai.
Pagherei oro per avere sotto le mani Biotronic e una tastiera.
Partenza metro Gessate ore 18.00, due cambi al volo, io eterna auto smunita faccio fatica a raccapezzarmi delle distanze.
Due cambi Metrò molto aerei, una scarpinata tutt'ora affrontabile per le mie atrofizzate estremità...alle 20.00 pronta a gonfiare il mio provvidenziale e fighissimo materassino, dritta per dritta al Gate no. 10.
La conta a colpo d'occhio di neanche 50 presenti pone fine al panico che da ore mi rodeva; nell'immaginario di U2 fan che ipoteticamente avrebbero dovuto piantare il picchetto prima di me.
inizia l'organizzazione autogestita degli arditi che per nulla al mondo avrebbero rinunciato al recinto, gli Eletti dell'Artiglio.
Si torna a scuola, o in carcere forse, giù di liste e appelli a squarciagola, numeri tatuati al braccio con il pennarello indelebile...il precoce accerchiamento delle transenne con la sollusione di un'incerta security.
Carne da macello, una mandria di più o meno cristiani da ogni urbe d'Italia, pronti, loro malgrado a seguire il gregge.
Beh, beh, beh. Pecore. Siamo delle pecore, io sono la prima ad ammetterlo.
Consolante constatazione, l'età media era over 30, se sono suonata (e il se non è particella ipotetica), sono in buona compagnia.
Cala la sera, Luci A San Siro, ma più che le immense parole di Vecchioni, la cornice gentilmente compresa nel prezzo era disegnata da nugoli di zanzare assassine.
Avanti Savoia.
Stabilisco con stupore una piccola rete di conoscenze, punti stabili per affrontare la missione.
Perchè alla fine di quello si trattava, di una missione, dettata più che altro dal desiderio di autoaffermazione, del bisogno di avere la conferma che "posso".
La sera avanza, la maggior parte dei temerari dorme, io girovago, fumo una paglia dietro l'altra, c'ho l'ansia perchè non ho il biglietto giusto, e lo devo assolutamente ottenere.
Mi pare di essere una pusher, in compagnia solidale di una raazza umbra ad abbordare ogni new entry, proponendo scambio o vendita del mio fottuto Primo Anello Blu Vs. un Prato.
Nel frattempo mi viene affibbiato il ruolo di traduttrice ufficiale, in favore di un gruppo di finlandesi ciucchi,
La Vale multilanguage a difesa del diritto di comunicazione dei derelitti, Amen.
In the meanwhile suona il cell. il mio suona molto poco in effetti, e quando suona, so già che gli utenti sono solo due, e invece una voce a sorpresa, che non conoscevo, una voce che è conforto, che fa inumidire gli occhi, per dire quanto poco sono abituata all'affetto gratuito.
Ore 3.15, dopo la distrazione di un bel frontale, ancora a girare come uno spettro, tentativo di riposo.
Che poi io a riposare sono pretenziosa, che mi ci vuole soprattutto silenzio...via a rigirarmi sul cazzuto materassino.
Per 20 minuti ho dormito, alleluja.....
Solo che...alle 04.30 http://www.ilmeteo.it/ ha deciso che era ora di fare fede alle previsioni.
E' partito il diluvio, immediato, inaspettato, spiazzante, acqua a secchiate...
E via a trascinarsi un minimo sotto l'effimera copertura dell'anti-biglietteria.
Tre ore di acqua scrosciante, incessante, quella pioggia che la capisci dall'odore che non smette, quella pioggia che non dà tregua, e vaffanculo all'essere Irish Soul, perchè così in Irlanda non piove.
Un cane bastonato, gocciolante da tutte le parti, battevo i denti, l'immobilità totale era l'unica soluzione, una paglia, un po' di Gatorade, ma uno sconforto imminente, demotivata, deragliata, senza forze.
Quella vocina dentro la mia testa che azzittivo da ore, ha cominciato a berciare più forte che mai: "Che cazzo ci faccio qui!!??? - Non ce le ho le forze, non ha senso."
Non c'è più l'emozione, quella constatazione è una specie di condanna.
In mezzo a questo allegro paesaggio ho scoperto che per mia sfortuna non ci sarebbe stato l'auspicato passaggio di rientro, e quindi, alle 9,30 della mattina ero proiettata verso una seconda notte di passione.
