giovedì 19 novembre 2009

Song to say goodbye

Sulle persone che se ne vanno.
Succede che le cose finiscono, tutto ha un inizio ed anche una fine...ma ogni storia ha la sua conclusione, stessa illusione, parafrasando sempre il Guccio.
E anche se le cose te le aspetti alla fine non sei preparato, quando tipo arriva una chiamata, in quel celllulare che suona così poco....vedi una chiamata col numero di casa....e capisci che è finita.
Speri che sia finita la sofferenza altrui, e poi cominciano le domande, quelle che non trovano risposta.
Cosa c'è dopo? C'è qualcosa????....ha senso pregare????
Forse il mio nonno tirerebbe una bestemmia di più, ma io mi aggrappo alla mia cattolica convinzione che non finisca tutto con un ultimo rantolo, un solo respiro che separa l'essere dal non essere.
Non posso pensare che siamo così poco.
Non sono una gran persona, ho mille difetti e vizi, quindi non è certo compito mio fare un'omelia funebre, poi tra i miei difetti penso di non annoverare l'ipocrisia, quindi non spargerò parole inutili e false sui i miei nonni che mi hanno cresciuto.
Pòta, non avevo un legame così intenso, ma io al mio nonno gli volevo bene.
Il mio nonno che l'ultima volta che l'ho visto speravo che non sarebbe stata l'ultima, anche se mia mamma me lo diceva (facevo le corna tra di me, fanculo, mi dicevo, camperà fino a 90 anni!), speravo che non fosse l'ultima che mi sarei specchiata in quegli occhi del mio stesso colore, quelli che ho ereditato da lui, da lui solo.
E non mi va neanche di ricordarlo così, sospeso, esile e indifeso.
Me lo voglio ricordare com'era, quando stava bene, con la sua Ape (perchè non ha mai voluto prendere la patente) o con la sua Vespa, quando passava a salutarci sotto casa d'estate e magari ci portava qualcosa dall'orto, voglio ricordare - e magari riderci sopra - il suo garage pieno di cianfrusaglie inutili che si ostinava a raccogliere "perche possono sempre servire", voglio ripensare ai suoi cartocci di carta di giornale con dentro i paganelli che mia mamma dava alla sera alla gatta Lilly.
Voglio ricordarlo seduto a tavola, che mangiava il pesce che si era pescato e cucinato, e magari un bicchiere di birra o di aranciata, con il TG o lo sport in sotofondo, che lui lo seguiva, pòta.
Voglio ricordarmi quando da piccola giocavamo a briscola, che c'era ancora mia nonna, o quando magari da "grande" mi raccontava che giocava a Mah Johng coi suoi amici quando andava al bar.
E anche se era una persona tirchia, quando ero piccola, si tastava sempre i pantaloni per darmi le mille lire di carta, quando lo andavamo a trovare, il sabato o la domenica, o le 10.000 quando era festa, perchè era una persona che metteva da parte e non spendeva nulla, era una persona che pensava al dopo.
Non voglio pensare alla camera ardente con quelle quattro anime a rendere omaggio, a quell'uomo che era sempre stato forte e indipendente, rannicchiato sul raso del suo ultimo riposo, non voglio ricordare la nebbiolina fitta, la cappa di semioscurità e l'odore dei cipressi; il triste elenco delle operazioni con cui è stato messo nella terra.
E' un pensiero stupido, ma mi è venuto subito in mente che sarebbe stato così freddo sottoterra, freddo e buio....io non ci voglio andare sottoterra.
E questa trasferta lampo mi ha lasciato completamente stordita, tutto all'ultimo, non preventivato; prendere-partire-tornare, il caos alienante di Milano, la pianura che va ncontro all'Emilia, con la sua caligine e luci velate dal buio di un finestrino, lacrime, oblìo, l'impotenza di fronte all'ineluttabile, l'amara consapevolezza che il dolore non è un mio esclusivo copyright.
La paura. Le cose a cui non voglio pensare perchè fan troppo male.
Il vuoto, la sensazione che anche una parte di te se n'è andata, perche le cose finiscono senza che tu ci possa far nulla, e piccoli pezzetti di te, di storia, di vita...se ne vanno, scompaiono, svaniscono.
E puoi solo rimanere a guardare, assistere impotente, al pietoso film, a quella cosa che chiami Vita.
Mi chiedo sempre più spesso "If I ever feel better", sempre meno convinta, a cosa serva questo calvario che viene venduto per esistenza, se non a finire con dei vestiti migliori addosso (io non li vorrei, nel caso solo le mie cose nere semplici e i miei Claddagh presi in Irlanda), ma dato che mi vendo come cattolica, ci dovrei anche credere, e allora, scrivo la cosa che ha detto all'ultimo minuto la mia mamma: "Spero che ci siano tanti pesci da pescare, nel posto dove vai".
Voglio ricordare il mio nonno sulle note di Bandiera Rossa o di Bella Ciao, il mio nonno: comunista, muratore e pescatore, un uomo onesto, un brav'uomo.
Amen e Porco Dio.

mercoledì 4 novembre 2009

33

Ho scelto la seconda opzione.
L'ultima cosa che ho messo come stato FB era particolarmente ispirata.
I compleanni sono l'home page degli spettri.

