domenica 17 agosto 2008

Vicini....lontani

Da due settimane ho dei nuovi vicini di casa. Una coppia. Lei ha 19 anni, è Argentina ed incinta, lui una trentina ed è pieno di tatuaggi. Hanno pure un cane, uno di quelli che sembran dei topi e abbaiano sempre di solito, che però a me piacciono un sacco e questo non abbaia sempre, Pincher, ecco m'è venuto il nome. La sera fanno sempre delle gran grigliate e mangiano in giardino con le candele alla citronella e poi sono gentili, e ridono e scherzano sempre. E insomma a me mi viene da chiedermi perchè quest'universo è così lontano dal mio e cosa diavolo c'è dentro di me così sbagliato perchè anch'io non sia mai potuta essere parte di questo mondo normale. Meglio non pensarci troppo, meglio aprirmi una birra e tornare sul divano a guardare Grey's Anatomy.

23 commenti:

Carlotta ha detto...

Cara mia, a certe domande non ci son risposte. Tanto vale non farsele.A volte penso sia una congiunzione astrale. Mi è capitato spesso di vedere situazioni lontane da me e pensare solo "perchè a me no?"...
La domenica soprattutto..Anyway a Dublino il tempo è sempre più inclemente...
Una birra da queste parti fossi in te me la verrei a fare...

Giovanni ha detto...

Generalmente questo accade perchè:

Siamo terribilmente stupidi o terribilmente brutti.
Troviamo che un'altra persona sia terribilmente brutta o terribilmente stupida.

Poi ci sono dei casi limite, abbiamo "tutto" (affetti, lavoro, amicizie) però per motivi personali, e quindi non oggettivi, non sappiamo godèrne.

Io sono invece un caso oggettivo. Mi sento come se fossi focomelico e fin da bambino non facessi altro che vedere gente che gioca a "Sasso , Forbici e Carta". Da così tanto tempo da averne appreso tutti i segreti, tutte le tattiche, la statistica, la psicologia dell'avversario... Però con le mie braccine corte non posso giocare. E magari mi tocca anche dare consigli agli altri che hanno le braccia normali.
E quanto mi rode .. quanto mi rode capire e non poter giocare ...

Malex ha detto...

E se fosse il classico caso del "predica bene ma razzola male"? Sai giocare, fai vincere gli altri ma quando si tratta di te non sai applicare quello che hai imparato.
Hai le braccia troppo corte? Beh...avvicinati di più.
Tornando in topic :-) ...chissà se ogni tanto uno dei tuoi vicini, o forse anche entrambi, osservandoti, non desiderano quello che tu hai.
O forse tu vedi solo quello che a te manca e non noti il resto.

Hiraeth ha detto...

@ Carlotta: Proprio così, la domenica soprattutto. Non temere cara. Ci verrò eccome. Ora mancano i liquidi, ma arriverà pure la quattordicesima e quest'anno se va avanti di questo passo un New Year's Day dalle tue parti non me lo porta via nessuno...

@ Giovanni: Caso limite sicuro. Non penso di essere ne terribilmente brutta nè tantomeno stupida. Oggettivamente, uso una metafora che piace tanto al mio migliore amico "vedere la bellezza, sapere che è ad un passo da te e non riuscire mai a raggiungerla". E se per qualche gioco del destino riesci a farlo, comunque è sempre qualcosa di effimero. Si vede che anche le mie braccine sono corte...

@ Malex: A dar consigli sono un'esperta, a praticarli su di me è un altro discorso. E sinceramente non credo che nessuno mi possa invidiare alcunchè Libertà? Indipendenza? Che me ne faccio quando ogni sera mi trovo a fissare, parlare, piangere contro i muri.Fedele a chi, fedele a cosa?.....

Anonimo ha detto...