Stavo per cedere eccome.
Parlavo da sola, non a voce alta, però facevo le mie considerazioni, potevo essere a casa a pranzo, sdraiarmi a letto, in un posto pulito, avrei potuto andare in bagno, lavarmi, fare quelle cose che non ci si dà peso finchè non ti mancano....
Volevo cedere proprio, mentre pensavo a quelle cose lì, volevo proprio dirmi che non basta l'autoconvinzione, che una leva non sposta il mondo e io non ho niente di geniale proprio.
Poi è spuntato il sole (sempre mentalmente ho pensato subito a John Lennon, "Here comes the sun"), che, cazzo quanto è sottovalutato il sole, anche se io non sopporto la luce.
Ad onor del vero, anche se in certe situazioni sembra poco, ma invece è tanto, avevo un supporto, una persona che c'era, che non definirò mai il mio migliore amico, una persona che non so come definire, forse una roba tipo "la mia roccia", perchè quello è, il mio punto di riferimento.
Sapere che qualcuno c'è, magari non è come si vorrebbe, ma è tutto quello che può, e quel tutto quello è un'ancora, e poi me ne rendo pure conto io, che delle volte pretendo troppo, e non perchè io sono egoista, o forse sì, e non perchè voglio chissà cosa, è perchè ci sono momenti in cui il sentirmi sola è un macigno che mi toglie il fiato.
Poi però, senpre il Meteo.it c'ha preso, dalle 10.oo schiarite.
Vai di paglie a ripetizione genere mitragliatrice e flaconcino di guaranà-caffeina e altri eccitanti di improbabile pronuncia.
Vai a reintegrare il sangue espropriato salle mosquitos con il sacro luppolo.
Come si fa? Si fa che si fa e basta, anche se tutti i muscoli del tuo corpo rifuggono l'esorcismo e pensieri e parole sono dislessia pura.
E poi cominciano gli ambulanti e i bagarini.
Punto di non ritorno.
Dentro o fuori, non bisogna elucubrare troppo, se si fa, si fa.
Cedimento ancora.
Girovagare per il piazzale, ritornare dentro alle transenne, cercar di far scorrere ore che non passano mai, perdi di vista l'obiettivo.
Poi io dico, a me, da me stessa, mi ha salvato l'esser stata designata traduttrice del Gate, ogni cristiano da qualsiasi parte provenisse, la security me lo sbolognava a me, informazioni sui biglietti, sulle file, sul palco, tutto io dovevo dire, e in effetti ero pure contenta, che capivano bene e mi ringraziavano tanto, che io sono sempre convinta di non essere in grado, sotto sotto, però alla fine mi sa che sono brava.
Poi è arrivata la speranza, il raggio di sole proprio, c'era questo ragazzo, professore, che aveva voglia di parlare (ci dovevo parlare io x forza!), quando gli ho chiesto da dove veniva...Derry! Ho visto la luce gli ho parlato del mio pub preferito, accenno alla Bloody Sunday, e lui mi ha regalato il suo libro, prima copia.
E in quel momento non mi sono sentita una pecora, mi sono sentita in grado di condividere, e mi sono anche detta che se uno non lo sa non può capirlo, e da Irish Soul, io ho il sogno di fare vedere e vivere Derry.
It's my promise, it's my pride.
...To be continued...

3 commenti:

Orso ha detto...

"May the blessing of the rain be on you
the soft sweet rain.
May it fall upon your spirit
so that all the little flowers may spring up,
and shed their sweetness on the air.
May the blessing of the great rains be on you,
may they beat upon your spirit
and wash it fair and clean,
and leave there many a shining pool
where the blue of heaven shines,
and sometimes a star."

Non necessariamente prendere la pioggia è una sfiga (anche se in Irlanda, in effetti, mai visto piovere così)...

See ya soon in Derry (or somewhere else in Ireland)

;)

Yuki ha detto...

Sei grande! Io lo sapevo! :D

Hiraeth ha detto...

@ Orso: May God hold you in the hollow of His hand. E non c'è dubbio, la pioggia irlandese è di una razza diversa... :)
Eire in the heart forever, ti auguro di tornarci presto e spero di poterlo fare anch'io, anche se per me è un po' più difficile...

@ Yuki: mmmm grande non direi!