Mi chiedo da tempo cosa ci sia da festeggiare nel giorno della propria nascita, che già a mio avviso non è una cosa troppo felice (e qui immagino già chi mi dà dietro con la mia visione dark-pessimista....) , poi più passa il tempo, meno la data in oggetto sarebbe evento da festeggiare, dopo i 30 la gioventù è andata, e non è un modo di dire, perchè anche se si vuole esserlo, e lo si fa, o lo si prova a fare...beh insomma si scopre, con sgomento, che ti danno del "lei", anche se hai una birra in mano e canti ai concerti, si scopre ecco, che non lo sei più giovane.
E sei lì, il nulla, il punto zero.
Sei un cellulare che squilla più volte solo quel giorno, solo perchè qualche dispositivo elettronico ha ricordato a parenti e conoscenti che quel giorno è dovuto fare gli auguri.
Quel giorno sei una pagina Facebook in cui devi trovare cinquanta modi diversi per dire grazie, e non apparire, banale, superficiale o scostante, anche se sai benissimo che tutti quei grazie sono di default, e che la maggior parte delle persone che ti esprime tutti quegli auguri lo fa secondo Pavloviano comando.
E questa non è considerazione sprezzante o cinica, perchè ci sono persone che lo sanno solo in quel tramite che quel giorno è la tua, molto tra virgolette festa, e quindi non sono minimamente a dispregiare chi mi ha fatto un sorriso o un augurio.
Perchè ci sono persone che ti fanno commuovere, che a mezzanotte o poco dopo, in Romagna, tipo, ti scrivono gli auguri sul telefonino, e lo sai che tipo quella persona lì è magari sul letto, coi suoi gatti, ma ti ha proprio pensato, proprio a te, e ti scende una lacrima...poi te ne scende anche un'altra quando ti svegli la mattina e trovi un altro messaggio, da una persona con cui non sei più magari troppo in contatto, (colpa tua eh, mica è sempre degli altri la colpa!) o un'altra ti chiama quando proprio meno te lo aspetti...e allora per un attimo ti illudi di non essere così maledettamente sola...
Poi passa mezzanotte, si esauriscono gli auguri e il tuo cellulare torna ad essere muto...
Ti guardi indietro e realizzi che in 33 anni non hai concluso nulla, a guardare avanti solo paure, ansie e punti di domanda, ti chiedi per cosa dovresti continuare a lottare, ti chiedi cosa dovrebbe essere uno stimolo, intorno solo il silenzio, dentro la testa il rombo del sangue che circola e la consapevolezza che ti aspetta l'ennesima notte a combattere contro l'insonnia e l'angoscia...c'è proprio di che festeggiare...

"And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
Racing around, to come up behind you again.
The sun is the same in a relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death"

sabato 24 ottobre 2009

October

"October
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care
October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on
And on..."