Capito per caso sul tuo blog, e un po' mi dispiace disturbare. Ma non posso fare a meno di dirti delle cose in merito a questo post. Tu parli di questo "mondo normale"...ma ti sei mai chiesta chi è che stabilisce se una cosa sia normale o meno?! io me lo chiedo spesso, e la normalità è in quello che faccio. ho più o meno la tua età, non esco praticamente mai, non sono parte dei pub o delle discoteche (per motivi che non ti sto a spiegare), non viaggio, lavoro e basta. e magari nel week end mi prendo il mio tempo per leggermi un libro, guardarmi un film o fare le pulizie di casa. mia madre mi riprende sempre chiedendomi se è normale che una ragazza della mia età il sabato sera rimanga in casa...le rispondo che per me la cosa normale è questa. ora, so che non ci azzecca molto con quello che hai scritto, so che per normale tu intendi, forse, un normale rapporto di coppia, un figlio, un matrimonio (?)...ma è normale per te? o è normale per la società che a 30 anni ci si debba ritrovare con una posizione sentimentale stabile?! io sono arrivata alla conclusione che c'è un tempo per tutto, che la nostra normalità ce la creiamo noi. E' normale stare a guardare grey's anatomy alle due di domenica pomeriggio? si, per te lo è...e allora va bene così. e poi, scorgendo un po' il tuo blog, ho notato che hai un sacco di passioni "normali". tu viaggi, fai delle bellissime foto, corri. Tu hai degli interessi che ti tengono salda e, perchè no, stabile (?). fissare il muro, parlare, piangere...capisco bene. parlare con i muri fa molto meglio che parlare con chi non ti può capire e dispensa consigli a vuoto. è normale?...si, è normale. la normalità che tu cerchi verrà quando avrai imparato che la tua vita è normale per quello che sei tu. tu sei così, la tua vita è così. ed è giusto così.
e adesso basta che ti ho scritto un commento lunghissimo e ho già rotto le palle abbastanza! :)
in bocca al lupo

Martina

Maraptica ha detto...

Ebbene si, Martina ha in parte centrato, il concetto di "normalità" è talmente vasto (poco definito?) che agli occhi di un altra persona i tuoi vicini potrebbero essere tutt'altro che normali! Per esempio (mio parere modestissimo), aspettare un bambino così giovani non è normale, c'è un età per determinate tappe. Ok, poi se arrivano prima, arrivano....ma non mi sembra che tutto ciò rientri nella "normalità". E poi, chi di noi non si sente al di fuori di questa presunta "normalità?" Io credo di non essermici nemmeno mai avvicinata... La "normalità" è determinata solo dal proprio punto di vista, uno non è normale, ci si sente. Il che è una cosa ben diversa.

Hiraeth ha detto...

@ Martina: Ciao e grazie della visita, figurati se disturbi, ascolto sempre volentieri chi ha cose intelligenti da dire. Vedi, concordo con te sulla relatività del concetto di normalità, quello che per me sembra assurdo a tante persone appare perfettamente logico e sensato e il mio modo di vivere, anzi forse è meglio dire di pensare, di sentire emozioni, può apparire folle. Non è nei miei progetti a breve termine il matrimonio nè (Dio non voglia!) tantomeno procreare, però ci sono certe domeniche pomeriggio in cui il peso della solitudine si fa sentire come un macigno, e allora non basta avere interessi e passioni "normali" quando ti manca qualcuno con cui magari condividerli. E allora quegli interessi normali ti assicuro che fanno di tutto tranne che darmi stabilità, anch'io non frequento (magari per gli stessi motivi tuoi) gran locali e in casa mia ci sto discretamente bene (mamma mia quanto la pulisco pure io, trovo sempre qualcosa da mettere in ordine o da pulire, ma mi rendo conto che è un bisogno compulsivo), e sono daccordo con te sul fatto che sia meglio stare soli che provare a parlare con chi non capisce pur di avere una qualsiasi compagnia , ma in fin dei conti, citando il buon Vasco: "Perché restare, restare Soli, fa male anche ai "Duri"
Loro non lo dicono ma.....
Piangono contro i Muri
(Buoni però quei Duri!!!!!)..........."

