sabato 4 ottobre 2008

Analyze

Mi sono sempre messa in discussione, a volte non fa bene, perché sarebbe meglio non farlo, a volte mettersi in discussione è la soluzione peggiore per le proprie domande, a volte mettersi in discussione non ti dà alcuna risposta, ma crescono altre domande, ma credo anche che non mettersi mai in discussione sia limitante, come rimanere abbarbicati come una cozza ad uno scoglio, rimanere aggrappati alle proprie idee, all’attimo, a quello che si sente, a quell’attimo, non guardare oltre è uno sbaglio, è uno sbaglio perché si rischia di perdere obiettività, si rischia di non capire più dove sei, dove vuoi andare, cosa stai facendo.
Mettersi in discussione a volte è dura, è veramente dura perché certe volte hai dei momenti in cui praticamente sei convinto di aver raggiunto delle certezze, delle sicurezze, dei punti di riferimento, dei paletti, come quei paletti, anzi come quelle pietre segnate in rosso e in bianco sui sentieri di montagna, quelle che ti indicano la strada per seguire il sentiero, come quelle cose lì.
E a volte le segui e ti fidi, anche se non lo conosci il sentiero, però vedi queste pietre, qualcuno gliele ha messe e le segui senza farti troppe domande, ma molto spesso la via segnata, la strada battuta, quella sicura non è la soluzione, non è la via migliore, perché quando ti trovi da sola con in tuo grande vuoto, con la tua testa che è libera e non smette di assillarti con mille domande… No, non sono le classiche domande esistenziali, Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Ma quando ti chiedi “Cosa sto facendo?” ma quello che sto facendo, quello che sto vivendo, mi rendo conto che quello che faccio non mi fa star bene, quello che provo non mi basta. Il fatto è che quando cominci a farti queste domande te le fai sempre più spesso e basta un nonnulla perché queste domande ti si ripropongano, e la risposta è che quello che c’è non ti basta, non ti dà quello che vorresti avere e non è per essere pessimisti, non è il discorso che uno vuole sempre quello che non ha, perché quando qualcuno ha qualcosa vuole di più o forse vuole altro o forse è anche per quello perché le teste bacate sono così.
Ma secondo me non è per quello, credo sia perché il pensare, il cercare di evolversi, di cercare di essere in continuo cambiamento, il poter cambiare idea i poter ritornare sui propri passi, il poter dire "Ma questa cosa che credo non è proprio così, magari ci posso ripensare", c’è la possibilità di scelta, della non definitività delle proprie scelte, forse è per quello che non ho mai sperato di sposarmi o cose di questo genere.
Già poco tempo fa, al brindisi di nozze di una mia collega, lei se ne esce stappando lo spumamte “quella che prendo col tappo è la prossima che si sposa!”. Ironia del destino il tappo è capitato a me. (del resto all’unico matrimonio a cui andai diversi anni fa, fui la fortunata del bouquet, direi che a ste credenze non c’è molto su cui fare affidamento) Io sposata? Non so neanche lontanamente badare a me stessa, potrei mai pensare a me Vale madre, moglie??, e poi io il concetto della famiglia non ce l’ho molto, ma questi sono altri discorsi.
Ora, in questo momento, mi viene da dire che sto pensando troppo e finisco per sragionare, tanto per cambiare, in realtà quello che vorrei è una cosa così empirica, così utopica, che proprio non c’è, allora non mi resta che tener botta e tirar avanti per quel che si può e cercare di capire, tante cose che forse stanno solo dentro la mia testa, anche se tante cose stanno oggettivamente fuori e vanno poi ad alimentare quelle che ho dentro, io ci provo e ci proverò, voglio star bene, vorrei capire cos’è che mi farebbe star bene, vorrei che non fosse tutto così effimero.

3 commenti:

UIFPW08 ha detto...

per molti versi forse la pensiamo allo stesso modo, forse io faccio qualche foto in più e tu fai partire le navi...un saluto sincero Maurizio.
Ps. Goditi la vita.

Hiraeth ha detto...

@ Maurizo: Da quel che vedo non è che fai più foto di me...diciamo che le fai meglio!!! Io purtroppo manco di attrezzatura consona, comunque, se sei capitati qua per caso, you're welcome. A Risentirci!
P.s. Eppoi io mi sto guardando un po' di foto tue, tanto di cappello! :)

Pino Amoruso ha detto...

Ciao passo per un saluto e per invitarti a leggere l'ultimo mio post ed a diffondere l'iniziativa. Ora più che mai bisogna fare "rete"...

A presto ;)