Già da tempo mi interrogo, peraltro senza risposta, su cosa le persone trovino di piacevole in questo mese, in qusta stagione... "eh i colori" - "eh le caldarroste! - "eh il calore di un camino" - "eh le ultime giornate col sole".
Dissento. Dalla fine all'inizio, stanotte indietro la lancetta (mio malgrado l'ho scoperto!), quindi ne consegue che il buio incombe, sempre prima, pòta non è che posso-voglio cambiare le stagioni, ma già questo è un ottimo motivo per mettere giù il muso, o la "faccia spiritata", che dir si voglia.
Di camini e caldarroste in compagnia...devo controllare l'agenda, ma non mi sembra me ne si prospettino...rimarrebbero i colori, ma non ho un boschetto sotto al terrazzo, quindi bocciati tutti i pro.
Mi ero dimenticata il buon vino e la grappa, ma quelli ci sono di default, quindi non fanno testo.
Mi appello alla matematica che mi difetta, per tirare le somme, o meglio per non tirarle.
E oggi c'era pure il sole e faceva miracolosamente caldo e alle 11,00 del nuovo orario, ho pensato che magari avrei potuto pranzare...se avessi avuto dei 4 Salti in Padella nel freezer...non ne avevo.
Una persona normale, visto che il frigo è guarnito, avrebbe improvvisato una pasta come niente, ma no, l'idea di tirare giù dal pensile alto, quello che devo montare sulla sedia, per tirare giù la pentola della pasta, proprio non mi sorrideva...allora via, si esce...vuoi che non si trovi un'Iper o un alimentari aperto? Pòta in Padania....qua siamo avanti, i posti aperti di domenica ci sono...
Su la giacca di pelle vintage, gli occhiali da sole e l'I-Pod...via che qualcosa si trova...prendo lo scooter, direzione Dalmine...serrata totale, c'è aperta giusto la farmacia, ma a sto giro non mi serve, disdetta...allora si torna verso casa...poi però ci sono i cartelli quelli dei vari Iper, Standa, Auchan, aperti, che mi attraggono come le sirene di Ulisse...via via si prova...il Famila a Verdello, chiuso, l'Iper a Brembate idem (ma lo sapevo già)...l'Onda a Capriate me lo sono persa...e allora sprovinciamo...via di bassa milanese.
A Trezzo le uniche anime vive sono extracomunitari o gente che porta i fiori al cimitero, all'angolo delle strade spuntano come funghi i venditori di borole (però quelle me le ero già fatte, tappa fortuita alla Borolada di Osio Sopra, gentilmente offerta dallo stand della Lega).
Follow the road...l'I-Pod col suo display sbarluccicante è comunque ancora degno compare...oltre Trezzo le "Colonne d'Ercole", ma pòta fa cusè....e allora macino chilometri, allettata dai cartelli Iper e Auchan....quando mi ritrovo ad ARCORE! capisco che c'è qualcosa che non va...(in effetti ad Arcore c'è moooooltoooo che non va!) imbocco per disgrazia la tangenziale, salvo comprendere dopo 100 metri che non ho modo di uscirne col mio Ovetto 50....segue retromarcia in controsenso....i numeri del circo Findus, alè!
Rientro non so dove e mi diletto a passar paesi sentiti nominare, Robbiate, Paderno, Verderio....rimpiango un navigatore o le Google Maps, anche se l'assurdità della situazione mi fa sogghignare...
Nel delirio trovo un'Auchan aperto, Merate...realizzo che sono in provincia di Lecco...non male....entro in questo girone apocalittico e ci metto tipo mezz'ora per trovare il reparto surgelati...(Bepi & Radiohead a random in cuffia) intanto che ci sono ne prendo tre, di buste di 4 Salti, sia mìa che devo fare un laùr del genere anche il prossimo weekend!
Il rientro su basi indicativamente solari, mi trovo più volte a fermarmi e fare due conti, che ormai destra e sinistra non valgono più come coordinate, sono più vicina a Milano che a Bergamo, però di default ho la bussola mentale, (mi chiamavano Tom Tom....)...improvviso un Cornate-Sulbiate-Mezzago e più o meno mi ritrovo indirizzata verso casa.
Giungo a Trezzo "liscia come l'olio" e poi lo scooter ha il navigatore impostata.
Arrivo a casa che comincia a far frècc, e ho tutti i 4 salti che volevo...però non ho più fame!
Mi rendo conto dall'angolazione del sole che con quella cosa dell'ora solare le cose son cambiate, e me ciàpa màl!
4 Salti in Padella, 100 km di scooter (50) e comunque ancora qua, a delirare nell'etere...Hi ho...Let's go, Avanti Savoia!

sabato 17 ottobre 2009

Due anni dopo

"Visioni e frasi spezzettate si affacciano di nuovo alla mia mente, l'inverno e il freddo le han portate, o son cattivi sogni solamente (...) Lo specchio vede un viso noto, ma hai sempre quella solita paura che un giorno ti rifletta il vuoto oppure che svanisca la figura. (...)E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un' esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai due anni dopo al punto di partenza... "

E così sono passati due anni, stento a crederci, da quella sera di ottobre che quasi per gioco cominciai a scrivere parole a caso..."Faccio un blog anche io", mi dissi all'epoca, che di blog e computer ci azzeccavo poco, non che ora sia un genio...Mi era sembrata un'idea divertente, (all'epoca non mi prendevo ancora così maledettamente sul serio) poco impegnativa...e invece chi l'avrebbe detto? Queste mie pagine, i miei deliri, i miei sfoghi, hanno cambiato la mia vita, questo blog è stato il punto di partenza, (nonchè la fine) della maggior parte delle relazioni sociali che mi hanno accompagnato durante tutto questo tempo...grazie o per colpa di questa "scatola-contieni-emozioni" ho fatto scelte decisive, da non credere, il potere del www.
Oggi non mi sento molto in vena letteraria, ma siccome sono quella delle date, che se le ricorda tutte, mi sembrava doveroso spendere due parole, anche se ho la testa che mi scoppia e lo spleen autunnale di default.
In fondo ci sono affezionata a queste pagine, sono la cosa più simile ad un diario che possa esistere, sono la testimonianza di quello che ho vissuto, provato, pensato...scrivere è stata diverse volte una salvezza per me, ora lo faccio molto meno, perchè la rassegnazione ha preso il posto del bisogno di comunicare, l'introspezione e la chiusura me le sono cucite addosso...ma tutti i miei post, anche quelli che non ho mai pubblicato, sono la parte di me più vera, schizzata, depressa, disperata, innamorata, entusiasta, delusa...questo blog è quello che ho dentro e non riesco a separarmene, anche se ne sono stata tentata numerose volte.
Magari quella sera avrei fatto meglio a fare altro, magari no, ai posteri l'ardua sentenza...però come dice il Guccio, ho l'impressione di essere "due anni dopo al punto di partenza".

venerdì 16 ottobre 2009

Dreams...are my reality (ma NON è il tempo delle mele!)