Hiraeth ha detto...

@ Maraptica: Come ho già scritto poco sopra, non è certo l'avere un figlio la mia più alta ispirazione, anzi se lo devo dire a me i bambini proprio non mi piacciono nè mi suscitano tenerezza o istinto materno. C'è chi ci ha definito "casi clinici" ;) e secondo me ha colto nel segno, io la normalità non so nemmeno dove stia di casa, ma mi piacerebbe, almeno qualche volta, potermi sentire "parte di qualcosa", invece che eternamente "al di fuori". E le domeniche e le sere in cui il divano non è una scelta ponderata ma l'unica soluzione, insomma, mi stanno stretti i muri e poi penso troppo e quello che penso non mi porta gran contentezza...

Maraptica ha detto...

Succede anche a me, anzi, succede SEMPRE anche a me.
Ma le mie 4 mura (la mia tana-camera) è il luogo del supplizio e del riparo. E' come un grosso mantello che mi protegge, anche se alla fine, mi copre il viso e non mi fà vedere pressocchè nulla. E non è che mi si ci senta bene in questa grossa veste (non è nemmeno della mia misura) ma è pur sempre una veste, peggio sarebbe rimaner nudi.
Voglio dire che alla fine, se mi ritrovo a passare molto del mio tempo nella mia "tana" è una mia scelta, dettata dalle circostanze, dalle scelte che ho fatto, ma pur sempre una mia scelta. A lungo andare potrà sembrare quasi "normale".... o meglio, spero che succeda proprio così...

Anonimo ha detto...

non ho problemi a dirti il motivo per cui non frequento discoteche...crisi di panico. che non ho mai capito se le ho perchè con certa gente io non centro proprio niente o non vado in discoteca perchè ho queste cose qui. va bè, insomma, diciamo che quelle limitano molto. poi non so se sono anche un tuo problema o meno. non sto certo ad indagare. la solitudine...qui ci sarebbe da scrivere un libro. da quello che ho letto nell'ultimo periodo del tuo blog mi è sembrato di captare la fine di una storia...o forse di un'amicizia. ma non indago neanche qui che non son affari miei. se è come credo, a volte mi viene da pensare che molte persone stanno insieme per necessità reciproca di sostegno. conosco molte persone che magari stanno insieme a qualcuno con affetto, si, ma non con amore, perchè temono la solitudine e le domeniche pomeriggio da soli. tu sei dura, tu ne senti il peso, si, ma sai anche che sei abbastanza forte per non abbassarti a tanto. sarà che io ho l'idea romantica dell'amore...e allora si sta insieme per amore, non per necessità. a volte capita quando meno te l'aspetti...e sopratutto quando non si cerca qualcuno con cui divedere i propri pomeriggi...anzi, capita proprio quando nei tuoi pomeriggi di solitudine inizi a starci bene. esperienza personale...a volte si trova quello che non si sta cercando...
un altro in bocca al lupo direi che te lo meriti tutto :)

Martina

Hiraeth ha detto...

@ Maraptica: Se poi la tua è solo una stanza immagino che sia una tana, ma anche una veste troppo stretta, visto che a me spesso fa paura il mio appartamento piano terra ingresso indipendente. Io penso che dovrei trovare il coraggio di separarmici più spesso e ricominciare a vivere invece che rinchiudermi nel fasullo/vero "sto meglio qui", magari se lo facessi anche tu potresti, solo a livello ipotetico eh, scoprire che a volte fuori c'è qualcosa per cui vale la pena di uscire dal guscio...e prima di consigliarlo a te sto provando a convincermene da sola, per intenderci!

Hiraeth ha detto...

@ Martina: Mi spiace tu rimanga anonima perchè visiterei volentieri il tuo blog se ne hai uno. A parte questo incipit, cara mia hai centrato tutto, non so se perchè dal mio scrivere traspare così palesemente o perchè dal tuo essermi affine hai avuto la sensibilità di legger tra le righe. Anch'io ho la tua stessa identica visione di quello che dovrebbe essere l'amore, ma se poi le cose così, scompaiono, evaporano nel giro di un ciclo di luna, come fai a crederci ancora? Come fai ad aspettarti qualcosa? Perchè ti ritrovi ogni volta a leccarti le ferite e quando le cicatrici sembrano essere guarite, arriva il momento che si riaprono e allora ci provi ci provi disperatamente ad indurirti e giuri a te stessa che non ti aprirai mai più, che la lezione precedente è servita, ma purtroppo/perfortuna quando c'è di mezzo questo grosso muscolo che pompa sangue e ossigeno e batte, il raziocinio e le lezioni vanno a farsi benedire perchè si cerca solo di vivere, e se devo essere obiettiva, non me ne pento ancora, forse sono una cogliona o forse amo diabolicamente perseverare, ma non voglio diventare una cinica insensibile, e visto che se il "mi tagliassero a pezzetti" lo vivo da sempre, non smetto di sperare che "il vento li raccoglierebbe".
Crerpi il lupo e grazie davvero, le tue parole sono davvero di conforto.
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

purtroppo non ho un blog...non ho così tante cose da dire. solo mi aveva colpito quello che avevi detto. chissà, se un giorno deciderò di aprirne uno, te lo farò sicuramente sapere. bè, forse sensibilità, si, forse quando scrivi il male trasuda dalle parole...e non è così difficile da intuire. posso darti solo un consiglio? ad essere cinici non ci si guadagna nulla. Certo, a volte non esserlo implica anche discrete "inculate" (perdonami l'eufemsimo!)...ma io mi sono resa conto che preferisco soffrire e provare qualcosa anzichè non provare niente...che forse non è un gran scambio di cose, ma è sempre meglio dell'aridità. io, quando vuoi, sono qui. non smetto di leggerti...ma mi piacerebbe trovare anche parole positive e serene, agni tanto. un abbraccio a te!

Marty

Hiraeth ha detto...

@ Marty: Beh spesso si apre un blog non tanto perchè si hanno cose da dire di chissà quale importanza, ma perchè è uno sfogo, una specie di autoterapia e quando invece ci son cose belle è carino poterle condividere col mondo, pur virtuale, che poi alla fine è fatto di tante persone vere. Come te ad esempio, mi fa veramente piacere tu sia capitata in mezzo alle mie pagine, e ricambio, anch'io ci sono se ti va di parlare (vedi mia mail/msn nel profilo eventualmente) e spero di avere presto cose più serene da scrivere, in fondo non smetto mai nè di credere nè di lottare e sono convinta che è meglio rimanere scottati ma aver vissuto qualcosa che rimanere chuisi e aridi con il rimpianto...
Un abbraccio anche a te :)

Maraptica ha detto...

Siamo di nuovo in "pericolo"...è domenica...

Hiraeth ha detto...

@ Maraptica: Già, hai ragione, l'angoscia è dietro all'angolo ma sto cercando di non soccombere e di tenere duro...

Maraptica ha detto...

Se vuoi aggrapparti a me...
e non perchè ho gambe abbastanza forti da sostenerti, ma solo perchè l'una appoggiata all'altra (come a compensarci) battiamo la forza di gravità.
Qui la domenica è ribattezzata il giorno dell'"io"... si medita troppo, forse perchè tutto si ferma e si sa, quando ci si ferma fisicamente, il cervello parte.
Ammazzo le 15 pomeridiane con un pò di enigmistica.

Hiraeth ha detto...

@ Mataptica: da come la metti, se mi aggrappo a te va a finire che cadiamo in terra tutte e due e facciamo il botto! Già il giorno dell'io, l'io che non ne vuole sapere di sfornare pensieri sereni e positivi, ma s'incupisce e ti trascina dentro la sua spirale. Ho ammazzato la mattina con la corsa, un po' di pomeriggio a chattare con un'amico, il resto del pomeriggio col dormire ed ora? Ammazzo la sera con un paio di birre e poi spero che Morfeo, almeno lui, mi prenda con se....