Questa notte, mentre mi stavo addormentando, ben oltre il mio consueto orario, mi è implosa nella testa l'immagine di un castello diroccato, con la luce morente, sulla superstrada per Waterford.
Prendere sonno non è mai stato così difficile.
Il sonno, beato, la mia via di fuga, non voleva saperne di giungere a me...
Pensavo di impazzire, forse è presunzione usare il condizionale...
Non riuscivo a capire il perchè, ero letteralmente bombardata dalle immagini, dai ricordi...
Glastonbury e il Thor, i negozietti esoterici dove ho comprato pietre, cristalli e collanine new age....
I vicoli di Kilkenny, con l'I-Pod allora in modalità U2 random, magari una cuffia sola e l'altro orecchio libero a captare i suoni che mi circondavano, il senso di urgenza, la camminata veloce...
un Fish&Chips alle Slieve League e il Rusty Pub dove c'erano dei piccoli fari in miniatura e uno di quei cani caratteristici che stanno sempre nei pub...(volevo rubarne uno di quei fari, però poi il posto era troppo carino e non ne ho avuto coraggio!)
La strada ghiacciata a Prato allo Stelvio...(meno non so quanti gradi) con le montagne che incombevano e la Yaris che è sempre stata una signor macchina...Lo Yak & Yeti, pòta che posto (e che nostalgia)...
Certi letti irlandesi, come erano calde quelle coperte...
Poi ho capito...avevo messo su, dopo quasi un anno, il mio profumo speciale, quello che avevo in tutte quelle situazioni, quello che mi faceva auto-atmosfera, era colpa di quello.
Memoria olfattiva, si chiama.
Quel profumo è meglio che lo sigilli.

domenica 4 ottobre 2009

Autumn of my life

"But in the autumn of my years
I noticed the tears
And I knew that our life was in the past
Though I tried to pretend,
I knew it was the end
For the autumn of my life had come at last"

Ogni giorno che la sera si porta via un po’ di luce, si prende a forza anche una parte di me, cerco di ricordare che profumo avessero certi momenti, che profumo avevano certe stanze…e mi vengono le vertigini, perché il concetto “mai più”, fa troppa paura, è troppo insindacabile, il mai più non ha opzioni, ha ucciso ogni speranza, e non si può neanche più sognare.

E ogni sera che avanza è solo tempo gettato via, qualcuno direbbe, sprecato, ma non si può sprecare qualcosa che non ha nessun valore, il tempo è solo tempo, un giorno sgranato a seguire l’altro, come le settimane o i mesi, come le la distanza, come la rassegnazione.

E non ci sono le carezzine sulla testa, no eh, sei troppo grande bimba, e sei troppo lontana.

E quegli aerei che senti ogni sera, prima di rifugiarti nel tuo benzodiazepinico sonno, non ti porteranno più in posti belli, quelli che provi ancora a sognare…perché poi, quei posti là, lo sai che non li devi pensare neanche di lontano.

La terza persona è quella maledetta vocina interiore…ok, lasciare la parola alle vocine che stanno dentro alla propria testa e farle interagire non è proprio indice di equilibrio mentale, però non avendo mai affermato di averne uno, sono al riparo da ogni attacco.

Se guardo indietro, il quadro generale, senza fronzoli o abbellimenti, è sempre lo stesso: stasi.

Da anni. Ora forse è cambiato lo sfondo, ma la luce è la medesima, quella dell’autunno che pian piano si fa strada, con gli ultimi soli e l’ultimo tepore, le domeniche maledette, addosso sempre la mia giacchetta Adidas anni ’70 che ho da più di quindici anni, di fronte a me uno schermo e un bicchiere di vino o di birra, qualcosa da riscaldare nel microonde, il cellulare che non suona mai, e intorno e dentro me, il vuoto.

giovedì 24 settembre 2009

Numb

Mi devo imporre,
devo sforzarmi
non pensare,
non ricordare.


Certi luoghi,
certi suoni,
certi profumi.
Pagine che non posso rileggere.


L’assenza di attimi
Brucia.

Attese,
cose che facevano parte di me,
speranze appassite.

Vuoto, cerco il vuoto,
solo il vuoto può coprire l’eco.

Il sole ha asciugato tutto.


mercoledì 16 settembre 2009

Nessuna connessione disponibile

Decisamente sconnessa da ogni rete.
Queste giornate qua mi fan capire che è decisamente arrivato l'autunno...questo clima Irish non mi va giù, proprio no, che qui non siamo nella Verde Isola e dopo questa pioggia scrosciante non ci saranno nè scogliere nè arcobaleni...
Solo un villaggio fantasma e il fantasma di me stessa, che prova a venire fuori dal display difettoso del'I-Pod, tra la voce di Cobain e quella del Mick..."you can't alwas get what you want"... Ok, che "sempre" è una parola grossa, ma giusto un "sometimes" andrebbe bene.
Poi stanotte lo so che farò dei sogni ancora più assurdi del solito...
Chi mi nasconderà ancora i libri sotto al piumone per farmi gli scherzi?
Qualcosa di quello che ho lasciato behind mi manca ...il mio compagno di marachelle e di avventure, quello che mi fa dannare e incazzare a volte, quella che mi conosce per come sono davvero, senza filtri...quella persona che non sopporta le mie sigarette e i miei cd, la persona davanti alla quale posso scoppiare a piangere di punto in bianco e non batte ciglio...perchè è come me...
Ecco, ci mancavano solo i Modena, In un giorno di pioggia, proprio ci voleva...
Oggi il buco nero è più profondo che mai...
Io ci provo eh, a restare a galla, ci provo, ma ci riesco di rado...passa solo per poco...e allora tipo mi ci devo aggrappare, a quelle cose che mi fanno un minimo sopravvivere.
Però, in fondo, più passa il tempo più mi sembra che non ci sia il mio posto nel mondo...

giovedì 10 settembre 2009

Un nuovo canale...Fox Mine: Delirio!

Questa dimensione onirica...
Mi lascia spiazzata. Ultimamente, durante la notte, lavora senza il mio controllo...con esiti improbabili.
Pare che sia in atto una sorta di "recovery system", solo che invece che andare a cercare i file perduti di un hard disk, il sonno recupera cose assurde dal mio cervello.
Una mia compagna di liceo, quando avevo sedici anni, io non mi ricordavo neanche più il suo nome...stanotte mi sono ricordata di lei, del suo fidanzato morto la notte di Natale, nome e cognome, e ogni dettaglio della casa dei suoi, dove magari ho bevuto per la prima volta qualche cosa che fosse più di una birra e fatto un tiro a qualcosa che non era una sigaretta, ma non è mai stata una mia cara amica....eppure mi ricordo il suo divano che avrò visto sì e no due volte...
Quando ero piccola piccola i miei andavano in ferie in dei posti tra il Veneto e l'Alto Adige...in questi giorni mi ricordo un affare tipo un gatto, di quelli che gli metti la monetina dentro e ci fai una cavalcata e lui suona la musichetta, non so perchè sono convinta che si chiamasse Gatto Mammone, e ho quella musichetta in testa...e in seguito al Gatto Mammone c'era una stanzetta provvisoria, non so quanto sia durata, io credo che fosse a Dobbiaco o San Candido, e poi delle pastigline Falqui, perchè insomma, già da piccola avevo dei problemi...
Poi fanno dei discreti salti temporali questi sogni...
(Se continuano ad essere così veri mi viene pure qualche preoccupazione, perchè ogni tanto, tra un episodio e l'altro, ci sono dentro pure le persone attuali, con cui sempre mentre dormo, faccio discorsi, quasi normali...e poi mi capita di farli anche per davvero, da sveglia...o di non farli perchè convinta che certe conversazioni siano già avvenute!).
Ho rivisto i miei animaletti che non ci sono più.
La mia prima gatta, che si chiamava Lilly, che andava di sotto alla macchina da cucire di mia mamma, che non era all'inizio proprio la nostra gatta, ma veniva in casa, perchè c'era la porta aperta, oppure saliva dall'albicocco...e c'erano le piastrelle di quel bagno che erano nere coi disegni rosa, tipo degli schizzi di colore (non so cosa darei per avere piastrelle nere così,ovunque)...
E in quella casa avevamo un garage-cantina, dove davanti c'era la macchina e dietro il laboratorio dove il mio babbo faceva i suoi lavoretti, e c'era pure una scaletta per andare giù, ahh le case vecchie, così funzionali...e insomma una mattina ci sono scesa, da quella scaletta giù ad andare in garage, non so se a prendere l'acqua o per tirare fuori lo scooter, e ho trovato la micia in coma diabetico.
Seguono due giorni che non auguro a nessuno, solo chi ha un animale in casa, che vive come un parente, può comprendere la sofferenza.
Poi è andata, anche lei, e l'abbiamo sepolta sotto al pino.
In effetti le abbiamo quasi fatto un funerale, con una cassa, perchè io e mia mamma non volevamo che stesse fredda nella terra, e dei ricordini, e qualche fiore.
Beh dài, eravamo avanti, era prima che uscisse Six Feet Under...
C'era questo pino altissimo, e sotto ad esso c'era il cimitero di tutte le creaturine che io e i miei avevamo provato a salvare...
Però ecco, adesso mi rendo conto di una cosa, gli animali ci sono in questi sogni, io ci sono ed è come se fossi una spettatrice, ci sono i miei genitori...però perchè in tutti questi sogni così veri, che sento ancora il profumo dell'abete e del tasso...e vedo la siepe...perchè non ci sono mai anche i miei amici? Perchè loro no? Loro quelli che non ci sono più, perchè non c'è l'Elisa, perchè non c'è Marcone, perchè non c'è Max?
Non volevo pensare alla morte, non volevo scrivere cose tristi, in effetti oggi ero anche in buona, ma la morte è dentro di me, da sempre, già nel fiorire vedo l'appassimento, che sia un oggetto, che sia un sentimento, che sia qualcosa a prescindere...ne vedo già la fine.
Mi sembra di essere come una di quelle figurine essenziali animate, quelle che fanno in certi video, io mi sento in bianco e nero e vedo la maggior parte delle cose come sagome animate e colorate, con cui per qualche motivo non riesco ad interagire...
Il "resto", è colorato e si muove, io sono la figurina grigia con i movimenti standard, che non riesce a passare al livello successivo.