Maraptica ha detto...

Sappi che dormire è un gran lusso per molta gente.
Io è da quando mi facevo ancora "la poppata" che non dormo più come Morfeo comanda.
Lui mi odia, è ormai assodato...
Diciamo che per spirito di sopravvivenza il mio personale bioritmo si è adattato, non che sia la faccia della serenità e del relax, ma corro anche io, nuoto...e faccio tutti i caXXi e i ramazzi doverosi.
Ma ci si può adattare per vivere sta vita qua?! Bhò

Marco ha detto...

La normalità è la tomba della vita .... io avevo una vita "normale" ....moglie , figli , lavoro , amici ..... è bastato un nonnulla per farmi ribaltare tutto , mi sono guardato dentro e ho visto solo vuoto e insoddisfazione... ora la mia vita è "anormale" ...tutti mi chiedono "ma come fai? " "chi te lo fa fare?" ecc ecc
Mi barcameno tra due case , tra affitto e alimenti da pagare , spese varie , mutui e rate varie ... ma vivo... mi sento vivo più che mai . Certo ... a volte la scure della disperazione mi colpisce sul collo ..ma è un attimo ...quel che mi aspetta domani e ancora non conosco è stimolante ...non ho spazio per amori nuovi , per storie da togliere il fiato ... ma ca**o non dover scendere a compromessi con se stessi è infinitamente più meraviglioso di una vita "normale".

Marco ha detto...

Quanto al discorso dell'aprire un Blog , sono daccordo con te ....è una valvola di sfogo è un modo per vedersi dal di fuori ...leggere anche solo dopo un'ora quel che si è scritto è una forma di autoanalisi ...
Ah...a settembre sarò a Waterford ...ho conosciuto un irlandese che viene in Italia a comprare moto usate per rivenderle poi lassù, un simpatico pazzo , credo l'unico irlandese in vita che non beve birra , isnomma dopo aver visto che lo sfondo del mio cellulare è il cielo d'Irlanda con un trifoglio mi ha offerto la sua casa mobile sulla spiaggia di Tramore ...potevo rifiutare ?
@ Carlotta : l'offerta di una birra a Dublino vale anche per uno sconosciuto bergamasco in età avanzata ? ;-)

Hiraeth ha detto...

@ Maraptica: Senza i dovuti aiutini pure per me dormire è un lusso, ode eterna allo Xanax! Ci si deve adattare per forza... :(

@ Marco: Tutto dipende da qual'è il concetto di normalità che si utilizza come metro di giudizio. Tu hai fatto delle scelte perlomeno, scelte che ti hanno portato ad essere sereno e libero e soddisfatto di quello che fai nonostante immagino le difficoltà oggettive. Ma quando non tu a scegliere come vivere la tua vita?
Beh il settembre a Tramore te lo invidio proprio tutto, non è che posto per due sulla casa mobile ;)

Marco ha detto...

Il metro della normalità è quello della consuetudine , del "così fan tutti " , almeno è quello più usato ...io ho fatto delle scelte perchè non mi sentivo più la mia vita "in mano" ...io non credo che nel tuo caso ci sia qualcuno o qualcosa che scelgano per te come vivere la tua vita ...ti leggo spesso anche se commento poco e mi sembra che questo assolutamente non traspaia ... sei molto passionale nel tuo modo di vivere nel senso che ciò che fai ti appassiona sempre e questo credimi è già un enorme conquista...la normalità è spesso foriera di piattezza , di incapacità di emozionarsi anche solo per un tramonto o per una canzone....
Rimani "anormale" per favore ....altrimenti non ti leggo più :-)
Quanto a Tramore ...beh quando io decido di andare in Irlanda di solito lo faccio senza pensare con chi andare ...poi lo dico a qualcuno dei miei amici e mi ritrovo a guidare un pullman ....se vuoi stavolta lo dico solo a te :-)