martedì 8 settembre 2009

L'è sa' l'estat...

Per l'ennesima volta sono una specialista ad arrivare coi treni della ghiaia.
Mi perdo sempre delle cose...ci arrivo dopo...
Ecco adesso l'estate è tipo finita, e per me è iniziata il 5 agosto.
E non ci sono proprio davvero più le rondini e tutte quelle sigarette che fumavo in terrazzo in quelle serate che non finivano più, sfuman via sempre prima.
La provinciale in scooter, mi piace. Dalmine - Lallio - Berghèm.
Sono contenta di non avere il mare vicino, il mare che piace a me è da contemplazione.
Preferisco le montagne, pòta la Val Seriana (la cràpa la sfìama!).
Ecco però al fin della fiera rimane sempre una costante, la mia solitudine.
E non ha importanza se sono una mezza zia, non vale poi molto quando si riapre quel buco maledetto che ho dentro, vale ancor meno quando ho davanti quello che vorrei che lo riempisse, quella rughetta, quell'entusiasmo contagioso, quella passione che mi commuove, che mi fa ridere, che mi fa sentire viva: quello che non avrò mai.
E questi sonni assurdi, che non so perchè, rivivo spesso e volentieri pezzi della mia vita passata, ma non di quella passata recente...
Mi trovo con dettagli vividi come se ci fossi dentro per davvero, nella casa dove abitavo quando avevo quindici anni...o a fare il lavoro che facevo quando ne avevo venti...rivedo di continuo persone che ho perso di vista da una vita, alle quali magari lucidamente non penso mai e giuro, da sveglia, non ricordo quelle cose, ma mentre dormo mi sembra di essere dentro ad un film....certi particolari, certi dettagli...
Una cosa inquietante è che in quei sogni sento persino gli odori...e puntuale, mi sveglio ogni notte alle 4,22-4,33 e mi manca il fiato.
Per fortuna che c'è la musica, per fortuna che c'è il Bepi!

giovedì 20 agosto 2009

It's all over now (Baby Blue)

Non c'è che dire, la mia rimpatriata in Romagna altro non lascia se non la domanda di come io abbia fatto a trascorrerci oltre trent'anni di vita.
Se la mezzaluna fertile è una culla di civiltà, il piattume romagnolo della bassa, è una culla di infelicità.
Non per niente mica l'avevo detto a nessuno, non sìa mìa che ci siano aspettative nei miei confronti, che io le aspettative so far solo a deluderle, e quindi meglio muoversi in sordina.
Capito a sorpresa alle 7 del mattino o alle 3 del pomeriggio, poi mi si può sempre dare qualche calcio nel sedere se la mia inaspettata presenza dà noia.
Oggi è stata una giornata peggiore, se male è lo standard, oggi male all'ennesima.
Mia mamma mi ha convinto ad andare a trovare mio nonno, che non vedevo da oltre un anno.
E non è per la scusa che mò sto a Berghèm, è che io le cose non le voglio vedere.
Sarò insensibile dicono, io dico che siccome c'ho già il Demone e il famoso buco nero, dentro, cerco di evitarne altri....ebbene sarò una codarda, ma io già fatico a gestire la mia piccola e personale infelicità, che a buttarci sopra altro dolore è come buttare l'alcool sulla carbonella fatta male.
Io sono la brace fatta male.
Come e perchè la vita fa questi scherzi?
Io non ce la facevo. Io sono scoppiata a piangere subito, del resto pare non sia un evento rilevante...Ma insomma...le persone così? Io non ho questo gran legame, ma la vista di questa creatura, che peserà si e no 50 kg, consumata, immobile, intrappolata nel suo corpo...che non riesce a parlare....questo mi ha colpito, a vedere quelle labbra che si muovevano, e quegli occhi che parevano avere avuto un singulto di riconoscimento....
Quella pelle così sottile e macchiata, che ho chiesto perchè era così fragile, che la risposta "perchè è vecchio, poverino" non mi è piaciuta.
Mia mamma mi ha detto che dovevo essere contenta perchè sono stata riconosciuta, perchè ha flebilmente pronunciato il mio nome, beh non ero contenta.
Mio nonno fino a due anni fa "dava della paga", come si dice qua, a tutti, autonomo e indipendente, in motorino (perchè non ha mai preso la patente, lui!) e la sua canna da pesca...un uomo gentile e pacato, quando non bestemmiava...comunista nel cuore, giocatore di Briscola e Mah Johng, tirchio e assolutamente restìo alla tecnologia....
Imboccato a cucchiaiate di gelato perchè non riesce a masticare nulla.
Così fragile e impotente su quel lettino, inghiottito dalle lenzuola di carta velina che spacciano come cotone sterile ospedaliero.
Mia mamma ci si è abituata, io non ho la fòrsa (scritto così eh).
C'era un letto a fianco e sopra delle foto di nipoti e cagnolini.
Aldo si chiama, il suo compagno di stanza, i nipoti e i cagnolini erano di quell'altro.
Io pare che teoricamente diventerò zia, preferisco chiamarmene fuori a priori.
Essere vivi così?
Io non ce la faccio a vedere queste cose.
Io convivo con la morte da sempre, io e la Mietitrice abbiamo un rapporto contorto (come tutti i miei rapporti, del resto), ma non riesco a vederla così "vivida", così capace di tenere le redini, di giocare, di tenere appesi i suoi fili maledetti...la coscienza del suo potere mi destabilizza...del resto è come la scoperta dell'acqua calda.
Piazza di Russi ore 17 di un pomeriggio che torrido è un aggettivo scontato.
Winston Blue & Beck's.
(la part II ora non posso, non ci riesco mica....too much pain....)

venerdì 14 agosto 2009

Ashes to ashes

Sono
la brace divorata, consumata,
sono quella brace che ha ancora il tepore
il profumo del legno
che ha consumato anello dopo anello.
Sono
respiri sottovoce
umidi e nascosti,
respiri che hanno paura,
respiri che esalano se stessi per potersi fondere.
Sono
quella cenere
a cui basta un soffio
per disperdersi
senza scintille.
Sono
un ciocco di torba:
il grido di un gabbiano può risvegliare l'oceano,
la sferzata di un alare assopire tutto.

mercoledì 12 agosto 2009

New Born

Post breve. Solo perchè ho voglia di straparlare. Solo perchè si dice che non sorrido mai, in effetti la cosa non è lontana dal vero, non rido e non sorrido quasi mai, però ogni tanto sfuggo alla mia immagine funerea, e si riesce pure a portarmi fuori dalla cripta.
Cazzo che bella una birretta fresca sul lungolago da aperitivo, e passare per miracolo in Trentino A.A. e i Canederli....:)
AMO le montagne, amo subito quando capisco che sono in Trentino, e vedere Tione 18 km, penso alla mia nonna, si sottovaluta l'idea della montagna, non bastano due colline, la montagna ce ne vuole per essere tale.
Pbah, è una parola onomatopeica, riassume quello che esprimo di solito: scazzo-non convinzione-incertezza.
Oggi pochi pbah, proprio pochi.
Oggi ero entusiasta. Oggi sono stata bene.
Io non sono ancora defunta, io riesco ancora ad essere l'idiota che si fa gli fa autoscatti e minaccia di buttarsi nell'acqua melmosa a fare il bagno, (che però nel lago dopo era più bello!) quella che a fine pasto prende ancora la polenta e funghi, quella che nelle foto ha gli occhi spiritati, quella che ghigna e sogghigna e cancella le foto dove non viene bene (sono la maggior parte!) , quella Hiraeth è come la brace.
Quella Hiraeth, quella Vale, quella w.o.w.y. ringrazia di cuore chi non l'ha abbandonata, (mandata a culi, avrei detto quando ero romagnola) , chi le è stato vicino, chi la sopporta tutt'ora.
Forse è per i Placebo, non si può non amarli....io mi sono chiusa dentro a non vedere le stelle cadenti il 10 di agosto, le mie stelle non si avvereranno eppure le ho vicine.
Non saranno neanche i Muse....Starlight e Plug In, stanno solo dentro un'autoradio o in compagnia di cd persi.
Quello che amo davvero io lo so che non è perso.
Oggi, per un attimo, ho rivissuto qualcosa che non ci sarà mai più, i miei 14 anni, i Free, il mio giradischi improvvisato in camera, il mio babbo che gli rubavo i dischi belli: Guccini, Deep Purple, Beatles....
C'era quel mobiletto di legno, l'aveva fatto lui, il mio babbo all'epoca era bravo a fare i mobili, e io non vedevo l'ora che loro se ne andassero per "sentire i dischi a tutto volume come fanno i giovani d'oggi".
Non gli U2, non i Placebo, non i Muse, mi toglieranno mai dall'anima e dal cuore tre pezzi, che se dovessi morire li vorrei al mio funerale, e ringrazio di cuore per avermi indicato la strada: Stairway .... - Child in time - Eskimo
Sarà mica per il rock vecchio, quello evocativo...
Ah sono innamorata delle cose vecchie ed evocative...
Questa sera non ho la forza di impegnarmi per le foto...cliccare sul link per le foto....io sono.....STANCA!
http://www.facebook.com/album.php?aid=2029927&id=1496740239&l=aa252ce465

lunedì 10 agosto 2009

Good Riddance

It's something unpredictable, but in the end it's right...
Di quello che fa il tempo, di quello che fa la vita.
Non so davvero più che pesci prendere in questo periodo, le serrate di agosto mi levano il fiato, mi sento ostaggio, a 360°, non come il tour degli U2 che è assai più figo, a 360° dentro.
Mi sento sempre più incapace di reagire.
Mi vien da dire mi dispiace sempre, mi rendo conto che non sia facile rapportarsi con me, non ho la presunzione di pensare di essere una persona facile.
Ma quando mi vedo specchiata negli occhi altrui, mi sento mortificata, perchè non vorrei essere così, perchè esattamente così non lo ero, lo sono diventata.
E mi sento un peso, perchè lo sono, non vorrei che lo si avvertisse ma comprendo sia difficile non percepirlo.
Non è questione di dire o fare qualcosa di particolare, è che rivorrei la me stessa che ero, solo che non c'è più, è che rivorrei la persona che avevo di fronte 9 mesi fa, e sembra non ci sia nemmeno quella.
Dove sono finite quelle persone? Cosa ha inventato la vita di male, per toglierci quei tramonti, quelle lotte contro il crepuscolo, quelle pinte perfette, quei jeans sporchi, quella pioggia come solo quella può essere, quegli arcobaleni contesi tra il sole e la tempesta.
Quelle cose che vivi così tanto intensamente da non poter pensare che siano solo attimi.
Io non riesco, quella è la mia Terra Promessa, quello che è stato è stato, ma davvero non riesco a non rimpiangere quella pace, quelle ventate che non mi facevano stare in piedi, l'anima che ho scoperto, quel respiro.
Era troppo vivido per essere un sogno. Era troppo reale per poter durare,
Annuso la cenere dei miei sogni e cerco di trovarci un profumo, un colore, qualcosa che mi renda il tempo andato.
Certe volte mi sembra che sia una recita, tutto, coatto, io che recito una parte e ingoio, io che quando sono me, faccio paura.
Mi sembra di vivere come Desmond, premere un pulsante perchè non finisca tutto, qualcosa di molto simile a: 4, 8, 15, 16, 23, 42.
I numeri sono solo numeri, io sono solo io.

giovedì 6 agosto 2009

Neverending why

L'anno scorso, di questi tempi, vagavo da sola per i carrugi, cercavo di far sera in qualche modo, chiusa in una stanzetta di tre metri per due, che più che una stanza pareva una cella, solo che pagavo per starci dentro.
C'era un ventolone a soffitto che dava parvenza d'aerazione, in realtà si soffocava. Quella stanzetta era così angusta e così chiusa che non prendeva neanche il cellulare, però ero a Genova.
A posteriori ho pensato che una me stessa così sola non l'avrei più vista, a posteriori mi facevo tristezza e pensavo che non sarebbe mai più stato così...mai sottovalutarsi.
Bisogna essere ottimisti a questo mondo, "l'ottimismo è il sale della vita", mi verrebbe voglia di tornarci.
E' che non ne ho più, another brick in the wall, giorno dopo giorno.
Evidentemente non sono così pazza come mi si vorrebbe far credere, perchè mi astengo dall'urlare.
Cosa bisognerebbe fare quando non ci sono soluzioni? Alla condanna della vita non hanno allegato un libretto delle istruzioni, fortunatamente cervelli laboriosi hanno isolato le molecole delle benzodiazepine & c., poi al mondo si è liberi di dissentire.
Tutto è relativo.
Ritengo che il paragone delle reciproche afflizioni non sia un metro di giudizio.
Egoista? Da vendere....
Fare a gara a chi ha più sfiga o più problemi mi pare l'equivalente delle contese nei telefilm americani a chi ce l'ha più lungo.
Io non sono per il buonismo, proprio per niente, con me non attacca "c'è chi sta peggio, dovresti ritenerti fortunata!".
Tutte queste potenzialità (già il termine potenziale...potrebbe...condizionale...) di cui a detta altrui sarei dotata, non mi riescono a dare neanche un'ombra di serenità.
Scrivo perchè ne ho bisogno.
Qualche volta mi dicono pure "brava!". Brava di cosa?????
Brava perchè non riesco a stare in questo mondo? Brava perchè riesco a dare una copertina interessante al mio malessere? Brava perchè ho padronanza del linguaggio?
The neverending why.
Perchè il mio cuscino è sempre bagnato?